"Hai un momento Dio"


Ligabue


 




 

C'ho un po' di traffico nell'anima, non ho capito che or'è
C'ho il frigo vuoto, ma voglio parlare perciò, paghi te.
Che tu sia un angelo od un diavolo, ho tre domande per te:
chi prende l'inter, dove mi porti e poi dì, soprattutto perché?
Perché ci dovrà essere un motivo, no?
Perché, forse la vita la capisce chi è più pratico.


Hai un momento Dio?
No, perché sono qua, insomma ci sarei anch'io.
Hai un momento Dio?
O te o chi per te, avete un attimo per me?


Li pago tutti io i miei debiti, se rompo pago per tre
quanto mi costa una risposta da te, di su, quant'è?
ma tu sei lì per non rispondere, e indossi un gran bel gilet
non bevi niente e io non ti sento, com'è?
Perché?
Perché ho qualche cosa in cui credere
perché, non riesco mica a ricordare bene che cos'è.


Hai un momento Dio?
No perché sono qua, se vieni sotto offro io.
Hai un momento Dio?
Lo so che fila c'è ma tu hai un attimo per me.


Nel mio stomaco son sempre solo, nel tuo stomaco sei sempre solo
ciò che sento, ciò che senti, non lo sapranno mai....

Almeno dì se il viaggio è unico e se c'è il sole di là
se stai ridendo, io non mi offendo però, perché,
perché nemmeno una risposta ai miei perché
perché non mi fai fare almeno un giro col tuo bel gilet.


Hai un momento Dio?
No perché sono qua , insomma ci sarei anch'io
Hai un momento Dio?
O te o chi per te avete un attimo per me?

 

 

 

 

Hai un momento Dio? Se potessimo fare delle domande cosa chiederemmo? Più di una volta mi è stata posta questa domanda e, di sicuro, per me tre domande sarebbero poche.

In questa canzone si percepisce un senso di ansia dell’autore, egli chiede insistentemente notizie sul futuro… Cosa accadrà? Dove sarò? Queste sono classiche domande alle quali nessuno potrà mai rispondere. Mi ha colpito particolarmente la parte in cui egli canta: "ciò che sento, ciò che senti, non lo sapranno mai...." Infatti ci possiamo sforzare quanto vogliamo, ma non sapremo mai i pensieri Suoi e soprattutto le nostre strade dove portano.