Li amò sino alla fine

ovvero

…oltre ogni limite!

 

 

Alleluia, alleluia, alleluia!

 

Carissimi Amici Viandanti,

il cuore è colmo di gioia per questo nuovo mattino, Cristo è Risorto e con Lui siamo risorti anche noi! La notte ormai passata ha visto la struggente potenza di un Dio che non ha saputo e non ha voluto abbandonare l’uomo, sua creatura, ai lacci di una morte eterna. Lui, la vita vera, ha sacrificato se stesso e, Agnello senza macchia, ha ridato all’uomo la dignità perduta a causa del peccato!

Ognuno di noi è chiamato a vivere questo nuovo tempo liturgico con la gioia nel cuore, sapendo sempre essere: “pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”(1Pt 3,15). Questa è la vera Pasqua, il vero “passaggio”, uscire fuori dai canoni di una vita appiattita a causa del peccato, riportare nella vita di ogni giorno il motivo fondante della nostra fede, credere e fare esperienza di questo amore illimitato che ha saputo osare oltre ogni limite senza trattenere nulla per se! La speranza ci spinge a riconoscere la presenza di Dio nel nostro mondo, nella nostra storia, in noi. Siamo chiamati con la Pasqua a coinvolgere Dio nella nostra vita, nella nostra storia personale e comunitaria, siamo chiamati a sentirci parte del popolo dei salvati, del popolo dei redenti!

Fare Pasqua significa custodire nel cuore l’esperienza intima di Maria di Magdala, che recandosi al mattino al sepolcro vide il suo Signore trasfigurato e lo riconobbe ascoltando per prima la sua voce soave e passionale e toccando con mano l’amore infinito di un Dio che si era dato tutto, senza riserve.

Capite bene che la nostra stessa vita è chiamata ad essere “Pasqua”, non è solo l’annuncio vocale a “trasmettere” quanto la Chiesa ci chiama a vivere, ma è la testimonianza coraggiosa di chi avverte nel cuore il bisogno di contagiare con un comportamento pasquale tutti coloro che lo circondano, facendo in modo di non sentirsi più prigionieri del peccato, schiavi dei propri schemi e del proprio egoismo.

Vivere la Pasqua è camminare con lo sguardo rivolto verso il cielo, ma con i piedi puntati sulla terra. La Pasqua ci obbliga a pensare che non è la morte l’ultima parola nella vita del cristiano, ma la vita vera, quella che ci viene donata da Dio stesso.

Attenzione però a non sentirci fuori dal mondo, a non vivere seguendo solo i nostri desideri, ma ad allargare l’orizzonte, soprattutto quello della condivisione. Non possiamo vivere la Pasqua trascurando le lacrime di chi ci è vicino; non possiamo fare Pasqua senza condividere le pene di chi soffre, di chi è deluso, di chi non ha più motivo di vivere ed è chiuso nella sua solitudine. Dobbiamo aiutare coloro che non hanno più stimoli a guardare avanti, dobbiamo diffondere il profumo di Cristo risorto ed impegnarci a promuovere un mondo più giusto secondo gli insegnamenti del Vangelo. Solo così la morte e resurrezione di Gesù troverà senso nella nostra vita e nella nostra società.

Voglio augurare a tutti voi una Pasqua piena di Dio, piena del senso della sua resurrezione, voglio che ognuno di voi possa fare l’avvincente  esperienza che fecero quegli impauriti discepoli, che dopo la resurrezione di Gesù divennero forti e coraggiosi annunziatori del Vangelo, veri uomini di speranza e di comunione, testimoni fino al dono della vita!

Questo ci doni la sua risurrezione: avere coraggio di cominciare una vita nuova, solidale verso tutti coloro che incontreremo sulla nostra strada e pronti a sconfiggere con la sua luce le tenebre del peccato e della indifferenza! 

Auguri di cuore!

 

In Cristo risorto

Don Fabio Di Martino