…il cuore ne comprende il senso!

ovvero

amo perché amo, amo per amare

 

 

Carissimi Amici,
il periodo estivo che ci ha visti godere il meritato riposo dalle nostre fatiche si è ormai concluso. Dopo questo rifocillamento fisico e spirituale è giunto il tempo di riprende le nostre abituali occupazioni quotidiane. Di certo non è facile inabissarsi di nuovo tra i mille impegni che abbiamo lasciato anche solo per un breve periodo, ma nello stesso tempo dobbiamo sforzarci di riprendere il nostro abituale ritmo di vita, per evitare di cadere nell’ozio e nella dissipazione, fonte di peccato e di smarrimento interiore. Spero che ognuno di voi abbia avuto modo di riflettere sulle meditazioni consegnateci per l’estate, sarebbe assurdo dover fare i conti con la solita scusa del: “non ho avuto tempo”. Credo che anche chi non ha avuto modo di allontanarsi dalla propria casa, ha comunque staccato la spina per un po’, anche se non del tutto, e dunque ha avuto del tempo a sua disposizione da dedicare interamente al Signore. Non possiamo accontentarci di avere una fede tiepida e di rimandare sempre a domani il nostro appuntamento con Gesù, significa che non siamo cresciuti come uomini e come cristiani e che dunque dobbiamo, quanto prima, rimboccarci le maniche per costruire il nostro uomo interiore.
Comunque, augurandomi che tutti abbiano tratto beneficio dal materiale per l’estate e che siano riusciti anche a fare una vera verifica del loro stato,  quella che vi propongo adesso è una breve esortazione ad iniziare bene l’anno che ci aspetta da vivere. È sempre il cuore di ciascuno di noi che è chiamato ad accogliere con docilità quanto ci suggerisce il Signore che, ahimé, in questo momento si serve di me suo povero strumento. Questo cuore che deve continuamente essere alimentato dall’amore verso Dio e verso i fratelli. L’amore è sufficiente per se stesso, piace per se stesso e in ragione di sé. L’amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all’infuori di sé, non recrimina. Ma questo amore deve rifarsi al suo principio, deve essere ricondotto alla sua origine. L’amore è l’unico modo che hanno le creature di corrispondere con il Creatore. San Giovanni nelle sue lettere lo dice chiaramente: “Dio è amore e chi non ama non ha conosciuto Dio”.

...Se dunque Dio è per sua natura Amore smisurato, anche noi siamo chiamati ad amarci alla sua maniera. Di certo non riusciremo mai a raggiungere l’Amore del Creatore, ma un cuore che ama ha un solo desiderio: amare e basta! Era proprio questo l’invito che abbiamo ricevuto nella consegna della lettera dell’estate, amare i fratelli secondo il cuore di Cristo, diventando noi stessi artefici e strumenti di questo amore. La vocazione all’amore nasce da un cuore che si fonde con Gesù. E’ impensabile superare la nostra umanità continuando a soggiacere in essa, ovvero senza lasciarci redimere da questo sangue versato per e con amore. I tratti di questo amore dovrebbero essere familiari a noi che ci definiamo viandanti della carità, pellegrini che recano, che portano l’amore. La natura stessa della nostra Comunità, del nostro essere famiglia, affonda le sue radici in questo amore. Vogliamo poter, attraverso la nostra vita, non solo fare esperienza di questo amore, ma cercare di trasmettere e, oserei dire, di contagiare tutti quelli che ci avvicinano, per farli abbeverare a questa inesauribile fonte di gaudio e di delizia: l’Amore di Gesù.
Parlare dell’amore oggi non è cosa facile. Questo verbo viene troppe volte sciupato, usato, travisato, commercializzato, svenduto! Ne facciamo costantemente esperienza, attraverso i moderni mezzi di comunicazione che improntano le loro politiche di vendita basandosi su di un amore fittizio e privo del suo significato. Per noi l’amore deve essere come l’ossigeno che ci permette di restare in vita, senza amore non possiamo né vogliamo vivere, deve essere il life motiv della nostra esistenza. Se ci chiedessero: “perché vivi?”, noi non dovremmo esitare a rispondere, non a parole, ma concretamente, che quello che ci fa andare avanti, specie nei momenti difficili, è l’Amore, quello che ci viene ogni giorno dato in abbondanza da Gesù. L’amore non ha una spiegazione razionale, se così fosse perderebbe la sua natura, il suo valore. Ama semplicemente chi ama, e nello stesso tempo vive l’amore chi semplicemente lo dona senza riserve, chi non ne può fare a meno, chi vive in funzione dell’amore e dunque ama per amare. Non avrebbe senso amare per se stessi, l’amore ci viene dato per essere ridato, non per essere trattenuto, tant’è vero che il contrario dell’amore è l’egoismo, ovvero vivere per se stessi, opprimendo il bisogno dell’altro.
Fratelli miei carissimi, questo nuovo anno che ci apprestiamo a vivere insieme diventi la scuola dove ognuno di noi impari a fare esperienza di questo amore. Ameremo solo nella misura in cui ci lasceremo amare da Dio e dagli altri, se non resteremo chiusi nei nostri schemi burocratici e se sapremo aprire il nostro cuore a cogliere il senso di quello che ci accade, leggendolo non solo con i nostri occhi, ma con gli occhi di Dio, che penetrano nei nostri cuori e riversano in noi l’Amore del suo essere Padre buono, Amore che ama, per continuare ad amare noi suoi figli. La Vergine Maria, che si fece grembo dell’Amore, ci aiuti a perseverare in questo amore, Ella nella quale operò l’Amore, al quale dopo quello di Cristo nessun altro amore si può paragonare!
Buon ritorno alla quotidianità!


Con Amore di padre
Don Fabio

 

Da Hvar, 19 Agosto 2009, XX settimana del Tempo Ordinario