Focolai di preghiera
16 settembre 2009

Non avete ancora fede?
Introduzione
Quante tempeste a volte scuotono i nostri giorni. E noi dove ci rifugiamo? Qual è il nostro porto? Quando smarriamo la meta, dopo un lungo viaggio, su quale soglia ci fermiamo, per riposare, per chiedere qual è la direzione giusta, il cammino da fare per ritrovare la strada maestra?
Ogni viandante, ogni navigatore non perde mai il proprio punto di riferimento principale, anche quando tutti gli altri attorno a se si smarriscono…
Nel nome del Padre…
Invocazione allo Spirito Santo
O Spirito Santo. io ti amo e ti adoro.
Ti ringrazio per aver scelto la mia anima come tua dimora.
Sii per me un amico, il confidente, il benefattore.
Tu che sei la fonte della luce, illumina il mio cammino, perché comprenda ciò che vale nella vita.
O Spirito divino, ravviva in me il fuoco del tuo divino amore; rafforza la mia volontà, perché possa conservarmi operaio attivo nella vigna del Signore.
Te lo chiedo per intercessione di Maria Santissima, tua sposa e madre mia. Amen!
Preghiamo il Salmo 46, se siamo insieme a qualche altro viandante è bene pregarlo a cori alterni, altrimenti se da soli, lo preghiamo lentamente.
Salmo 46
Dio è per noi rifugio e forza,
aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque,
tremino i monti per i suoi flutti.
Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio,
la santa dimora dell’Altissimo.
Dio sta in essa: non potrà vacillare;
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero;
egli tuonò, si sgretolò la terra.
Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto portenti sulla terra.
Farà cessare le guerre sino ai confini della terra,
romperà gli archi e spezzerà le lance,
brucerà con il fuoco gli scudi.
Fermatevi e sappiate che io sono Dio,
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
Dal Vangelo di Marco (4, 35-41)
In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?». Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».
Breve riflessione sul Vangelo
Perché siamo così paurosi? Gesù fa questa domanda ad ognuno di noi… e noi siamo spinti a dare una risposta definitiva a questo interrogativo che attanaglia il cuore del Signore. Come un innamorato ha bisogno di sapere, di toccare con mano la fiducia dell’altra persona, la fiducia in quella storia d’amore, altrimenti andare avanti è sempre più difficile.
L’amore del resto si prova nel fuoco.
Nelle tempeste della nostra vita dobbiamo affidarci al Cuore di Dio: è quello il porto sicuro, è soltanto quella la rada protetta. Ma se noi diffidiamo ancora, se noi induriamo il cuore, non saremo mai capaci di sperimentare la tenerezza di un Dio che ci accoglie, soprattutto quando il nostro mare è in burrasca, e ci invita a restar calmi, ad avere fiducia, perché sei Dio è con noi, chi sarà contro di noi?
Silenzio
Ricordare le intenzioni
di preghiera affidateci nell’angolo della preghiera ed in particolare per tutti
i bisogni della nostra Comunità
Preghiera per la nostra comunità
O Signore, apri il nostro cuore e comprenderemo le Parole del Figlio tuo.
Aiutaci a camminare nella via dei tuoi sentieri
e a non anteporre nulla alla tua volontà.
Fa’ che ognuno di noi possa essere seminatore
di speranza, di pace e di perdono.
I nostri occhi sappiano diffondere
lo sguardo penetrante del tuo Amore
e riuscire a vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli.
Le nostre mani siano capaci di stringere legami autentici e duraturi,
non solo con chi ci ama,
ma anche e soprattutto con coloro che ci odiano e ci perseguitano,
affinché tutti possano sentirsi afferrati dal tuo paterno soccorso.
I nostri piedi si impegnino a solcare le tue orme
per arrivare fino agli estremi confini della terra
e poter andare verso chi, a causa del dubbio, del dolore si è fermato
e non ha più la forza di riprendere il cammino.
Fa’ che le nostre parole siano sempre ispirate da Te,
per poter infondere in ogni uomo, ed in particolare in chi soffre,
la gioia di chi si sente amato e consolato.
Manda il tuo Spirito, affinché sappiamo discernere
quali vie portano alla schiavitù del peccato
e quali invece alla pienezza dell’incontro con Te.
Dacci il coraggio di saper dire no a tutto quello
che ci allontana da Te e ci induce alla tentazione
e la forza per intessere la nostra vita di opere buone,
per poter essere testimoni credibili
della tua presenza in mezzo a noi.
Aiutaci a non lasciarci prendere dalla bramosia di possedere,
ma a saperci sempre affidare alla tua Divina Provvidenza,
a non lasciarci afferrare dalla gelosia,
ma a saper essere motivo di unione con tutti i nostri fratelli.
E soprattutto aiutaci a non cadere nella trappola
di chi si sente già arrivato,
per continuare ad essere veri viandanti della Carità,
portatori di Amore per le strade della vita.
La nostra Comunità Tabor sia per tutti luogo accogliente,
dove poter fare esperienza di Te, del tuo Amore
e vivere in pienezza la stravolgente bellezza
della tua Trasfigurazione.
La Vergine Maria ci tenga per mano e, discesi dal monte,
ci indichi la strada che porta a Te,
per arrivare un giorno a contemplare in eterno
il volto glorioso della tua misericordia
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen
O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo
che anela a risorgere.
Tu che accogliendo il saluto dell’angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
Madre sempre Vergine,
pietà di noi peccatori.