1 gennaio 2009                                                                                                                    

Carissimi Amici del Laboratorio della Carità,

miei stretti e fidati collaboratori a servizio della Chiesa, vi scrivo affinché non venga mai meno la vostra speranza e la vostra gioia nello svolgimento del servizio a voi affidato. Sappiate che siete per tutti i fratelli e le sorelle della nostra Comunità Tabor un punto fondamentale di riferimento, essi vi guardano orgogliosi di essere vostri amici, considerandovi fedeli testimoni della presenza di Gesù nel mondo. Ammirano altresì il vostro “passo” spedito che diventa per tutti la cartina di orme da seguire per non perdere mai di vista la meta del nostro cammino. Questa lettera che vi giunge improvvisa vuole ancora una volta sancire l’affetto e la stima che nutro per ognuno di voi, per il servizio che svolgete con amore e dedizione e spirito di sacrificio e per la sincera amicizia che sapete donarmi in qualsiasi momento, con alcuni di voi in maniera del tutto particolare. Sapete bene che non è facile camminare alla sequela di Gesù, di quante volte il cammino che si profila davanti a noi diventa irto e faticoso, delle volte in cui anche lo spirito sembra venir meno a causa delle sofferenze e delle incomprensioni che tante volte, per mezzo della natura umana, danno via libera all’intrusione del maligno. Noi però, d’altra parte, siamo convinti che niente e nessuno potrà mai separarci dall’Amore di Dio, che ogni viandante porta con sé nella vita di ogni giorno il comandamento nuovo lasciatoci da Gesù e che: “le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi” (Rm 8,18). La Comunità deve essere sale della terra e luce del mondo. Il sale non esiste per sé, ma per dare sapore al cibo. La luce non esiste per sé, ma per illuminare il cammino. Noi del laboratorio della Carità e la nostra comunità non esistiamo per noi stessi, ma per gli altri e per Dio.

Il Natale è ormai alle porte, ecco l’augurio più bello: Gesù che viene riscaldi i vostri cuori e adempia i desideri in essi presenti, l’anno che arriverà sia ricco di grazia e di misericordia per vivere in pienezza la vostra vita e compiere ogni giorno la sua volontà. In particolar modo, chiedo per tutti quelli che nel nuovo anno saranno chiamati a scelte decisive, come Anna e Raffaele che da due diventeranno nel matrimonio una cosa sola, grazia abbondante e speciali benedizioni da parte del Signore nostro Gesù Cristo.  Prima di concludere, voglio lasciarvi un'immagine che potrà aiutarvi ancora di più a comprendere a quale vocazione siete stati chiamati, la prendo dal brano del Vangelo di Giovanni: le nozze di Cana. In questo episodio la Vergine Maria appare come Madre premurosa e attenta ai bisogni dell’uomo, ma prima ancora ci lascia un programma fondamentale per non incorrere nel pericolo di sentirci arrivati e protagonisti, quando Ella dice ai servi: “Fate tutto quello che Egli vi dirà” (Gv 2,5); mi piace ricordarmi e ricordarvi che il nostro unico scopo è proprio fare questo, affinché ognuno dei nostri fratelli possa trovare aperto il cuore di Dio ed in Lui riporre ogni speranza.

Ancora auguri e buon prosieguo di cammino nell’L.d.C. cuore della nostra Comunità!

 

 Con affetto e stima grande

Don Fabio Di Martino

                                                                                                                    

 

 

Caro don Fabio,

approfitto di questo spazio per dirti GRAZIE dal profondo del cuore non solo per la fiducia che ci accordi, ma soprattutto per l'esempio che ci dai ogni giorno attraverso la tua vita innanzitutto e perchè, tante volte con sofferenza e sacrifico, ti rendi strumento docile nelle mani di Dio, ti fai plasmare come creta tra le sue mani e diventi canale non solo per i tanti giovani della nostra bella Comuntà, ma anche e soprattutto per noi del'L.d.C., chiamati indegnamente a svolgere questo grande e delicato servizio. Il Signore possa ricolmarti di ogni bene ed esaudire i desideri presenti nel tuo cuore!

 

GRAZIE anche voi tutti compagni di questa splendida avventura, di questo progetto che tante volte vedo molto più grande rispetto alle mie aspettative e alle mie capacità, ma che insieme a voi ho il coraggio di portare avanti, seppur indegnamente. Nel mio cuore avverto ogni giorno sempre di più che stiamo e possiamo diventare quel cuore che batte forte e all'unisono nella nostra comunità. Il mio augurio per il nuovo anno è che si rafforzi ancora di più, attraverso la preghiera, il dialogo, la fiducia e l'affetto, questo legame speciale che il Signore ci ha chiamati a condividere. 

 

Anche io vi chiedo una preghiera speciale quest'anno, per il grande passo che mi appresto a compiere con tanta paura e trepidazione, ma con consapevolezza e amore. La vostra presenza mi aiuterà ancora di più a discernere quali sono i progetti che il Signore ha in serbo per me. Grazie!

Con affetto

Anna

 

 

 

Caro Donfi,
vorrei ringraziarti sia per le splendide parole che hai scritto, sia per avermi scelto per essere parte dell'L.d.C. Essere riconosciuti come responsabili agli occhi degli altri implica molte responsabilità che sento crescere con il passare degli incontri.. Anche io, come Anna, avverto spesso questo "laboratorio" come qualcosa di grande, al quale non riesco a dare sempre il mio piccolo contributo come vorrei! Con il passare del tempo ho imparato a fare una sola cosa prima di ogni cosa da pensare, da scegliere, da inventare o da presentare agli altri: PREGARE, affidare al Signore tutto me stesso, affinché, attraverso di me, possa giungere agli altri ciò che Egli vuole comunicare.

Il mio augurio che rivolgo a noi dell'L.d.C è di riuscire a svolgere, sulle basi della preghiera, con gioia, amore e serenità, il servizio ai nostri fratelli; l'augurio che rivolgo a don Fabio è di essere sempre più TRASCINATORE per noi e per la Comunità, affinché tutti possiamo crederci almeno quanto ci crede lui. L'augurio che rivolgo a me (e permettetemi di farlo), è di essere fisicamente più presente nell'L.d.C. (ne avverto il bisogno!).
 

Grazie mille a tutti,
Domenico

 

 

 

Caro donfy,
io non sono molto capace quando si tratta di esprimere i miei sentimenti, questo vale anche nei tuoi confronti, anzi, specialmente nei tuoi, perché sei un "fatto" così misterioso nella mia vita che ancora adesso, a distanza di anni, non riesco a spiegarmi. Ecco che improvvisamente ti ho conosciuto, ecco che altrettanto improvvisamente sei diventato il mio direttore, il mio faro, il mio angelo, forse il primo Amico che abbia mai avuto da quando sono al mondo.
Oggi ero seduta in cucina e improvvisamente mi sei venuto in mente, e mi sono ritrovata a sorridere di stupore mentre pensavo alla mia vita da quando ti ho conosciuto, mentre pensavo che ora mi trovo coinvolta, senza nemmeno avere il tempo di dire “ecco!”, in un’avventura, in una missione, in un mezzo mistero, se me lo permetti…
Perché questa Comunità è un piccolo dono misterioso, per il quale mi sento continuamente inadatta, mi sento continuamente incapace a coltivarlo come meriterebbe. I miei limiti sono davvero molti… e spesso me ne vergogno sinceramente, anche davanti ai fratelli. Eppure già questo mi fa stare meglio, perché nel mio cuore so che da tutti voi sono accettata così come sono, senz’altro aggiungere…
Cresce ogni giorno il mio bisogno di intimità con tutti voi, di familiarità con l’L.d.C., perché la mia timidezza non mi concede che lassi di tempo un po’ prolungati prima di “sciogliermi” del tutto…
Lasciando stare me, adesso voglio solo dirti che sono felice, attenzione, non entusiasta, ma felice di stare con voi… malgrado le nottate che ho fatto e che ancora mi attendono, le strigliate che meriterò, tutte quelle cose che devo e voglio imparare, i momenti belli e soprattutto quelli brutti… nonostante tutto ciò, io sono serena se so di non essere sola, e mi sento sicura se so che con me ci siete voi, ma soprattutto tu…
Vedi, per l’anno che viene voglio sorriso e coraggio per affrontare le prove… non voglio semplicemente che i miei sogni si avverino, come se fossimo in una favola, perché so bene che la realtà è fatta di lavoro, spesso duro e faticoso, ma questo lavoro voglio farlo per amore, sia esso per la Comunità, che per lo studio, per la famiglia, o per la mia stessa vita spirituale…
Ma soprattutto quest’anno ho chiesto una cosa al Signore, di fare in modo che non solo Lui sia sempre con me, ma anche che io sia sempre con Lui… nei momenti belli e in quelli brutti, negli alti e bassi, io voglio solo sentire il suo sguardo puntato addosso, essere con Lui, anche nei momenti di silenzio, come mi è accaduto e ancora mi sta accadendo… ecco il motivo di quella rosa rossa che ho portato a Gesù il primo giorno dell’anno…
Forse starei ancora delle ore a scriverti, ma non è detto che non lo faccia un giorno o l’altro!
Adesso però devo concludere.
Abbiamo davanti un altro anno di grazia da vivere assieme, spero che a Dio piacendo anche il nostro rapporto spirituale si faccia ancora più intenso e “saporito” di Dio, pieno di intesa e profondità…


Ti ricordo nella mia umilissima preghiera,
tua figlia Paola, col medesimo affetto di sempre