
...ovvero
L'esperienza dei Pit-Stop residenziali 1-6 gennaio 2010

Un capodanno davvero speciale!
Per alcuni viandanti della Carità il nuovo anno è iniziato in maniera davvero eccezionale. Infatti dal 1° gennaio fino al 6 è stata vissuta la seconda esperienza dei Pit–Stop residenziali, presso la struttura messaci a disposizione dai frati Cappuccini del Santuario Madonna della Libera, che cogliamo l’occasione per ringraziare di cuore.

Questa seconda esperienza è stata più intima di quella scorsa
vissuta nel mese di novembre. Infatti la nostra famiglia contava
13 persone, tra
fratelli e sorelle compreso il nostro don Fabio. Non esistono parole per
descrivere i singoli momenti vissuti insieme…
l’aria di comunione che si respirava, mista agli
ultimi strascichi della festa
del Natale, rendeva tutto molto ma molto
speciale...
La prima sera, dopo esserci sistemati, un
brindisi
di inizio anno ha dato il via alla
nostra settimana di vita comunitaria, ed è stato davvero molto emozionante
brindare insieme a chi condivide con te un sogno che speriamo si realizzi
presto. Dopo una ridente tombolata, ci siamo ritrovati nella sala comune, dove
abbiamo pregato la liturgia di Compieta e dove don Fabio, dopo averci fatto
vedere un piccolo filmato tratto dal libro “Il piccolo principe”, ha
lanciato il tema guida di questi giorni:
“Ri…prenditi il
tempo!”
Un piccolo racconto ci ha poi introdotti nella banca del tempo, quella nella quale sono depositati i secondi della giornata di ognuno, ovvero gli 84.600 secondi che il Signore ogni giorno ci mette a disposizione. Lo sforzo maggiore è fare in modo di non sprecarne neppure uno, anche perché questa banca a termine di ogni giorno non conserva il nostro saldo giornaliero. Se non si utilizza il deposito giornaliero, la perdita è nostra. Non si può fare marcia indietro! Non esistono accrediti sul deposito di domani. Si deve vivere nel presente con il deposito di oggi.

Il brano guida della Parola di Dio, che ha aiutato la nostra meditazione sul tempo, è stato quello del Qoelet 3,1-15. Dio fissa il tempo per ogni cosa: il tempo come dono di Dio e non come possesso. Tutto ciò che Dio ha fatto è bello nel suo tempo! Perciò questo brano sembra averci detto: “non avere angoscia” … “arriverà il tempo per cui sarai pronto, altrimenti rischi di essere superficiale! ... “Vivi in pienezza quello che sai fare ora!”.
In questi giorni trascorsi insieme, durante i quali la nostra
abituale vita quotidiana non si è fermata ma
è andata avanti seppur in maniera
diversa, abbiamo compreso che il tempo ci viene dato da Dio come dono da saper
custodire e valorizzare. Quante perdite di tempo ci sono nella nostra vita,
quante distrazioni,
superficialità e quante volte facciamo l’amara esperienza
della voce del mondo, che riconduce il tempo solo al valore del profitto e
dell’interesse sterile e materialistico. Per noi invece il tempo dev’essere
preghiera, ovvero dobbiamo riuscire a trasformare le cose che facciamo in
offerta gradita al Signore e soprattutto dobbiamo sforzarci di avere delle
giuste
priorità
nella nostra vita, che diventano come una cartina di tornasole, che
ci aiuta a non smarrire la strada che porta al Cuore di Dio.

Ovviamente, in questi giorni il tempo trascorso insieme ha assunto un valore speciale, straordinario, travolgente. E’ stato bello poter condividere con quanti erano nella casa le proprie esperienze di vita e sentire soprattutto come ognuno spendeva il suo tempo e come se lo ripartiva, a seconda delle priorità che dava nel corso della sua giornata.

Altrettanto belli sono stati tutti i momenti nei quali altri viandanti, provenienti ognuno dalle proprie abitazioni e/o attività, sono venuti a trovarci a “casa Tabor”, condividendo con noi il tempo della mensa. A loro diciamo “grazie”, perché sono stati per noi e per la nostra famiglia motivo di gioia e di comunione fraterna.
E così tra un giorno e l’altro, anche questa esperienza si è
conclusa e, come sempre, nel cuore c’è, almeno per alcuni, una vena di
tristezza, perché è forte il desiderio di vivere insieme e
mettere su una bella
casetta, dove poter fare a tempo indeterminato una esperienza di vita e di
preghiera.
Con noi ci portiamo tanti ricordi, tanti sguardi e tante parole che renderanno, grazie anche al segno conclusivo che ci ha lasciato don Fabio, il tempo che verrà, unico e pieno di Dio.
Cogliamo l’occasione per dire a quanti pensano di venire, ma che poi si lasciano prendere da mille difficoltà, che questa dei Pit-stop è una esperienza semplicemente unica, che va vissuta ed assaporata nei suoi momenti belli, come anche nelle comuni difficoltà di qualsiasi famiglia.
Ah, dimenticavamo… un’ospite è stata per noi assai gradita la notte del 5 gennaio, ovvero la befana, che non si è scoraggiata di venire fin lassù per portare anche a noi viandanti della casa Tabor dolciumi, carezze ed un pizzico di carbone!
Alla prossima esperienza!
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