Spettacolo Tabor  10-11 gennaio 2011

Teatro Supercinema

 

«'O RICC' FA CHELLO CHE VO',

'O PEZZENTE FA CHELLO CHE PPO'»

 

A cura di Emilia Della Monica

 

 

 

 

 

 

 

Al teatro Supercinema di C/Mare di Stabia, il 10-11 gennaio, è andata in scena la pièce teatrale "O ricc fa chello che vo’, ‘o pezzente fa chello che ppo’", liberamente tratta dall’omonima commedia di Eduardo Barra, per la regia di Giusy Balestriere.

La compagnia teatrale è costituita da giovani neo attori, i viandanti della Carità della Comunità Tabor, guidata dal giovane sacerdote don Fabio Di Martino, parroco della Parrocchia Santa Maria della Pace. La Comunità Tabor raggruppa un cospicuo numero di giovani, adulti, famiglie, persone di ogni età, che insieme hanno deciso,

ormai da qualche anno, di vivere in maniera più profonda il rapporto con Gesù. Tante le attività di questa giovane Comunità, attraverso le quali ha saputo farsi largo e farsi conoscere sul territorio, per poter portare un po’ a tutti il lieto annuncio del Vangelo, per condividere in modo gioioso la propria spiritualità, per invitare chiunque senta l’esigenza di un cammino di fede a seguire "il filo della comunità". 

I viandanti, reduci da un intenso periodo d’Avvento, che li ha visti per le strade della città impegnati nei “mercatini di Natale”, in un’evangelizzazione "a stretto contatto" con le persone, vanno finalmente in scena! Il percorso del Laboratorio teatrale, già intrapreso circa un anno fa con un pezzo sicuramente più dilettantistico, ma di efficace spessore sociale, vede i nostri viandanti, i “Taborattori”, impegnati in un più arduo ed articolato lavoro teatrale. Le attività sono guidate energicamente dalla neo regista Giusy Balestriere, viandante doc, con già alle spalle esperienza teatrale nella compagnia "La bottega di don Procopio". Già prima dell’estate la performance era in cantiere, lo spettacolo è infatti frutto di grande impegno e di non poco sacrificio da parte di chi ha voluto investire le sue risorse, pur non essendo un attore professionista e “mettersi in gioco”. Ecco cosa è per noi la Fede: un  mettersi continuamente in gioco. L’intento della Comunità, infatti, è stato quello di realizzare uno spettacolo, che con il sorriso, con un po’ di serenità e un clima di dolce accoglienza, potesse far riflettere su tematiche fondamentali nella vita di ciascuno, ovvero l’amicizia, la lealtà, l’altruismo, la messa al bando dell’arrivismo, del successo ad ogni costo, della falsità nelle relazioni, dell’esasperazione del dio denaro… Questo brano teatrale di Eduardo Barra è sembrato subito adatto ai fini della Comunità e la grande disponibilità dell’autore ha permesso ai neo attori di cimentarsi in questa bella avventura.

 

     

 

L’autore stesso ha partecipato alla prima delle due serate, insieme alla moglie ed ad alcuni membri della sua compagnia teatrale, i quali hanno applaudito complimentandosi con i giovani artisti. Ciò che ha colpito il pubblico, cogliendo qua e là qualche commento, è stata  proprio la grande passione che ha animato gli artisti, la sinergia e l’affetto che li lega e soprattutto la bravura di chi ha diretto i lavori nell’assegnare le parti più confacenti alle varie personalità; sono nati così alcuni dei personaggi più incisivi della pièce: come non ricordare Maria Addolorata, la serva sgrammaticata, la portiera Susetta, impicciona e ficcanaso, e che dire della nobile contessa zia De Cristofaro, per non parlare poi del protagonista Romeo, insomma un tripudio…

 

 

   

 

 

 

Per essere più chiari, il testo teatrale, diviso in due atti, narra le alterne vicende di uno sfaccendato dottore di nobili origini, Romeo appunto, il quale si ritrova squattrinato, essendo stato circuito ed imbrogliato dai suoi pseudo amici. Naturalmente, tra colpi di scena ed esilaranti gag, il lieto fine è indiscutibile, ma nel frattempo è palese il messaggio di buoni sentimenti, che ha fatto leva su un pubblico sempre attento e partecipe. Un pubblico molto vario

 

ed eterogeneo (così come lo è quello della nostra comunità Tabor), soprattutto per le età: giovanissimo nelle due mattinate, formato da numerose classi di alcuni Istituti superiori di Castellammare di Stabia e Caivano, e composto anche da famiglie, persone più adulte e anziani nelle altre due serate. Insomma, i Taborattori hanno lavorato davvero duramente, andando in scena per ben 4 volte in due giorni, ma sempre con il medesimo risultato: ottima performance, nessuna caduta di tono, nonostante la probabile stanchezza, insomma dei veri portenti! La sala era sempre gremita e ciò è segno che le persone hanno condiviso e compreso innanzitutto lo scopo benefico dello spettacolo, messo su per finanziare la partecipazione dei viandanti alla prossima Giornata

 

      

 

 

Mondiale della Gioventù, che si terrà a Madrid il prossimo agosto. Vi hanno preso parte anche alcuni personaggi noti di C/Mare e dintorni: oltre al già citato Eduardo Barra insieme ad alcuni attori della sua compagnia teatrale di San Giorgio a Cremano, l’assessore alla cultura arch. A. Coppola del Comune di C/mare, che ha patrocinato l’evento, alcuni sacerdoti della nostra diocesi e poi parenti, amici e curiosi, desiderosi di vivere una serata diversa all’insegna del buon umore.

Alla fine dello spettacolo don Fabio, nel ringraziare i presenti, ha invitato sul palco Eduardo Barra, che si è calorosamente congratulato con i Taborattori, ai quali ha consegnato, insieme alla regista, una rosa con la locandina ricordo della serata. A Giusy, i viandanti attori hanno fatto dono di una targa come segno di affetto e stima. Nel salutare il pubblico don Fabio, emozionato ed entusiasta, ha invitato tutti all’ormai prossimo IV anniversario della Comunità Tabor, che sarà festeggiato il 16 febbraio e la domenica precedente, 13 febbraio, in un ritiro di preparazione, all’insegna della preghiera e del divertimento, presso l’Oasi di San Francesco a Quisisana.

 

 

Vi aspettiamo numerosi, così come in queste magiche serate piene della Grazia di Dio Padre!   

 

 

 

GRAZIE!

 

 

 

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