La Santa Comunione

E’ da tempo che desideravo scrivere qualcosa che ci servisse a meditare uno dei momenti più importanti della celebrazione eucaristica, quello della Santa Comunione. Nelle nostre assemblee liturgiche facciamo quasi sempre l’esperienza di vedere file interminabili accostarsi all’Eucarestia e posti vuoti davanti ai nostri confessionali. L’idea che ci siamo fatti della comunione sembra aver tagliato fuori il principio indissolubile dello stare in grazia di Dio prima di accostarci a ricevere il sacramento.
Per cominciare, credo sia importante sottolineare che presentarsi all’altare per ricevere il Corpo di Gesù dovrebbe costituire una decisione consapevole a quello che stiamo per fare. Una decisone fondata innanzitutto su un serio giudizio critico sullo stato in cui versa in quel momento la nostra anima, seguendo quelle che sono le indicazioni della santa chiesa: "Sono pienamente in comunione con la chiesa? Sono in uno stato di peccato mortale? (cfr 10 comandamenti). Sono a digiuno da almeno un’ora? Sono arrivato puntuale all’orario della celebrazione?".
Tante volte si pensa che basti recitare l’atto di dolore per sentirsi apposto con la propria coscienza, o chiedere perdono al Signore durante l’atto penitenziale all’inizio della celebrazione. Pensiero a dir poco scorretto e superficiale. Spesso mi sento ripetere questa domanda: “Ma devo confessarmi tutte le volte che voglio fare la comunione?”. La risposta viene da sé se abbiamo fatto un vero esame di coscienza. E’ ovvio che a questo inesauribile sacramento della misericordia di Dio dobbiamo accostarci con debita preparazione e pienamente consapevoli dei nostri peccati, ma soprattutto pentiti, addolorati per il male che a causa nostra abbiamo provocato nel cuore di Dio e della Chiesa, visto che siamo tutti membra dello stesso corpo. Il sacramento della confessione o della riconciliazione mi ridona l’innocenza battesimale se veramente pentito e propositivo nel non voler cadere più in quel peccato. In questo sacramento faccio esperienza del grande Amore di Dio Padre, che non vuole la morte di me peccatore, ma che mi converta e viva. Tutto questo potrebbe farci pensare che non potremmo, per quanto in grazia possiamo stare, accostarci mai alla Santa Comunione, tant’è che la tralasciamo con la stessa superficialità con la quale non siamo preparati. Se qualche volta ci si astiene dalla comunione per umiltà, o per un giusto impedimento va bene, ma se lo si fa per rimandare la confessione e cadere così in un grande torpore spirituale bisogna subito scuotersi e reagire, solo così sentiremo la grande misericordia di Dio che apprezzerà di certo la nostra buona volontà a non permanere nel peccato.
Oltre la comunione sacramentale esiste anche quella spirituale. Se per una valida ragione non ci si può accostare al sacramento perchè non in grazia e nemmeno ricevere il perdono di Dio, ci viene in aiuto questo invisibile ristoro dell’anima. Ovvero visto l’oggettivo impedimento io desidero riceverti Signore come ti desiderarono nella comunione molti santi. “O mio Dio, amore eterno che sei tutto il mio bene, la mia felicità senza fine. Anche se non sono degno di sentire tutta quella devozione, tuttavia ti offro il mio cuore. Signore, mio Dio, mio creatore e redentore, io desidero riceverti oggi con quella amorosa venerazione, con quella fede e speranza e purità di cuore, con i quali ti desiderò e ti ricevette la santissima Madre tua la gloriosa Vergine Maria. Accetta o Signore Dio mio, il mio desiderio di darti infinite lodi e copiose benedizioni. Tutto questo io ti dono ora, e voglio donarti ogni giorno e in ogni tempo, invocando con calorosa preghiera tutti gli spiriti celesti e tutti i tuoi fedeli a unirsi a me nel renderti grazie e nel darti lode”.
E’ ovvio che solo accostandoci alla Santa Comunione noi troviamo la forza per continuare la nostra battaglia contro lo spirito del male ed essere testimoni credibili della presenza di Dio in mezzo a noi, e non solo portatori di sane ideologie. Accostiamoci dunque a ricevere Gesù, ma facciamolo in grazia, altrimenti mangeremo da soli la nostra condanna!