"Le cose che hai amato di più"

 

 di Biagio Antonacci
Dall'album "Tra le mie canzoni"

 

Quando non hai voglia di parlare, certe volte capita..
Non ti va di fare le domande, perché conosci le risposte.
Capita a te, come capita a me di piangere poi, per niente.
Non hai mai cambiato quei bottoni, sulla tua camicia blu.
Quello che nessuno ha mai capito e' stato il tuo vestire così
capita a te e capita a me
di ritornare a vivere
e di capire che quello che e' stato
e certe volte e' meglio
No non rimpiangere mai
non illuderti mai
certe cose non tornano più
e non pensarci di più
non pensarci anche se
anche se sono le cose che hai amato di più
e che restano lì
camminare a pieni nudi
a bordi delle strade
e quell'amare amare forte forte
fino a non mangiare più
e non dimentichi mai
non dimentichi mai
Capita a te come capita a me
che poi d'improvviso passa
e di capire che a volte il destino
ha più fantasia di noi
e............
No non rimpiangere mai
non illuderti mai
certe cose non tornano più
e non pensarci di più
tu non pensarci anche se
sono le cose che hai amato di più
e che restano lì
stare insieme almeno la vigilia di Natale
e quel nuotare al mare
con tua madre che strillava "Vieni qui"
e non farlo mai più
no...non farlo mai più
e.....
sono le cose che hai amato di più
certe cose non tornano tornano tornano più

 

 

 

E dopo svariati artisti che ci hanno raccontato l’amore, è arrivato il momento di un vero e proprio poeta, Biagio Antonacci.

"Le cose che hai amato di più"..... e ne sono davvero tante per ognuno di noi, un amore generale visto nelle varie sfaccettature, visto dagli occhi di una persona che probabilmente ha amato tanto, quasi un canto malinconico in ricordo di qualcosa che non tornerà mai più.

Questo testo non si riferisce ad un solo tipo di amore, non è solo l’amore finito tra due fidanzati, ma è anche il ricordo di una giovinezza passata, di una vita intera, di un qualcosa che ormai è giunto alla fine, con tutta la sua malinconia.

Sembra che l’artista divida in due parti la canzone: la prima dedicata alla tristezza del passato e per  ciò che si è perduto; la seconda sembra un grido di coraggio per poter guardare avanti e non piangere più, e soprattutto di non illudersi mai perché "certe cose non tornano più".

E sì, certe cose non tornano più, quante volte lo ripete Antonacci in questa canzone, non tornerà più quell’amore così forte che ci spingeva anche "a non mangiare più", non tornerà più quella spensierata infanzia, riassunta nelle grida di una mamma per il suo bambino che nuota lontano.

E' un canto malinconico, è vero, ma credo che alla fine l’artista abbia saputo ben miscelare il testo e le emozioni, dando un giusto peso a quella tristezza e scrivendo che non bisogna illudersi, ma guardare avanti e farci forza.