“Gareggiate nello stimarvi a vicenda” (Rm 12,11)

 

Pit-stop residenziali 1-15 novembre 2010

 

 

 

Questa volta abbiamo deciso di affidare alla testimonianza di un viandante che vi ha partecipato il racconto di quanto abbiamo vissuto in questi giorni di vita comune ....

 

 

 

 

 

Anche quest’anno ho avuto la possibilità  di partecipare ai pit stop residenziali con la Comunità  Tabor  presso Madonna della Libera. Il tema principale e’ stato un versetto paolino ovvero:  “Gareggiate nello stimarvi a vicenda” (Rm 12,11).

Come e’ già  successo nelle precedenti esperienze, il tutto si e’ svolto con molta semplicità ed elasticità, con ottimi risultati.

A differenza delle altre volte, eravamo solo sette persone in casa, mentre in precedenza il numero variava tra le venti e le dodici persone. Essere stati in pochi a partecipare non ha sminuito l’esperienza, anzi, l’ha resa ancora più reale, perché è stato come vivere a casa.

Quest’anno abbiamo avuto modo di vivere insieme per due settimane e questo ha consentito di creare quell’ambiente familiare necessario per la riuscita di questa ennesima avventura.

Per descrivere bene il tutto, bisognerebbe potervi partecipare, perché  e’ solo vivendola che si può capire e apprendere appieno in tutte le sue sfaccettature un'esperienza simile.

La sua bellezza consiste nel cominciare la giornata con la preghiera, quindi la mattina dopo la sveglia comunitaria ci riunivamo per celebrare le Lodi, guidate a turno da uno di noi che in quella giornata era il responsabile della preghiera e così per la sera quando ci ritrovavamo a celebrare la compieta.

Dopo la colazione, si partiva per le proprie abituali occupazioni di studio e/o di lavoro.

Per rendere ancora più  reale questa esperienza e fare in modo di responsabilizzare noi partecipanti, non e’ stato indicato nessun turno di servizio, a differenza delle volte scorse, creando quella complicità necessaria per  gestire “la nostra casa”, e renderla ogni giorno sempre più accogliente per tutti!

Anche il fatto di ritrovarci alcune volte a pranzo in pochi ci ha permesso di sentirci più famiglia e ovviamente più comunità. Se dovessi dare un sottotitolo a questi Pit-stop di di novembre, li intitolerei:” i Pit-stop del dialogo”,  in riferimento ai tanti momenti di scambio comune che si sono creati e ci hanno visto protagonisti nel raccontarci le cose “di tutti i giorni” e le nostre preoccupazioni. Infatti, tra le tante cose belle vissute insieme, ce ne sono state alcune che mi hanno lasciato particolarmente felice, ovvero i momenti in cui mi ritrovavo insieme con gli altri a parlare della nostra comunità, a volte anche sognando ad occhi aperti. Pensando e ragionando sul futuro, ci siamo accorti di come è grande e meraviglioso il progetto della nostra comunità e di come è deludente constatare la superficialità di alcuni rispetto alle esperienze che ci vengono continuamente proposte, come questa dei Pit-stop.

In questi giorni, ho avuto modo anche di rispondere, almeno in parte, a chi al di fuori della comunità mi chiedeva di raccontare l’esperienza che stavo vivendo a Madonna della Libera: per i motivi già detti sopra, ho cercato solamente di trasmettere quella che era la gioia che portavo dentro di me nel descrivere questa esperienza di vita per me fondamentale, infatti mentre parlavo  nel mio cuore cresceva la voglia di ritornare a casa per gustare il profumo di quel focolare che avevo lasciato per recarmi all’università.

Ora che sto scrivendo queste cose, penso a quando sarà  terminato tutto ed ognuno di noi ritornerà a casa propria,  sento  già che mi mancherà  molto la quotidianità  che ho vissuto durante questa esperienza.

Non posso aggiungere null’altro a quanto detto. Custodisco gelosamente nel mio cuore ogni ricordo e situazione e mi impegno a portare nella vita di ogni giorno quello che ho imparato e vissuto qui! Mi auguro che per me possa continuare la partecipazione ai Pit-stop residenziali, ma soprattutto affido al Signore tutti quei fratelli e sorelle che per vari motivi restano titubanti nel dare la loro adesione. Dico solamente che bisogna affidarsi totalmente al Cuore di Dio e lasciarsi andare… al resto ci pensa Lui!

 

                                                                                                                                                    Nicola de Simone