Amedeo Minghi
“Un uomo venuto da lontano”
Un uomo venuto
da molto lontano,
negli occhi il ricordo
dei campi di grano,
il vento di Auschwitz
portava nel cuore
e intanto scriveva
poesie d'amore,
amore che nasce
dentro il cuore dell'uomo
per ogni altro uomo.
Un uomo venuto
da molto lontano,
stringeva il dolore
e un libro nella mano
qualcuno ha sparato
ed io quel giorno ho pianto,
ma tutto il mondo
gli è rimasto accanto:
quel giorno il mondo
ha ritrovato il cuore,
la verità non muore.
Un uomo che parte,
vestito di bianco,
per mille paesi
e non sembra mai stanco,
ma dentro i suoi occhi
un dolore profondo:
vedere il cammino
diverso del mondo,
la guerra e la gente
che cambia il suo cuore,
la verità che muore.
Va' dolce grande uomo va parla della libertà va dove guerra,
fame e povertà hanno ucciso anche la dignità .
Va' e ricorda a questo cuore mio
và e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
Dall'Est è arrivato
il primo squillo di tromba,
il mondo si ferma...
c'è qualcosa che cambia,
un popolo grida:
Noi vogliamo Dio,
la libertà è solo un dono suo.
Tu apri le braccia
e incoraggi i figli
ad essere fratelli.
và dolce grande uomo va
parla della libertà
Va' dove l'uomo ha per sorella
solo lebbra e mosche sulle labbra.
Va' e ricorda a questo cuore mio
che Caino sono pure io.
che Caino sono pure io.
che Caino sono pure io.
Il primo maggio abbiamo
vissuto una giornata stupenda: vedere l’immagine di Giovanni Paolo II che
troneggiava in piazza San Pietro. Colui che nei nostri cuori è già, o meglio, è
sempre stato Santo, viene proclamato Beato. Tutto il mondo aspettava questo
momento, da ogni angolo della terra si è alzata al cielo la preghiera di
ringraziamento per questo grande uomo che ci è stato donato. Non potevo non
riproporre il brano che è apparso sul sito proprio per il primo maggio, è giusto
che ci accompagni per tutto il mese. Scritto da Amedeo Minghi nel 1998,
da allora lo ha eseguito in molte parti del mondo, sempre con la stessa emozione
e commozione.
Le parole ripercorrono in sintesi la storia del pontificato di questo grande
Papa, o come lo chiama Minghi, questo dolce grande uomo.
Il suo
sguardo dolce lo ricordo ancora mentre percorreva con la papamobile il tratto di
villa comunale che lo avrebbe portato sul palco per la messa, un uomo
straordinario capace di essere specchio di Dio in tutte le fasi della sua vita.
I più adulti lo ricorderanno in tutto il suo vigore all’inizio del suo
pontificato: forte come la mano di Dio che spazza via ogni male, col passare
degli anni, soprattutto dopo l’attentato in cui viene colpito il suo corpo, ma
non la sua anima, ci mostra ancor di più la dolcezza e il significato dell’amore
misericordioso del Padre, che perdona tutti i suoi figli proprio come fece lui.
Ormai vecchio e stanco, non si sottrasse mai allo sguardo e all’abbraccio dei
suoi figli, insegnandoci come si possa vivere la sofferenza con dignità e
accettazione; anzi ricevendo il dolore come fosse un dono…Grazie Signore per
averci donato un così grande UOMO!