SASHA
Voglio
presentarvi, questo mese, un bambino molto speciale, che ho conosciuto in questo
mio
viaggio in rete... si chiama
Sasha, ho una sua foto, e ve la mostro.
No, non è un fotomontaggio è nato proprio così. Sasha è uno dei tanti bambini che portano sul loro corpo il disastro di chernobyl del 26 aprile 1986. Anche il nome di questa città non è più scritto in maiuscolo, perché è una città fantasma, non esiste più. La tragedia, purtroppo, è che esistono ancora gli effetti devastanti di quel terribile giorno, dimenticati o taciuti..... ma io non ho potuto tacere!
E’ ancora vivo in me il ricordo di quei mesi, avevo 10 anni, forse l’età di Sasha, e c’era nell’aria quella nube tossica che stava inquinando mezza Europa. Ci fu il divieto di mangiare frutta, ortaggi, uova, latte, io avevo una piantina di fragoline, l’avevo curata con tanta passione, perché quando spuntano le fragole si avvicina il mio compleanno, ma non potei mangiarle, perché chernobyl me le aveva avvelenate.
Sasha è uno degli ospiti dell'orfanotrofio Vesnova. Sì,
perché
a 20 anni dalla sciagura, nascono ancora molti bambini con allucinanti
malformazioni, con gravi forme di leucemie e cancri, spesso mentalmente
handicappati, che vengono abbandonati e quindi raccolti in istituti.
Più di cinque milioni di bambini vivono ancora nelle zone contaminate da Chernobyl, tra Bielorussia, Russia e Ucraina, e stanno pagando sulla propria pelle un prezzo altissimo nella totale indifferenza dei media.
Vi mostro un’altra
foto, così magari chi ha modo di riflettere si convincerà che esistono
soluzioni migliori del
nucleare, e che dobbiamo iniziare seriamente a pensare a fonti di energia
alternative. Non conosco il nome di questo dolcissimo bimbo, e quando mi è
capitato sott’occhio questo scatto, l’ho chiamato “Il piccolo
ciclope”.
Questa ricerca è stata pubblicata dalla rivista "Focus", che ha fatto una sorta di classifica dei “10 luoghi più inquinati della Terra”, e si riferisce agli studi dell'associazione ambientalista americana Blacksmith Institute, che pubblica periodicamente una "top ten" dei paesi più “avvelenati”del pianeta. Ovviamente chernobyl è al primo posto.
Qui, invece
(foto a sinistra), siamo nei pressi di Sukinda
(India), in cui l’acqua di fonte è al
cromo esavalente, elemento
direttamente correlato a infertilità (quando va bene), elevata mortalità pre e
neonatale, malformazioni...
Oppure c’è Vapi, sempre in India, in cui industrie di farmaci, fertilizzanti, pesticidi, vernici, derivati petroliferi, hanno reso le acque del fiume, da cui è stata raccolta l’acqua in bottiglia (a destra), estremamente inquinate.
Purtroppo non occorre poi
arrivare in India per avere acque di fiumi da bonificare. Da noi c’è il fiume
Sarno, che ormai è ridotto ad una cloaca a cielo aperto a causa degli
scarichi delle fabbriche e dire che appena cinquanta anni fa mia madre racconta
che lì facevano il bagno d’estate!
MA CI SONO BUONE NOTIZIE!
Questa organizzazione ambientalista americana (Blacksmith Institute) non solo ha denunciato l’avvelenamento di queste terre, ma si è anche prefissata l’obiettivo di depurare le zone altamente contaminate, perché ESISTONO tecnologie in grado di realizzare questo progetto. Vi cito qualche area su cui già si è intervenuti:
Muslyumova (Russia), bonifica iniziale dei terreni contaminati da scorie nucleari.
Tomsk (Russia), rimozione di 2,5 tonnellate di ddt e altri pesticidi da un deposito obsoleto nel centro della città.
Noraiakheda (India), installazione di impianti di depurazione delle acque dal cromo esavalente e realizzazione di programmi di educazione ambientale.
Muthia (India), rimozione dello strato di terreno contaminato da metalli pesanti e realizzazione di un progetto di biodepurazione in collaborazione con la popolazione locale.
Mongolia (Cina), chiusura di una cartiera dalla quale fuoriuscivano mercurio e benzene.
E LE BUONE NOTIZIE NON FINISCONO QUI!
E’ possibile combattere anche l’effetto serra senza aspettare né “protocolli di Kyoto” né “accordi a Copenaghen”!
Basta seguire 17 piccole regole in casa. Follia? Provocazione? Proprio no!
Queste regole sono il frutto del primo e più completo studio economico e sociologico che, dati alla mano, dimostra scientificamente e precisamente l’impatto delle azioni domestiche sulla produzione di CO2, responsabile del surriscaldamento della Terra.
Thomas Dietz della Michigan State University e il suo team hanno calcolato l’impatto di 17 azioni specifiche in termini di emissioni di CO2. Li hanno stimati in modo preciso, sulla base dello stile di vita degli statunitensi e sulle capacità di persuasione di politiche di incentivi e di comunicazione .
Secondo i calcoli, si potrebbe arrivare a diminuire del 20% le emissioni domestiche annue degli Stati Uniti. Se tutti gli americani seguissero i consigli di Dietz, gli Usa potrebbero ridurre le loro emissioni totali del 7,4% in dieci anni. Un traguardo di tutto rispetto considerando che, nei dieci anni che hanno seguito l’approvazione del Protocollo di Kyoto, la stragrande maggioranza delle nazioni coinvolte non è riuscita a raggiungere neanche l'obiettivo di ridurre le emissioni del 5,2%.
Il limite dello studio di Dietz è che il calcolo è fatto soltanto sugli americani, i quali hanno un’impronta di carbonio pro capite molto superiore a quella del resto del mondo (il doppio di quella svedese o francese). Ma è anche altrettanto facile concludere che se anche in Europa si applicassero le 17 regole, si riuscirebbero ad avere effetti benefici anche nel resto del mondo.
Vi sarà venuta la curiosità di sapere quali sono queste 17 regole che potrebbero cambiare le sorti del pianeta, grazie all’attenzione di ognuno al pianeta.
Ve le elenco di seguito:
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1. Isolare meglio la casa
Installare
sistemi efficienti di isolamento, come la finestra con doppio o triplo vetro, per
evitare dispersioni di calore o i pannelli isolanti sui tetti. Isolando la casa
con un sistema a cappotto si possono risparmiare circa 630 kg di CO2
all'anno.
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2. Centralizzare il sistema di condizionamento di casa.
Quando si cambia il
condizionatore, meglio sceglierne uno a
basso impatto e soprattutto centralizzato.
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3. Risparmiare acqua.
Chiudere la doccia quando non la si usa; chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o ci si rade (quest'operazione, per esempio, già permette in Italia, di "risparmiare" 60 kg di CO2 a testa all'anno); utilizzare i miscelatori aria/acqua che ci fanno consumare 4 litri di acqua in meno al minuto.
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4. Scaldabagno: sceglierne uno
efficiente.
Si
consuma
meno elettricità e si evitano sprechi. In più, in Italia, da
gennaio 2009, gli impianti di riscaldamento dell'acqua sanitaria di tutte le
nuove abitazioni devono funzionare con il solare termico almeno per il 50%: la
metà dell'acqua calda sarà ottenuta grazie al Sole.
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5. Utilizzare apparecchiature domestiche più efficienti.
Quando è ora di cambiare frigoriferi, televisori, lavatrici, ecc., meglio optare su quelli con marchio Energy Star che ne attestano l’efficienza (cioè il minor spreco di energia) rispetto agli altri.
6. Usare pneumatici a basso
coefficiente di attrito /Sasha%20(11).bmp)
Minimizzano l’energia
persa come calore quando
i pneumatici rotolano
sulla strada.
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7. Guidare auto a basso impatto
Quando è il momento di cambiare l’auto, scegliere una motorizzazione con emissioni di CO2 inferiori: piccola cilindrata o auto ibride.
8. Pulire i filtri del condizionatore
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Pulire i filtri dei condizionatori e cambiarli regolarmente.
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9. Manutenere il condizionatore
I condizionatori d'aria - soprattutto negli USA - sono sovrautilizzati. Curarne la manutenzione evita sprechi. Ma se d'estate li si tiene spenti per 4 ore, il risparmio è ancora maggiore.
10. Manutenere regolarmente l'automobile
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Filtri dell'olio puliti, parti del motore lubrificate, pneumatici in ordine non soltanto garantiscono più sicurezza, ma permettono alla vettura di consumare meno benzina per funzionare.
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11. Fare il bucato a temperature più basse
10 gradi in meno di temperatura equivalgono ad un risparmio energetico del 10%. Scegliere cicli di lavaggio ecologici e ricordarsi di utilizzare lavatrici (e lavastoviglie)
preferibilmente a pieno carico: si risparmia acqua ed elettricità.
12. Abbassare lo scaldabagno
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Tenere al minimo la temperatura degli scaldabagni elettrici, che divorano fiumi di energia.
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13. Prestare attenzione alle piccole cose in casa
Ci sono comportamenti quotidiani corretti che permettono di abbassare l'impronta di carbonio di ciascuna casa: spegnere le luci inutili; non lasciare gli elettrodomestici o i pc in stand by; non mettere nel frigorifero oggetti ancora caldi.
14. Usare i termostati
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Eliminare gli eccessi di
caldo e di freddo intervenendo
costantemente su termometri e temporizzatori. Anche se non avete il
sistema di riscaldamento centralizzato potere inserire valvole
per regolare la temperatura.
15. Stendere il bucato/Sasha%20(22).bmp)
Le asciugatrici (molto usate negli Stati Uniti) sono tra gli elettrodomestici che divorano più energia. 20 lavaggi a 60 gradi seguiti dal passaggio nell’asciugatrice consumano una quantità di energia sei volte superiore rispetto a quella necessaria per produrre un capo d’abbigliamento.
16. Guidare piano
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Viaggiare al massimo a 90 chilometri all’ora, evitando accelerazioni frenate continue.
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17. Puntare sul car sharing
Perché
spostarci ognuno in un’auto quando
all’interno di una vettura ci entrano 4-5 persone? Questa
metodologia di “condivisione delle auto” è
utilizzata nelle piccole comunità, ma sono
proprio le grandi città ad averne più bisogno.
Sarebbe proprio il caso di dire che "scienza e fede" vanno di pari passo, perché lo stesso Santo Padre Benedetto XVI, nel suo messaggio augurale del primo gennaio, giornata mondiale della Pace, ha lanciato una grande sfida al mondo per il 2010:
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“SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO”
affidando a ciascuno l’impegno di salvaguardare questo bene così prezioso che Dio ci ha dato.
Allora buona sfida a tutti, e al prossimo resoconto!
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SITOGRAFIA
Se vuoi saperne di più consulta i siti:
http://www.focus.it/natura/ambiente/news/stendi-i-panni-e-stenderai-la-c0sub2sub.aspx
http://www.focus.it/natura/ambiente/speciale/Infine_le_buone_notizie.aspx
http://www.focus.it/Scienza/ambiente/gallery/Le_citta_piu_inquinate_del_mondo.aspx