
Carissimi Amici, è orami alle porte il Natale del Signore, vi offriamo questi simpatici racconti che possono aiutare grandi e piccini a prepararsi con gioia alla venuta del Salvatore.
O Signore, la strada annuncia la tua venuta, la notte ne trasmette la lieta notizia, il vento la diffonde, e le stelle la rivestono di luce. L’universo canta la tua gloria. Sei venuto per prendere su di Te il male e salvarci dal peccato, grande è la nostra riconoscenza! Sei venuto per farci fratelli nell’amore, grande è la nostra gratitudine! Sei venuto per donarci la Tua gioia, immenso il nostro GRAZIE!

16 dicembre
INSIEME

LA STRADA
Sono un po’ vecchia, anche se oggi posso apparirvi molto nuova, ho più di duemila anni sapete?!. Non fatevi confondere dal mio aspetto, mi hanno rifatta tutta. Al momento non ricordo più quale fosse il mio look durante il periodo dell’attesa, sapete, gli anni sono tanti, però una cosa mi è molto chiara, mi è così tanto chiara che mi pare, come fosse ieri, di rivedere tutta quella folla che s’incamminava per andare a rendere omaggio al bambino re del mondo. Non potete neppure immaginare quanti ne passarono! Erano diversi dai soliti viandanti, non saprei spiegarvi … parevano più leggeri, quasi fossero senza peso e brillavano di una luce particolare. Parlavano tra di loro della gioia per il compimento di tutte le profezie e le speranze e, di quanto fossero orgogliosi nel poter assistere di persona ad un così grande avvenimento. Si sa, per sentito dire, le cose a volte, potrebbero essere esagerate o addirittura, non vere, ma io non ebbi il benché minimo dubbio! Quella verità la sentivo sulla mia terra, in ogni mio ciottolo, trapelava proprio da sotto i loro piedi, sollevavano così tanta speranza e trasudavano di così tanta gioia che anch’io mi sentii piena d’orgoglio d’essere testimone di un così eccezionale avvenimento. Ero proprio felice di esserci!
Preghiamo.
O Padre, che anche quest’anno ci chiami a celebrare la venuta del tuo figlio Gesù sulla terra, fa’ che possiamo camminare pieni di gioia sulla strada che ci conduce all’incontro con te, e che questi giorni di Novena ci aiutino a farti posto nel nostro cuore.
17 dicembre
CON UMILTA’

LA NOTTE
Io sono la notte, parlo piano perché non vorrei spaventare i bambini. E’ risaputo che hanno paura del buio. Devo avvisarvi che se anche vi sembro sempre uguale, quella volta mi sentii diversa, speciale. Tanto è vero che mi hanno chiamata Santa e se lo sono diventata io che rappresento l’oscurità, pensate a quanto potrà essere facile per voi esserlo! Il fatto è che non ci pensiamo mai alla santità … ci sembra cosa di qualcun altro … se solo immaginassimo! Vi suggerisco di farlo, siete in tempo sapete?? Che dirvi di quella sera, la gioia si respirava dappertutto. Tutte le stelle sembravano ubriache, mi facevano il solletico dappertutto! Il cielo era così in festa e pieno di luce che per un momento dubitai persino della mia identità! Ma non mi sono spaventata, mai, neppure per un attimo. Anzi, fui proprio contenta di scomparire per cedere il posto al figlio di Dio. Per la prima volta in tutta la mia vita rimasi sveglia, senza nessun sogno da custodire. Ciò che ogni essere stava vivendo era realtà, tutto era vero, la verità stava entrando nella vita ed io l’avevo aiutata a partorire! Ecco mi sentii quasi come una mamma al suo primo figlio. Non saprei descrivere in un altro modo la mia gioia per la Sua venuta!
Preghiamo.
O Padre, tu ci hai donato tuo Figlio luce delle genti e gioia di chi sa riconoscerlo. Donaci di avere l’umiltà di accogliere quanto ci viene donato e proposto con cuore gioioso e di vivere questo Natale con la consapevolezza che Gesù, tuo figlio, è per noi lo spirito che orienta il nostro cammino.
18 dicembre
IN SILENZIO

IL VENTO
E si! C’ero anch’io nella notte Santa! Ero un po’ ubriaco, ma non perché avessi bevuto, naturalmente lo sanno tutti che il vento non beve. Diciamo che ero come stordito da tutti quei mormorii che brulicavano in cielo. Un via vai di parole che non potete averne idea. Pareva facessero a gara a chi parlava di più! Proprio come i bambini di catechismo! C’era chi piangeva per l’emozione, chi sorrideva per esprimere la gioia, chi continuava a chiedere: “qual’é la strada?” – “ Dov’è la stella?” - “Quando?”-“ Non può essere una stalla!?”- “E’ una stella?!” Insomma, l’aria era così colma di domande che non facevo in tempo a soffiare verso destra che subito dovevo farlo a sinistra e andai avanti così per un po’ fin quando improvvisamente udii un coro cantare : “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Credetemi, non sono riuscito a muovermi di mezzo millimetro, sono rimasto come paralizzato. Dicono che il tempo si sia fermato. Vi posso garantire che fu proprio così! Altro che fretta, altro che correre, altro che il mio soffiare di qua e di là. Mi sono fermato ad ascoltare e posso assicurarvi che mi sono gustato ogni cosa con una grande gioia nei polmoni. Tanto grande che quasi non respiravo più!
Preghiamo.
Signore Gesù, tu sei capace di far fiorire il deserto, di mutare il pianto in danza, di far scaturire acqua dalla roccia. Fa’ che in questo cammino di preparazione al Natale, aiutaci ad allontanarci dal rumore che ci circonda perché possiamo meglio metterci in ascolto dei bisogni di chi ci cammina a fianco!
19 dicembre
PORTANDO FRUTTO

LE STELLE
Sono stata sorteggiata per parlare a nome di tutte le stelle, mie sorelle. Quella notte sembravamo tutte impazzite. Il fatto fu che s’era sparsa in cielo la voce che presto sarebbe apparsa una grande stella luminosa, con uno strascico di coda mai veduto prima. Immaginatevi che fermento! Noi, curiose come siamo, non stavamo più nelle punte! Eravamo tutte sul chi va là, un chiacchierio, ma un chiacchierio, che il vento ad un certo punto ha dovuto soffiare in faccia a tutte noi per farci stare zitte! Poi arrivò questa cometa e all’inizio pensammo che volesse diventare la prima donna del firmamento, per cui cominciammo a guardarla un po’ di traverso. La cometa invece di risentirsene, esordì col fare l’occhiolino a tutte e a spiegarci che aveva bisogno anche del nostro aiuto per rendere luminosa la via che avrebbe condotto ogni creatura dal figlio di Dio. Quanto ci siamo vergognate per la nostra vanità e superficialità!! Ci siamo talmente vergognate che abbiamo pianto molto. E sapete cosa è successo? Tutte le nostre lacrime caddero sulla terra e si trasformarono in milioni e milioni di lucciole, l’universo s’illuminò ancora di più, ma fu poco al confronto della luce che emanò Gesù quando nacque! La nostra gioia alla vista del figlio di Dio fu così illimitata che rischiammo di scoppiare per l’immensa luminosità! A modo nostro abbiamo contribuito anche noi ad indicare il cammino.
Preghiamo.
O Padre, aiutaci ad aprire il nostro cuore alle cose semplici. Aiutaci a non provare invidia per i doni che hanno gli altri. Hai ricolmato ognuno di noi di doni splendidi, fa che possiamo scoprirli, rendici capace di vedere la loro bellezza e di gioirne.
20 dicembre
SENZA PREOCCUPAZIONI

LA PALMA
Io parlo per conto di tutte le piante presenti nella notte Santa notte. Non che ce ne fossero molte in quel periodo. C’era tanto freddo e un vento che non si capiva bene da che parte andasse a soffiare. Devo dire che m’ha fatto perdere parecchie foglie, ma non fu quella la mia principale preoccupazione. Ero in ansia perché qualche pastorello s’era azzardato ad arrampicarsi lungo il mio tronco. Desideravano raggiungere la mia cima perché volevano scorgere la stella che indicava la strada per raggiungere il figlio di Dio. Certo che nella notte Santa non volevo essere proprio io la causa di tristi notizie. Non avrei proprio voluto essere ricordata come una pianta del lutto in una notte di gioia. Sarebbe stata una tragedia se qualcuno di loro fosse caduto! Tutte le palme della zona ebbero lo stesso timore. In quanto a me sentivo il mio vecchio cuore di palma che batteva più di cento all’ora! Poi tutt’un tratto ogni cosa si quietò, persino i pastorelli aggrappati ai miei rami si paralizzarono. Ci sentimmo tutti abbracciare da una grande pace, fu come se le nostre preoccupazioni non fossero mai esistite, o non avessero ragione d’essere, qualcuno se l’era portate via tutte. Intuimmo che fu il bambino Gesù!
Il Figlio di Dio venne alla luce proprio per questo!
Preghiamo.
O Padre, aiutaci a rendere più sereni i nostri giorni, donaci di confidare nella Tua accoglienza. Sappiamo che solo Tu hai parole che ristorano, solo Tuo è l’abbraccio benedicente che ci protegge da ogni male e che tiene lontani i nostri affanni. Donaci sempre il Tuo conforto e rendici capaci di consolare i fratelli che abbiamo accanto.
21 dicembre
CON SEMPLICITA’

LA PECORA
Io sono la pecora. V’informo subito che non ho molto da dire, anche perché il repertorio del mio vocabolario è molto povero, proprio come me. Conta solo di due lettere la “B” e la “E”. Noi pecore, sapevamo parlare, col fatto che si stava sempre con la testa rivolta verso il basso si facevano tra di noi, di quelle discussioni sull’erba! Devo dirvi che abbiamo ancora l’abitudine di fare il pic-nic sui prati, infatti la cosa che sappiamo fare meglio è mangiare, ma prima della venuta di Gesù, la bocca la usavamo soprattutto per parlare, bèèè ci fermavamo solo per dormire! Quella notte successe che tutti , ma proprio tutti, erano a conoscenza che doveva arrivare il salvatore del mondo, bééé tutti, tranne noi. Con la storia che il pastore ci ha sempre fatto fare le stesse cose, percorrere le stesse vie, bééé gli stessi pascoli insomma, oramai noi gli si andava dietro senza più pensare molto. Di che dovevamo preoccuparci? Poi quella notte capitammo d’un tratto, senza accorgercene, davanti alla capanna dove il bambino Gesù era nato. Potete immaginare l’espressione dei nostri musi? Erano tutti aperti! Fummo circondati dallo stupore e da una nuova gioia che non seppimo dire null’altro che Bèééé???!!!! Dopo quella visione siamo rimaste così … felici, un po’ ebeti e … senza parole. Continuiamo a brucare l’erba e nella nostra semplicità sappiamo di non aver bisogno di null’altro!
Preghiamo.
O Padre, tu ci vuoi svegli e attenti per accogliere e mettere in pratica la tua Parola. Fa’ che in questo cammino di preparazione al Natale possiamo abbandonare gli atteggiamenti di pigrizia per costruire, con il tuo aiuto, insieme agli altri fratelli, il tuo Regno di amore.
22 dicembre
RINGRAZIANDO

LA CAPANNA
Io sono la capanna che ha ospitato la Santa famiglia. Ormai delle mura originali mi è rimasto ben poco, ma devo dire che avevo già molto poco. Non c’era una porta, ma dopo la nascita compresi che era così che doveva essere; tutta quella gente arrivata da lontano, non avrebbe potuto contemplare diversamente il miracolo dei miracoli. Potreste immaginare quante volte si sarebbe dovuta aprire la porta? C’era stato donato un bimbo, veramente Dio nacque in mezzo a noi, con noi! Avrei voluto offrire di più a Maria e Giuseppe. Credetemi, quando li ho visti entrare mi si è ristretto il tetto. Io, l’ultima delle costruzione, la meno adatta, ero stata scelta per presentare il re dei re al mondo. Quanto orgoglio ho provato. Per tutto il tempo mi sono sentita una reggia. Non c’erano spifferi tra le mie mura, né tarli nelle mie travi. Per quel che mi riguardava, nessuna costruzione poteva essere più sontuosa di me quando Gesù venne al mondo. Sopra il mio tetto gli angeli cantavano inni di lode, numerosi pastori bivaccarono per molto tempo in adorazione davanti al mio ingresso. Fu lo stupore di quei giorni che ancor oggi nutre la mia gioia.
Preghiamo.
O Padre, tu che per primo ci hai amati, aiutaci, in questo Natale a renderti grazie con la preghiera, per tutti i doni che riceviamo per Cristo tuo figlio e nostro Signore.
23 dicembre
CON AMORE
LA MANGIATOIA
Io sono La mangiatoia. Oggi gli animali non mi usano più. Hanno delle stalle moderne e mangiano insieme dentro vasche fatte di ferro grandi anche cento volte più di me. Ora come ora potrei chiamarmi dimenticatoio. Ma io mi ricordo perfettamente cosa successe quella notte. Ricordo ogni alito di vento,ogni piccolo movimento del figlio di Dio, la posizione di ogni singola parte del suo corpicino. Che gioia fu per me poterlo tenere tra queste ruvide braccia di legno! Per la prima volta nella mia vita diventavo custode del bene più prezioso del mondo, proprio io, quattro assi di legno logoro, sorreggevo il Dio fattosi uomo. Giuseppe trovò il modo di legare alla mia base, due avanzi di legno ricurvo, all’inizio non ne capii il senso, poi ci fu un momento in cui il bimbo parve agitarsi, Maria sembrò preoccupata, gli mise addosso una coperta a strisce colorata pensando potesse aver freddo, invece il bimbo si agitò ancor di più e cominciò a piangere. Fu allora che Maria, delicatamente mi mise addosso il piede ed io cominciai a dondolare, mi resi conto ch’ero diventata una culla. In quel momento credo che avrei potuto essere tutto. Quella notte ebbi la sensazione che chiunque e qualsiasi cosa davanti alla Sua presenza facesse parte di un tutt’uno, fosse una cosa sola, battesse lo stesso ritmo dello stesso cuore, provasse la stessa gioia e, vi giuro che tale gioia fu veramente immensa.
Preghiamo.
O Padre, che ci doni l’ Amore di celebrare il Natale ormai prossimo del tuo Figlio, donaci l’amorevole gentilezza nell’incontro con i nostri fratelli.
24 dicembre
SEMPRE CON GIOIA RINNOVATA!

UN FILO DI PAGLIA
Sono un povero filo di paglia che non sa parlare molto bene. Non ho avuto la fortuna d’andare a scuola e conosco molto poco le cose del mondo. Ho sempre creduto di essere inutile e insignificante, ma da quando ho conosciuto Gesù, ho imparato che insieme ai miei fratelli posso ritrovare la fiducia in me stesso e diventare qualcosa di veramente importante. E’ così in effetti che mi ha fatto sentire Gesù, indispensabile. Stavamo tutti là quella sera, proprio sotto la Sua pelle: era così morbida e profumata! Sento ancora così tanto addosso il suo odore, che mi sembra sia sempre primavera! Io e i miei fratelli fili di paglia, ci eravamo stretti stretti insieme e talmente l’uno si appiccicò all’altro, che neppure il più sottile degli spifferi d’aria avrebbe osato passarci attraverso! Eravamo ben determinati a non far raffreddare il bambinello. Se soltanto uno di noi si fosse tirato indietro, il nostro proponimento sarebbe crollato! Ci fu un unico attimo di smarrimento: quando lo sentimmo piangere. Non sapevamo come fare, provammo a stringerci ancora di più, poi, mi venne in mente che una volta, l’asino aveva cominciato a sbellicarsi dalle risate quando per caso gli sfiorai la pancia, allora, feci proprio così con Gesù! Chiesi ai miei fratelli fili di paglia di farmi scivolare giù, fino ai suoi piedini e cominciai a solleticarglieli. Gesù smise di piangere rivelando ai presenti il sorriso più bello del mondo. Tutti sorrisero! Quando ci penso sorrido anch’io!! Ho scoperto in quella notte quanto può essere contagioso un sorriso! Non mancò proprio a nessuno e ognuno brillava di una luce riflessa che lo faceva apparire bellissimo! Persino il bue e l’asinello lo furono, quindi basta immaginare il resto!
Preghiamo.
O Dio di infinità gioia e bontà, che fai sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti, inviandoci il tuo Figlio ci fai assaporare il tuo amore infinito e sconfinato. Concedici di attingere dal tuo amore e rendici capaci di diffondere gioiosamente grati la gioia di sentirci amati da Te..
