Sakineh Mohammadi Ashtiani

 

Sakineh Mohammadi Ashtiani © Archivio Privato

 

 

Sakineh Mohammadi Ashtiani è una donna iraniana di 43 anni, attualmente in prigione nel carcere di Tabriz, nel braccio della morte, sulla scia di due differenti processi, uno per complicità nell’omicidio del marito, l’altro per adulterio.

Mentre tutto il mondo si mobilita per evitare che venga commesso un altro omicidio autorizzato, la sorte di Sakineh, resta nelle mani di un sistema giudiziario arbitrario e difettoso, che ha commesso diversi errori fin dall'apertura del suo caso.

Secondo le ultime stime attualmente in Iran ci sono circa 150 donne in attesa di essere lapidate e tre sentenze riguardanti uomini!

La lapidazione (rajm in arabo) è ancora prevista dal diritto penale islamico, in quanto  prescritta dal Corano.

Alcune donne condannate sono giovanissime, come la diciannovenne Azar Bagheri, che aspetta nel braccio della morte nel carcere di Tabriz, lo stesso in cui si trova Sakineh, dopo essere stata costretta a sposare un uomo più anziano quando aveva solo 14 anni. La sua condanna, per adulterio, non poteva essere eseguita fin quando non avrebbe raggiunto la maggiore età, di 18 anni. Così per gli ultimi quattro anni, la signora Bagheri è stata costretta a deperire nel braccio della morte, mentre i giudici aspettavano che raggiungesse la fatidica soglia anagrafica, superata la quale sarebbe potuta essere uccisa.

Altre donne sono meno giovani ed anche per loro si sono mobilitate campagne di solidarietà internazionali.

 


 

 

Con Sakineh, la Repubblica Islamica vuole esaminare la reazione della comunità internazionale nei confronti del ricorso a una pratica primitiva come questa. Se dovesse ritenere che l’impatto delle campagne internazionali non è poi così forte, allora procederebbe senza indugi alla lapidazione di tutte queste donne.

Nel 2004 alcune esecuzioni previste in Nigeria sono state fermate grazie alla pressione internazionale. La possibilità che accada in Iran non è remota! Le autorità iraniane per tredici volte, negli ultimi anni, hanno rivisto sentenze di donne condannate alla lapidazione.

Se non ci fosse più speranza i suoi figli non potrebbero più alzarsi ogni mattina e combattere. Ma è molto importante, adesso, non abbassare la guardia e mantenere alta la pressione internazionale sul regime della Repubblica islamica. La partita per Sakineh, e per tante altre donne ingiustamente incarcerate nelle prigioni iraniane,  non è ancora terminata.

Sperando che questa barbarie possa essere fermata!...

 

 

 

 

Sitografia:

 

Giornale - L’Avvenire

http://www.amnesty.it/pena_di_morte_Iran_lapidazione_adulterio

http://pinoscaccia.wordpress.com/2010/09/05/sono-150-le-donne-iraniane-che-aspettano-di-essere-lapidate-come-sakineh/

http://it.wikipedia.org/wiki/Sakineh_Mohammadi_Ashtiani

http://www.google.it/imgres?imgurl=http://dingo.care2.com/pictures/c2c/share/19/198/866/1986669_370.jpg&imgrefurl=http://www.care2.com/news/member/382696163/1986669&usg=__eHgTTc65I9Kl-hwffnVOsixlBZ4=&h=156&w=200&sz=13&hl=it&start=12&zoom=1&um=1&itbs=1&tbnid=lRJ7Ov96AfURpM:&tbnh=81&tbnw=104&prev=/images%3Fq%3DAzar%2Bbagheri%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DX%26tbs%3Disch:1