Breve momento di preghiera
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Preghiamo:
Dio, Padre nostro, guidaci in questo itinerario di preghiera e di comunione con i nostri fratelli e metti sulla nostra bocca parole vere, nel nostro cuore veri sentimenti, nelle nostre mani e nei nostri corpi gesti autentici.
Sostieni la nostra debolezza, raduna le nostre energie, riunisci i nostri pensieri che vagano attratti da mille desideri e da mille paure: raccoglili nell’unità, al centro dell’unità che è tuo figlio Gesù Cristo.
PREGHIAMO con il salmo 114
Amo il Signore perché ascolta
Il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.
Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza e angoscia
e ho invocato il nome del Signore:
“Ti prego, Signore, salvami”.
Buono e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili:
ero misero ed egli mi ha salvato.
Ritorna, anima mia, alla tua pace,
poiché il Signore ti ha beneficato;
egli mi ha sottratto dalla morte,
ha liberato i miei occhi dalle lacrime,
ha preservato i miei piedi dalla caduta.
Camminerò alla presenza del Signore
sulla terra dei viventi.
Gloria al Padre, al Figlio
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
LETTURA: Dal Vangelo di Luca (10,21)
In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto»
Per meditare un po’…
E’ una delle quattro preghiere che Gesù rivolge al Padre nel vangelo di Luca. E’ una preghiera di esultanza, suscitata dallo Spirito, che si manifesta nella lode. La lode nasce dallo sguardo contemplativo di Gesù sulla sua missione che continua in quella dei discepoli.
Ringraziare per gli altri in cui ci si vede personificati è cosa mirabile.
La circostanza era singolare: Gesù aveva attorno i discepoli che erano di ritorno da una loro grande esperienza di apostolato. Erano avvenute cose meravigliose ed essi andavano a gara a raccontarle al Maestro.
Come erano semplici quegli uomini, ed insieme felici di aver compiuto cose grandi per Gesù!
E Gesù ne godeva, in silenzio.
Come erano diversi dai pettoruti Scribi, esperti in dottrina religiosa, ma che tenevano tutto per sé e con Gesù non cercavano che cavilli o questioni inutili!
Ed ecco Gesù, a tale confronto, divenire radioso in volto ed esprimersi in una gioia indescrivibile, nel colloquio con il Padre: “Ti ringrazio, o Padre “. “Sì, ti ringrazio, perché hai voluto far conoscere a povera gente cose che hai lasciato nascoste ai sapienti “.
Una tale scelta del Padre inondava di gioia il cuore del Maestro. Gli ultimi apparivano sempre i privilegiati. Ma quali erano le cose che risultavano nascoste ai saggi e aperte agli umili?
Forse la capacità di vedere l’opera di Dio nella loro attività e saperla comunicare gioendone e condividendola.
(Don Primo Mazzolari – “La Parola che non passa”)
Molti spiriti complicati - i cuori semplici vanno dal Signore spontaneamente - portano perfino nella preghiera le loro incertezze, e fanno lunghe discussioni se conviene pregare per questa o per quella intenzione, se conviene domandare questo piuttosto che quello.
Quasi sempre costoro sono dei teologi, o gente che vi bazzica intorno, i quali sono portati, dal loro molto investigare le cose divine, a dimenticare che la preghiera, sia essa di lode o di ringraziamento, d’invocazione o di pentimento, è sempre e prima di ogni altra cosa un abbandono.
E questo abbandono non è soltanto l’accettazione incondizionata degli imperscrutabili disegni dell’amore divino, ma è il mio portarmi in Dio quale sono e a lui abbandonarmi quale sono.
Per buttarsi tra le braccia del Padre, l’unica condizione richiesta è di buttarsi senza condizione. È una resa a discrezione all’amore, che si compie da ambedue le parti.
Non ci sono che le preghiere pensate fuori da ogni passione che riescono a distinguere, numerare, misurare. Ma se il cuore mi scoppia dentro, se io muoio di fame, mi alzo quale sono, mi metto in strada e cammino come posso, e non m’accorgo che sono vestito da pezzente, che non so più parlare, che non ho più voglia di ragionare.
E quando incontro il Padre, invece di parlargli garbatamente, come impongono certi galatei ascetici, gli dico di me il buono e il gramo.
Dio mi riceve quale sono, non mi mette alla porta perché sono arrivato fuori orario, mi ascolta fino in fondo, per quanto strano e scomposto sia il mio discorso.
BREVE SILENZIO
Preghiere spontanee da rivolgere a Gesù….
Preghiera del Padre Nostro
Preghiera per la nostra Comunità
Aiutaci ad essere sempre “un cuor solo e un’anima sola”
condividendo gioie e dolori, avendo una cura particolare
per gli ammalati, gli anziani, i soli, i bisognosi.
Fa’ che ognuno di noi si impegni ad essere vangelo vissuto,
dove i lontani, gli indifferenti, i piccoli scoprano
l’Amore di Dio e la bellezza della vita cristiana.
Donaci il coraggio e l’umiltà di perdonare sempre,
di andare incontro a chi si vorrebbe allontanare da noi,
di mettere in risalto il molto che ci unisce
e non il poco che ci divide.
Dacci la vista per scorgere il tuo volto in ogni persona
che avviciniamo e in ogni croce che incontriamo.
Donaci un cuore fedele e aperto, che vibri
a ogni tocco della Tua parola e della Tua grazia.
Ispiraci sempre nuova fiducia e slancio
per non scoraggiarci di fronte ai fallimenti,
alle debolezze e alle ingratitudini degli uomini.
Fa’ che le nostra Comunità Tabor sia davvero una famiglia,
dove ognuno si sforza di comprendere, perdonare,
aiutare, condividere; dove l’unica legge
che ci lega e ci fa essere veri viandanti,
sia l’amore scambievole.
Amen.
Concludi con la Salve Regina oppure un’altra preghiera alla Vergine Santissima