"Carcere 'e mare"

di Claudio Mattone

tratto dal film "Scugnizzi"

 

 

Ancora quantu tiempo

ha da' passare

io da ca' dint'

me ne voglio ascire

ma tengo la pacienza

d'aspettare

carcere 'e mare

e aspett 'o viento ca'

me fa volare

e aspett 'o sole ca'

me fa asciuttare

e aspett 'o suonno

pe' pote' sognare

carcere e mare

ah....ah.....ah....ah.....

 

e ancora quantu tiempo

ha da' passare

io da' ca' dint'

me ne voglio ascire

ma tengo la pacienza

d'aspettare

carcere e mare

ah....ah....ah....ah....

 

 

Chi ha avuto il privilegio di vedere il musical “Scugnizzi” avrà sicuramente poi dopo affermato che si è trattato di uno spettacolo: oltre alla bravura degli attori si sente nell’aria l’intensità del tema che affronta questa opera. Ho voluto riprendere questa canzone molto bella, in questa versione cantata da Tosca, per il tema così profondo e delicato, che mi è particolarmente caro: i “carcerati”, come vengono chiamati qui nella mia terra. Nel mio lavoro sono quasi tutti i giorni a contatto con loro, e molti di loro mi ricordano questa canzone. Persone non diverse da noi, che nella loro vita hanno sbagliato qualche cosa e per quello stanno pagando. Gente che veramente si perde con lo sguardo nel vuoto, aspettando il loro giorno di libertà, per poter abbracciare le loro famiglie. E se è vero che loro sono colpevoli e per questo stanno scontando la loro pena, le loro famiglie sono innocenti. Più di una volta mi sono trovato di fronte a delle mamme che piangevano prima di andare ad un colloquio, più  di una volta ho visto occhi disperati che cercavano una parola di conforto.  Ascoltate questa canzone con orecchie nuove, provate a percepire la sofferenza che trasmette, mista ad una piccola speranza, e pensate che qualcuno la sta vivendo sulla propria pelle.