"Caruso"
di
Lucio Dalla
Dall'album:
"Caro
Amico Ti Scrivo"
Qui dove
il mare luccica e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto.
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.
Vide le
luci in mezzo al mare pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica
senti il dolore nella musica si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare.
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.
Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano così vicini e
veri
ti fan scordare le parole confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica
ma sì è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto.
Te voglio bene assaie
ma tanto tanto bene sai
h una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai
Chi di noi non ha mai ascoltato questa fantastica canzone, anzi di più, questa fantastica poesia!?
Scritta e interpretata dal famosissimo cantautore Lucio Dalla, "Caruso" è una canzone che ha fatto e sta facendo ancora la storia di Napoli.
Il cantautore racconta che questa canzone, che gli ha dato un enorme successo, è nata per caso. La sua imbarcazione ebbe un guasto tecnico e lui si trovò “costretto” a soggiornare in un noto albergo di Sorrento, lo stesso albergo dove anni prima era morto il famoso tenore Enrico Caruso. Gli albergatori raccontano a Lucio Dalla gli ultimi giorni di vita del tenore e in più che Caruso nutriva una profonda passione per una giovane donna a cui dava lezioni di canto. Lucia Dalla alle parole di quegli albergatori si commosse e, preso dalle emozioni, scrisse questa canzone.
Ma se leggiamo intensamente il testo, ci accorgiamo che si tratta di un racconto d’amore più che di una canzone. Viene narrata infatti la scena di un incontro tra due persone, nella magica atmosfera del golfo di Sorrento, visto dalla terrazza di un albergo, dove il mare e il suo splendore fanno da scenario.
A me piace pensare che Lucio Dalla abbia immaginato quella scena stile serenata, dove l’uomo abbraccia la sua donna e con il cuore in mano incomincia a cantarle la sua canzone, la sua passione. Chissà quante volte Caruso avrà ripetuto alla sua innamorata quelle parole ”te voglio bene assaie”... sì mi piace pensare che era lì a dedicarle quella passione che sentiva dentro, una passione così forte che era diventata come "una catena che scioglieva perfino il sangue nelle vene", un amore cioè che lo prendeva totalmente.
La canzone poi ci parla di un ricordo di Caruso: "le notti in America", notti fatte di luci, suoni e colori, ma che ormai nella sua mente erano diventate solo "la scia di un'elica".
Caruso è stato un grande tenore e il testo riesce ad immortalare la sua grandezza rispecchiando la sua passione per la musica: “sentì il dolore nella musica”, come a dire che anche la sua natura più vera stava per andare via.
Caruso viene definito poi "potenza della lirica", colui che "con un po’ di trucco e la mimica può diventare un altro", una frase che sintetizza tutta la sua grandezza.
Molto commovente la scena in cui si immagina l’ultima volta che Caruso ha guardato gli occhi verdi di quella donna, sentendo un grande dolore nel voltarsi e sentire che la vita finisce, ma poi ci lascia intonando ancor una volta il suo dolce canto...