IL SOGNO DELLA NOSTRA COMUNITA'...

“Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno…”, così recita il canto francescano “San Damiano” …
Ognuno di noi ha un sogno nel cuore, ogni uomo semplice, non importa l’età, la condizione, la cultura, perché è Dio stesso ad infondere in coloro che Egli ama quella sete di infinito, quella voglia di abbracciare il mondo intero e lasciare un segno che duri nel tempo e che parli di Dio e del Suo amore per noi.
Ma sappiamo bene anche che per far avverare un sogno serve molta fatica, molto tempo e molta preghiera e, ancor prima, serve l’ausilio della mano di Dio: se Lui ha deciso di benedire quel desiderio nel profondo dei nostri cuori, allora prima o poi quel sogno si avvererà!
Fin dai primi passi mossi in questa esperienza stupenda che è la Comunità Tabor, nei cuori dei viandanti è sceso un desiderio che col passare del tempo si è rafforzato sempre più ed è diventato un vero sogno, il nostro sogno:
Avere una casa che possa accogliere la nostra comunità!
Che possa essere un vero punto di riferimento, un approdo per tutti i viandanti che camminano spesso sui tortuosi sentieri del mondo. Una dimora nella quale trovare riposo nel corpo e nello spirito, dove si possa contemplare il Signore a tu per tu, senza le continue sollecitazioni che la vita ci sottopone.
Una casa che accolga e concretizzi la spiritualità del monte Tabor, di quella straordinaria esperienza della Trasfigurazione del Signore, che indica ad ogni cristiano, già nella vita terrena, la meta ultima del viaggio, ossia la gioia immensa che proveremo quando alla fine dei tempi potremo godere della visione estatica di Dio, trasfigurati anche noi a Sua immagine.
Dall’inizio del suo cammino, la nostra famiglia è cresciuta, non solo in senso numerico, ma anche nel bisogno di cercare Dio, cioè nelle sue esigenze spirituali.
Il cammino perciò si fa sempre più profondo e lungo, coinvolge sempre più persone, e i progetti necessariamente si ampliano, crescono con noi, nei nostri cuori, in preghiera davanti al Signore.
Vorremmo che questa casa fosse un piccolo angolo che parli di Dio e del nostro amore per Lui, e che lo concretizzi verso tutti i fratelli bisognosi nel corpo e nello spirito. Vorremmo poter vedere in questa dimora il riflesso del mistero del creato, di quella natura fatta da Dio Padre. Vorremmo che ospitasse una piccola cappella dove tenere compagnia a Gesù Eucaristia, fondamento della nostra comunità e della nostra vita cristiana. Vorremmo che fondamenta, i muri, il tetto, ogni singolo anfratto sia esterno che interno, risplendano di carità, trasudino amore per ogni cosa, un amore contagioso che spinga a sorridere anche se si affronta un momento difficile, un amore capace di infondere la forza di andare avanti, l’ardente desiderio di raggiungere la meta finale, la Patria Celeste. Un amore che si esprima nel servizio ai fratelli, vero servizio, quello che spinge a lavare i piedi al prossimo, come fece Gesù coi suoi discepoli, ormai stanchi del cammino, la sera dell’Ultima Cena con Lui, prima del Suo atto d’amore più alto: la Croce.
Vorremmo che al solo guardare l’uscio di quella casa sorgessero nei nostri cuori i sentimenti, gli stessi di quando rivediamo la porta di casa nostra… Ecco: vorremo fosse per noi una vera casa, la casa della nostra comunità! Perché una vera famiglia non può crescere a lungo se non ha un posto a cui riferirsi, un luogo nel quale si rispecchi e possa ritrovare tutti i suoi membri riuniti attorno ad una sola mensa.
Vorremmo una casa che ci riporti a Cristo, vera ed unica dimora dei nostri cuori, solo punto di riferimento di ogni cristiano. Unica protezione, sicura ed incorruttibile, da ogni pericolo che possa abbattersi sulle nostre vite. Parlare di noi vuol dire parlare di Lui prima di tutto, perché Lui ha voluto che adesso condividessimo questo cammino e questo sogno.
Ora però non possiamo far altro che nutrire questa speranza che cresce di giorno in giorno sempre più, attraverso la preghiera che rivolgiamo a Dio, certi che Egli ci esaudirà.
Per realizzare un sogno come il nostro, bisogna che ci affidiamo alla Divina Provvidenza, perché i problemi di ordine materiale sono notevoli e noi siamo soltanto dei giovani desiderosi di camminare con il Signore, chissà che qualcuno non bussi alla porta del nostro cuore per tenderci una mano, anche solo un piccolo sostegno!
La vita di fede è fatta anche di grande concretezza, e il Signore di certo non farà mancare ai Suoi figli ciò di cui hanno bisogno. La Sua Provvidenza non tarderà, ne siamo certi.
Spesso diventiamo canali dell’amore di Dio per gli altri fratelli che sono nel bisogno, senza nemmeno accorgercene. Sono i piccoli gesti a svelare ciò che portiamo nel cuore e a riscoprirci abitati dall’immenso amore di Dio Padre, che va incontro a tutti i Suoi figli nelle maniere più disparate.
Allora noi viandanti, tutti uniti come figli di un solo Padre, restiamo in preghiera e in trepidante attesa, sicuri che l’aiuto della Sua mano paterna e potente non tarderà…
La Dolce Madre celeste sarà la nostra luce lungo questo percorso, sarà la sentinella per noi, la portavoce presso l’altare di Dio… A Lei il Signore non nega nulla, e noi abbiamo riposto nel Suo Cuore Immacolato tutte le nostre speranze, certi che non resteranno tali.
Durante l’omelia della sua prima Santa Messa, don Fabio, il responsabile della nostra comunità, colui che ha permesso che questa storia d’amore con Gesù si realizzasse, concluse con una frase che in molti di noi è rimasta impressa a fuoco: ”Molti ti chiedono: di che segno sei? Io invece, oggi ti chiedo: di che sogno sei?”.
Quel giorno don Fabio aveva realizzato finalmente il suo più grande sogno, e noi adesso abbiamo voluto rispondere a questa domanda come comunità, tutti insieme, parlando del nostro sogno più importante, in attesa di poter gustare la stessa gioia che il nostro amato don Fabio provò in quel momento indimenticabile.