LA PREGHIERA

 

 

L’efficacia della preghiera è data dall’intensità della relazione che stabiliamo con il Signore.

La verifica di questa relazione si fa sulla base di quanto essa ci rende disposti a ricercare e a fare la volontà di Dio, cioè, quanto ci orienta verso gli altri e verso i veri valori... più che verso i propri bisogni.

Esistono diversi modi di pregare, essi sono le vie attraverso cui ognuno riesce a porsi nella condizione di incontrare ed ascoltare il Signore. Ci sono, però, alcuni modi distorti, spesso i più comuni, di pensare la preghiera. Cercheremo di capire insieme il vero stile della preghiera!

 

 

La preghiera non è:

 

·     un tot di formule (si fa così…);

·     contratto da esame (se mi fai superare l’esame prometto che…);

·     metereopatica (…se mi va!);

·     bigotta (urla e bacia santini);

·     sentimentale (Signore, fa che s’innamori di me!);

·     stile “lotto biblico” (apro la Bibbia e vediamo che risposte mi dà… o mi faccio dare!).

 

 

...è invece:

 

 

…il dialogo dell’uomo con Dio ed esprime un rapporto d’affetto e d’amore!

 

( Dio ama e chiama, l’uomo risponde!!!)

 

 

 

Se volessimo fare una prova della nostra preghiera, per capire se quella che viviamo è una vera preghiera ed è gradita al Signore, dovremmo fare questa verifica, cioè dobbiamo, dopo che la nostra vita dice di aver incontrato la preghiera, ritrovarci ad essere in questo modo:

 

  1. ti rende ogni giorno più te stesso nella verità;

  2. ti aiuta ad incontrare gli altri e ad accorgerti dei loro bisogni;

  3. ti aiuta a camminare con Gesù verso Dio Padre, a cercare la sua volontà d’amore per te.

 

In questo contesto, va chiarito anche che la preghiera non la si può relegare solo al suono vocale o alla sfera puramente interiore. Infatti, quando ad una persona si dice: “Ti voglio bene!”, si coinvolgono tutte le dimensioni del corpo: il cuore suggerisce, la mente pensa, le labbra parlano, il volto riflette il sentimento e lo manifesta con l’emo-zione. In questo modo anche il corpo prega.

 

Provare per credere… 

Prova a stare con tutto te stesso in silenzio davanti al Signore ed esprimi con una posizione significativa del tuo corpo (in ginocchio, disteso, seduto, in piedi, con le braccia spalancate o incrociate,…) ciò che senti e che vuoi dirGli 

Eccoti alcuni suggerimenti per poter vivere la preghiera:

 

La preghiera di ogni giorno

 

1.    Dedica 10 min. scegliendo se possibile un luogo silenzioso (stanza, una chiesa vicino a casa o a scuola).

2.    Invoca lo Spirito Santo: è lui il protagonista della preghiera.

3.    Leggi con calma e attenzione il Vangelo del giorno (magari due volte…).

4.    Sottolinea la frase, il passo che più ti ha colpito.

5.    Scrivi l’impegno o il passo interiore che avverti lo Spirito ti chiede…

      e chiedi aiuto a Maria perché tu riesca a metterlo in pratica durante il giorno.

 

Questo schema ti aiuterà a vivere bene la preghiera e a concentrarti per pochi minuti ogni giorno. La preghiera non va mai tralasciata, è un rischio pericolosissimo, è come una medicina, (quella dell’anima, in questo caso) che necessita di una terapia giornaliera e soprattutto costante. Ma può essere che in alcuni momenti dell’anno, come quello dell’avvento che ci apprestiamo a vivere, o anche quando il tempo a nostra disposizione è più lungo, si avverta l’esigenza di sostare più a lungo in preghiera, ti suggerisco allora un altro schema più intenso di preghiera:

 

·   Dedica un tempo ben preciso alla tua preghiera.

·   Scegli bene il luogo della preghiera: è necessario sia silenzioso e raccolto. Se puoi, metti davanti a te un crocifisso o un’immagine sacra. Se ti è possibile, fa’ la tua preghiera davanti all’Eucaristia.

·   Mettiti in ginocchio con le spalle erette, le braccia rilassate o seduto in modo che la concentrazione ti sia facilitata: se impari a far pregare anche il corpo, la tua preghiera sarà più attenta.

·   Incomincia con il segno della croce fatto bene: toccando la fronte consacra al Padre i tuoi pensieri; toccando il petto consacra a Cristo il tuo cuore, la tua capacità d’amare; toccando le spalle consacra allo Spirito le tue azioni, la tua volontà.

 

 

Dividi la preghiera in tre spazi esatti: più organizzi la tua preghiera più la rendi facile.

 

 Il primo spazio dedicalo allo Spirito Santo, è lui il maestro della preghiera; concentrati sulla presenza dello Spirito in te. Leggi con calma un’invocazione allo Spirito Santo e prova a dialogare con Lui, prova ad esprimergli un problema difficile che hai tra le mani. Invocalo con fede: “Vieni Santo Spirito”.

Il secondo spazio dedicalo a Gesù. Fa’ preghiera d’ascolto, prendi tra le mani i brani di Parola di Dio del giorno o della domenica e prova a leggere come se Gesù ti parlasse personalmente. Esperimenta anche l’ascolto della tua coscienza. Interrogati: “Signore, che cosa vuoi da me?”, “Signore, che cosa disapprovi in me?”.

Il terzo spazio dedicalo al Padre. Ama! Sta’ in silenzio davanti a Lui, sei immerso in Lui: “In Lui viviamo, ci muoviamo, esistiamo” (At 17,28). Aiuta il tuo silenzio, se è necessario, dicendo: “Padre mio, mio tutto” o “Sei Tu, Signore, l’unico mio bene” o altre frasi simili. Prendi qualche decisione pratica e offrila come tuo atto concreto d’amore.

 

Non temere se salgano distrazioni o pensieri: falli emergere e mettili di fronte a Dio, offrili a Lui e rimettiti in silenzio.

 

Per fare in modo che la tua preghiera non resti sterile, non terminare la preghiera senza qualche decisione pratica da attuare al più presto: abituati ad amare con i fatti; la preghiera deve portarti all’azione.

 

 

Concludi con un pensiero alla Vergin Maria, implora con un’Ave Maria la grazia di imparare a pregare e il dono di gustare la preghiera e di essere costante!

 

N.B. E’ importante non lasciare la preghiera al caso, o a ciò che sento… perché preghiera è ascoltare Dio non se stessi

 

 

Ti auguro semplicemente, buon incontro con il Signore che viene! Maranathà vieni Signore!