L’importanza della preghiera nella vita dei cristiani
Perché pregare?
Quanto pregare?
Sono interrogativi ai quali vogliamo rispondere in questa breve catechesi, utilizzando i testi evangelici
“Congedata la folla, Gesù salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù” (Mt. 14,23).
Il vangelo ci presenta Gesù che necessita di separarsi dalla folla e dagli stessi discepoli per ritirarsi a pregare. Segno evidente che la preghiera necessita di raccoglimento, silenzio e luoghi adatti. Mai come ai nostri giorni questa è una verità particolarmente adatta alla nostra situazione di una società caotica e confusa.
Altro momento significativo della vita di Gesù nell’imminenza della sua passione e morte è il momento della preghiera nel Getsèmani: “Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare” (Mt. 26,36).
Nei momenti difficili della nostra vita, abbiamo bisogno di potenziare il nostro coraggio nell’affrontare la prova dolorosa e sofferente fondando il tutto sulla preghiera.
C’è anche uno stile di pregare che è necessario recuperare, sul modello del Cristo orante.
“Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa” (Mt. 6,5).
La preghiera sincera richiede riservatezza e umiltà, mai deve essere pensata e fatta per dimostrare agli altri la nostra struttura o mentalità misticizzante.
Ma ci sono altri fattori importanti da considerare nella preghiera e che il Vangelo ci richiama in modo esplicito: “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati” (Mc. 11,25).
E’ evidente che chi vive una situazione personale di conflittualità non è nelle migliori condizioni per elevare a Dio la preghiera. Bisogna essere in pace con tutti e soprattutto con la propria coscienza per elevare a Dio preghiere degne di essere definite tali.
La preghiera cristiana è anche preghiera che esprime contenuti di fede e di esperienze: “Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli» ” (Lc. 11, 1).
E la preghiera che Gesù insegnò ai suoi discepoli fu il “Padre nostro”. In questa preghiera di Gesù troviamo la sintesi ed i contenuti essenziali della preghiera, secondo il cuore di Cristo. Un aspetto importante da considerare nella preghiera del Padre nostro è quel “sia fatta la tua volontà”. La vera preghiera è fare la volontà di Dio in ogni circostanza della propria vita.
C’è pure un tempo da destinare alla preghiera: Ci sono limiti particolari da osservare a questo proposito? Gesù è esplicito a tale riguardo: “Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi” (Lc. 18,1).
La preghiera deve essere continuativa e incessante. Ogni atto che compiamo deve rivestire e riflettere questa intima unione con Dio, questo spirito orante che portiamo dentro di Dio.
La preghiera è, inoltre, un potente mezzo per ottenere da Dio ciò di cui abbiamo bisogno soprattutto su un piano spirituale: “Bussate e vi sarà aperto, chiedete ed otterrete, cercate e troverete” (Luca 11,9).
La preghiera fa i miracoli ed il primo miracolo che compie è la personale conversione e la capacità di amare anche i nostri nemici.
Ecco perché la preghiera, soprattutto in questo tempo, è un mezzo efficacissimo per muovere a compassione di noi, il Dio della misericordia ed il Principe della pace, Cristo nostro unico salvatore.
Alcuni testi fondamentali del Nuovo Testamento – riguardanti la preghiera
Vangelo secondo Matteo 6, 5
“Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa”.
Vangelo secondo Matteo 14, 23
“Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù”.
Vangelo secondo Matteo 26, 36
“Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai
discepoli: Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”.
Vangelo secondo Matteo 26, 53
“Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?”.
Vangelo secondo Marco 6, 46
“Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare”.
Vangelo secondo Marco 11, 25
“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati”.
Vangelo secondo Luca 5, 16
“Ma Gesù si ritirava in luoghi solitari a pregare”.
Vangelo secondo Luca 6, 12
“In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione”.
Vangelo secondo Luca 9, 18
“Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».
Vangelo secondo Luca 9, 28
“Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare”.
Vangelo secondo Luca 11, 1
“Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli»”.
Vangelo secondo Luca 18, 1
“Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi”.
Vangelo secondo Luca 18, 10
“Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano”.
Atti degli Apostoli 9, 40
“Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma
disse: «Tabità, alzati!». Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a
sedere”.
Atti degli Apostoli 10, 9
“Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare”.
Lettera ai Colossesi 1, 9
“Perciò anche noi, da quando abbiamo saputo questo, non cessiamo di pregare per voi, e di chiedere che abbiate una conoscenza piena della sua volontà con ogni sapienza e intelligenza spirituale…”.
Prima lettera di Giovanni 5, 16
“Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita; s'intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte: c'è infatti un peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare”.
P.s. Scegli un brano tra questi e cerca di mettere per iscritto ciò che lo Spirito Santo ti suggerisce!!!