ANNIVERSARIO UNITÁ D’ITALIA

Benigni celebra l’inno

 

 

 

Cari Viandanti,

ho scelto di iniziare quest’avventura raccontando dell’anniversario più importante e ricco di significato per il nostro paese.

In un’Italia troppo spesso martoriata, divisa, criticata, ricca di povertà e difficoltà, quest’anno si celebrano i 150 anni dell’Unità; e con estremo rammarico aggiungo che questo compleanno cade nel periodo storico, forse, più difficile per il nostro paese.

Le preparazioni delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia sono state avviate con decreto del Presidente del Consiglio del 24 aprile 2007, con il quale è stato istituto anche un Comitato interministeriale al cui sono state affidate, in raccordo con le Amministrazioni regionali e locali interessate, le attività di pianificazione, preparazione ed organizzazione degli interventi e delle iniziative connesse alle celebrazioni del 150° anniversario dell'unità nazionale.

 

Da un 'Italia divisa in sette Stati  nella lontana primavera del 1961 Vittorio Emanuele  proclama il Regno d'Italia e così  nasce lo stivale più bello del mondo.

 

"Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861".

Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d'Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 del Parlamento, nella quale è stato votato il relativo disegno di legge. Il 21 aprile 1861 quella legge diventa la n. 1 del Regno d'Italia.

Basterebbe aprire un semplice manuale di storia per comprendere e sentire il coraggio, il sogno, la gioia profondamente umana che accompagnò i fatti e i personaggi storici che portarono all’Unità d’Italia. Mai più attuali questi sentimenti ove si pensi, invece, che oggi, mentre noi celebriamo e festeggiamo, c’è chi l’Italia vorrebbe dividerla sul serio, oppure chi, in altre parti del mondo, con il tricolore sul braccio, muore per una guerra di cui, molto spesso, non conosce neanche i motivi. A mio sommesso avviso, il significato di questa festa è da rinvenire nei sentimenti di libertà, indipendenza e nel concetto di patria, così come ha detto il Presidente della Repubblica, in occasione dell'inaugurazione della Mostra "Gioventù Ribelle. L'Italia del Risorgimento":

"Che cosa è la storia del Risorgimento se non una storia costellata di episodi di eroismo? Che cosa sono questi giovani che hanno sacrificato la loro vita per la causa della libertà, dell'indipendenza e dell'Unità se non degli eroi?"

Gli eroi del Risorgimento, che ci hanno condotto ad essere un paese unito ed unico, sono eroi romantici, che hanno creduto, lottato e sono caduti per difendere i propri ideali. Mentre lottavano sulle barricate contro i Francesi, a Roma, oppure cadevano in Sicilia, in Piemonte e a Milano, gli uomini del Risorgimento aspiravano alla democrazia. Era una democrazia diversa da quella che conosciamo oggi. Un ideale, piuttosto che una forma di governo. Democrazia come comunione dei cittadini in uno Stato unitario; democrazia come abolizione delle ingiustizie e dei privilegi; democrazia come espressione di uno Stato unitario, che riconosce a ciascuno i propri valori.

 

Questi sentimenti sono stati espressi in modo meraviglioso da un poeta dei nostri tempi, Roberto Benigni, che dal palco dell’Ariston ha compiuto una lettura esegetica dell'inno di Mameli, sul modello delle sue celebri interpretazioni dei canti della Commedia di Dante.

Solo con la voce, luci basse, alla fine, intona l'Inno d'Italia. E' quasi raccolto, intimo. Sembra commosso. A Sanremo cantare senza orchestra né altri è un azzardo che nessuno osa, al nostro premio Oscar è riuscito ed ha saputo rendere l'inno qualcosa di personale, senza retorica, commuovendo l’Italia.

  

 

 

 

AUGURI ITALIA!