Che cosa non è la regola di vita

 

La regola di vita non è un legge, perché alla base ci sta l’amore; l’amore che ciascuno ha per se stesso, da concepire solo come volontà di spendere ogni energia per seguire Cristo e per somigliarli.

 

La regola non è complicata, ma sia il più possibile semplice, pochi minuti, ma essenziali, concreti; ciascuno dovrebbe infatti costruirla a sua misura, tenendo ben conto dei doni che riceve da Dio e dei propri limiti e di quali possibilità ha per trafficare i suoi talenti.

 

La regola di vita non si adatta all’umore, non la si segue cioè, quando è facile, quando si è spiritualmente “su di giri”, anzi…

 

La regola di vita è un dono del Signore e come tale va accolta e praticata umilmente, con impegno, nella verità, obbedendo, nella consapevolezza che chi è fedele alla propria regola di vita obbedisce a Dio.

 

La regola di vita non si arresta mai, perché si tratta di un cammino di crescita nella fede; man mano che si diventa più perfetti, più simili a Gesù, si progredisce e la regola di vita diventa vita secondo lo Spirito, diventa sequela delle tracce del Signore e realizzazione della sua presenza qui, tra noi, oggi.

 

Conclusione  

Rimanere in comunione con Gesù sempre, in tutta la vita, acquista a questo punto un significato nell’uniformare piano piano, pezzetto per pezzetto, passo dopo passo, la regola di vita al Cristo Salvatore.

           

Fedeltà alla regola di vita sarà fedeltà al Signore e alla sua chiamata.

           

Fedeltà alla regola di vita sarà pace e serenità del cuore.

 

 

 

Un dato di fatto… 

Sorprende che i grandi fondatori di ordini religiosi, di vita monastica… abbiano voluto dare ai propri seguaci, ben motivati e sorretti da grande fede, una regola di vita: san Basilio, san Benedetto, san Ignazio… don Bosco… 

San Francesco era restio, perché per lui l’unica regola di vita del cristiano e, tanto più, di chi voleva abbracciare la vita religiosa di frate era il Vangelo di Gesù, ascoltato, accolto e vissuto senza sconti, riduzioni e accomodamenti vari. Anche lui, però, poi cedette e scrisse una regola per i suoi frati.

 

Anche dalla vita quotidiana scopriamo la necessità di darci delle regole.

 

Chi pratica lo sportad un certo livello”, sceglie di intraprendere uno stile di vita regolato: negli orari, nella alimentazione, nelle attività ginniche, negli impegni, nelle competizioni. Lo fa per non correre il rischio di appesantirsi, di scendere di tono muscolare, di “strapparsi”, o di esaurirsi.

L’atleta sa che seguendo questa regola, può raggiungere i suoi obiettivi, vivere con gusto e professionalità la sua disciplina, senza fallire o vivere in una anonima mediocrità.

 

Se monaci, frati... necessitano di una regola di vita per vivere la propria fede, tanto più noi che abbiamo qualche difficoltà in più da superare, che viviamo dentro un contesto culturale e sociale che condiziona fortemente la nostra fedeltà al Vangelo.

 

 

Una regola di vita…

 

1.   …"per non cadere di tono"

Dopo aver assaporato, intuito la bellezza del vivere con Cristo e per Cristo, si può correre il rischio di cadere in una mediocrità spirituale, in una vita di fede blanda e sotto tono che toglie progressivamente il dinamismo dell’amore, l’entusiasmo di sapersi e sentirsi amati, il gusto e la gioia di vivere con Cristo, in Cristo e per Cristo nella Chiesa.

 

2.   … per prepararci a nuovi traguardi

Il Signore continua a chiamarci e ci fa intuire nuove avventure, ci mostra nuove prospettive di impegno, di servizio e nuovi traguardi di carità.

La vita stessa, nel suo avanzare ci mette davanti nuove responsabilità che riempiono di senso il nostro esistere: impegni in oratorio o parrocchia, lavoro, università, vita affettiva, matrimonio, consacrazione, … E’ la scoperta, la scelta e la realizzazione della nostra vocazione personale.

Gesù ci direbbe, “se devi costruire la casa della tua vita o prepararti alla dura battaglia contro l’egoismo,… devi organizzarti in qualche modo, devi fare qualche conto, mettere insieme un po’ di materiale, altrimenti fallirai, e sarai deriso”.

 

3.   …per “difenderci” dai pericoli e dalle tentazioni

E’ l’umiltà e la consapevolezza di saperci fragili, bisognosi di sostegno e d’aiuto, facilmente e fortemente condizionabili da tante cose, che ci mette in movimento, che ci “obbliga” a darci dei seri sostegni per non soccombere agli urti della vita e lasciarci travolgere dalle subdole tentazioni della nostra società.

Gesù ci direbbe: “Sii saggio e accorto, costruisci la casa della tua vita sulla roccia, perché le tempeste, i venti e le mareggiate certo non mancano e non mancheranno”. Il Cristiano, anche più convinto, non è esente dalle tentazioni del consumismo, dell’individualismo, dell’indifferenza, dell’idolatria dell’io, della ricerca del potere, dell’apparire, del prestigio, del relativismo… 

“Bisogna aggrapparsi alla regola nelle ore dell’aridità spirituale ancor più fedelmente che non nei giorni in cui la fede conduce spontaneamente la preghiera ed il raccoglimento” 

“Nei giorni della stanchezza importa conservare la disciplina impostaci, addolorandoci di compierla senza gioia e senza amore; se però non fosse assolutamente possibile viverla, non rimane che abbandonarsi al Cristo” (Frère Roger)

 

Cos’è la RdV?

(Liberamente tratto dal testo “Che devo fare Signore?)

 

Chiunque vuole seguire Gesù ed essere suo discepolo deve saper riconoscere la sua azione educatrice nella propria vita.

Il primo grande educatore della nostra vita, infatti, è Dio stesso che per ciascuno di noi ha preparato delle tracce che ci ha trasmesso nel Vangelo.

Ognuno, allora, ha il compito di mettersi con fiducia davanti al Vangelo e cogliere le linee che sono per la vita e per questa soltanto, e fissarle in una regola di vita che sia un po’ il timone, il punto di riferimento che orienta e guida il proprio cammino spirituale.

 

 

Come stendere la regola di vita

Gli interventi di Dio nella nostra vita sono tanti e uno di questi si manifesta ogni giorno attraverso la sua Parola. Ciascuno dovrebbe allora avere una pagina particolare della Parola in cui si rispecchia perché può rileggervi tutto il suo cammino di sequela.

E’ importante amare la pagina del Vangelo che si è scelto per sé, perché essa deve essere un punto solido, su cui costruire una regola di vita. Se il fondamento non è sicuro, tutto crolla in breve tempo, o lascia aperta la strada a indecisioni, insicurezze, mentre la regola di vita deve garantire, prima di tutto, la solidità in campo spirituale ed un’autentica vita cristiana.

           

Quando si è compreso, attraverso quale brano della Parola, Dio ci interpella personalmente, si può iniziare a chiedersi come Gesù vive la preghiera, ad esempio, e vedere come appare questa dalla Parola.

La stessa cosa vale per la fede; la comunità e quindi il rapporto con gli altri in famiglia, a scuola, al lavoro, nel gruppo in oratorio, o altro; vale per il servizio; per la missione e la testimonianza, sempre osservando come Cristo stesso vive tutti questi ambiti, perché lui solo è il nostro unico punto di riferimento se vogliamo vivere da veri discepoli.

 

Fissati i punti del vivere di Cristo, come appaiono dalla Parola, diventa necessario riferirli alla propria esistenza e quindi renderli concreti.

 

La fedeltà alla regola di vita va verificata con il direttore spirituale, proprio perché seguire una regola è giustificato solo dal fatto di voler veramente seguire Gesù su una autentica via di perfezione.