"Beati i misericordiosi
perché troveranno misericordia"
1.
Gesù non si è accontentato di annunciare questa
beatitudine, ma ha anche insegnato la via per conseguirla: modellarsi sulla
misericordia di Dio. «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre
vostro» (Lc 6, 36 ). Dio, amore infinito, quando vuole raggiungere le sue
creature non può farlo se non chinandosi fino al loro nulla, alla loro pochezza
con un atto di misericordia infinita. Per misericordia egli ha tratto l’uomo dal
nulla e l’ha tanto onorato da crearlo a sua immagine e somiglianza; quando poi
l’uomo lo ha tradito, la sua misericordia è andata a cercarlo nell’abisso del
peccato: « con eterno affetto ho avuto pietà di te » (Is 54, 8 ) e per redimerlo
ha oltrepassato ogni limite giungendo a sacrificare per lui il suo Unigenito.
Gesù, venuto nel mondo a incarnare la misericordia del Padre, ha dichiarato:
«Voglio la misericordia e non il sacrificio; non sono venuto infatti a chiamare
i giusti ma i peccatori » (Mt 9, 13 ).
La considerazione, o meglio la contemplazione della misericordia divina ha il potere di sciogliere la durezza del cuore dell’uomo, le sue intransigenze; le sue asprezze e di addolcirlo in un atteggiamento pieno di bontà verso i fratelli anche colpevoli, anche suoi debitori. Se la caratteristica dell’amore di Dio per gli uomini è la misericordia, come potranno i cristiani, figli di Dio, amarsi a vicenda senza misericordia? Nel discorso della montagna, dopo aver proclamato le beatitudini, Gesù presenta il precetto del l’amore appunto sotto il profilo della misericordia: «Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite quelli che vi maledicono» (Lc 6, 27-28). Senza questa profonda connotazione di indulgenza e di longanimità l’amore non potrebbe resistere a lungo fra creature che, per la loro debolezza, sono spesso le une alle altre occasione di angustia e quindi bisognose di perdono vicendevole. Come Dio ama l’uomo usandogli misericordia, così devono amarsi gli uomini fra loro, memori che quanto più saranno misericordiosi tanto più « troveranno misericordia».
2. Il grande premio promesso ai misericordiosi è quello di trovare misericordia, che è quanto dire assicurare la propria salvezza eterna. In cambio di un po’ di misericordia usata tra fratelli per offese o debiti che, per quanto grandi siano, sono sempre limitati e passeggeri, il cristiano godrà e canterà in eterno le misericordie di Dio.
Tuttavia non è raro che l’uomo sperimenti una certa difficoltà nell’usare misericordia agli altri; ciò può dipendere dall’essere troppo poco consapevoli della propria indigenza personale e quindi dell’immensa necessità che ognuno ha della misericordia di Dio. Al cospetto di Dio tutti, anche i santi, sono sempre dei grandi debitori, dei poveri indigenti; nessuno, eccettuata la Madonna, può dire di essere stato sempre fedele alla grazia e all’amore, nessuno può dire di non aver mai offeso Dio, almeno lievemente. Profondamente convinti di questo, i santi hanno sperimentato un bisogno immenso della misericordia di Dio e di riflesso hanno sempre giudicato poca cosa l’usare misericordia verso il prossimo, perdonando anche le più gravi offese. La consapevolezza della miseria personale rende comprensivi e indulgenti verso le debolezze altrui; Sentirsi profondamente bisognosi della misericordia di Dio, rende spontaneamente misericordiosi verso i fratelli. Allora il cristiano non trova più duro perdonare, ma sperimenta la gioia di saper perdonare; allora va in cerca di coloro che, avendolo offeso, hanno maggior diritto alla sua misericordia e gli danno l’occasione di imitare la misericordia del Padre celeste.
PREGHIERA: Accorro a te, Signore Gesù, a motivo della tua bontà, perché so che non disprezzi i poveri; né hai orrore dei peccatori. Tu non hai respinto il ladrone che confessava il suo peccato, né la peccatrice in lacrime, né la cananea supplicante, né la donna colta in flagrante adulterio e neppure il gabelliere assiso al suo banco; non hai respinto il pubblicano implorante misericordia o l’apostolo che ti rinnegava, né il persecutore dei tuoi discepoli e nemmeno i tuoi crocifissori. Il profumo delle tue grazie mi attira… Fa’ , o Signore, che a questo profumo rianimi il mio cuore, a lungo tormentato dal fetore dei miei peccati, affinché abbondi di questi profumi non meno soavi che salutari… Insegnami ad effondere il profumo della misericordia che è composto delle necessità dei poveri, delle angosce degli oppressi, delle ansie degli afflitti, delle colpe dei peccatori e infine di tutte le sofferenze di coloro che sono nel dolore, anche se sono nemici. Queste cose appaiono spregevoli [alla natura], ma il profumo che se ne ricava è superiore a tutti gli altri. È un balsamo che risana: « Beati infatti i misericordiosi perché troveranno misericordia »… felice l’anima che si studia di provvedersi abbondantemente di questi aromi, infondendo in essi l’olio della misericordia e infiammandoli con il fuoco della carità…
Fa’, o Signore, che io abbia il cuore pieno di compassione per i miseri, che sia incline a compatire, pronto a soccorrere, che mi ritenga più beato nel dare che nel ricevere. Fa’ che sia facile a perdonare e sappia resistere alla collera; che non acconsenta mai alla vendetta e in tutte le cose considèri le necessità degli altri come mie: che la mia anima sia impregnata della rugiada della tua misericordia, il mio cuore traboccante di pietà, in modo che sappia farmi tutto a tutti… e sia così morto a me stesso da non vivere più che per il bene altrui.
SAN BERNARDO, In Cantica