Carissimo don Fabio, 

spero che tu stia bene e pronto per partire verso Assisi. Ti confesso che provo una grande nostalgia per la mia impossibilità a venire con voi, ma il dovere, ovvero lo sfratto, mi chiama.

Comunque  ti scrivo per il messaggio che un anonimo ha lasciato nel box, con tanto di faccina arrabbiata.

Io stavo per rispondergli, ma Andrea mi ha fermato, invitandomi a riflettere e a non dare peso ad una cosa dettata dall'invidia o dalla rabbia. Visto che anche tu hai fatto finta di niente, immagino che avesse ragione lui.

Ma io continuo a non capire il motivo di quella faccina arrabbiata, né il commento.

Perchè arrabbiarsi se ogni membro della comunità ha trovato in te un padre spirituale (oltre che un carissimo amico, a cui voglio un mondo di bene)? Cambiando parrocchia, avremmo dovuto cancellarti dalla nostra memoria e dal nostro cuore? Se in te Dio ha indicato ad ognuno di noi la propria guida terrena, perchè dovremmo privarcene? Se Dio ha voluto la nascita della nostra comunità, perchè questa dà fastidio a qualcuno? Le parrocchie non sono "aree di vendita", i parrocchiani non sono clienti o potenziali clienti, bacino esclusivo del rappresentante di zona, a cui rivolgersi esclusivamente per acquistare i pezzi di ricambio dell'aspiravolvere.

E allora perchè quella faccina arrabbiata? Su cosa e chi deve interrogarsi? Non dovrebbe essere una bella notizia che noi tutti abbiamo scelto liberamente di intraprendere un percorso di fede, camminando insieme e sostenendoci, guidati da te? E allora perchè tanta meschinità, al punto da lasciare un messaggio anonimo? Perchè tanto turbamento, di fronte ad una notizia così bella?

A prestissimo, un abbraccio,

Agnese

 

 

 

Carissima Agnese,

hai fatto proprio bene a non seguire il tuo istinto, anche io ho riflettuto prima di prendere qualsiasi decisione affrettata e condivido pienamente il parere di Andrea tuo marito, anzi il fatto che insieme abbiamo pensato lo stesso modo di reagire mi fa credere pienamente che anche Gesù è d’accordo con noi. D’altronde, non dobbiamo meravigliarci di nulla, proprio nel Vangelo è Lui stesso a raccomandare ai discepoli di non spaventarsi, infatti dice: “metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.  Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.  Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime” (Lc 21, 12-19). Questo brano dunque, mi dà occasione di meditare e di capire che stiamo percorrendo la strada di Dio, non trovi? Rallegriamoci ed esultiamo e continuiamo il nostro cammino, chiedendo al Signore di farci amare anche coloro che vogliono in tutti modi allontanarci dalla sua via!

 

Ti benedico

Tuo padre, fratello e amico,

in Cristo

don Fabio