Rifletti e rispondi alle domande….

 

 

 

UN SI’ DA DISCEPOLO..

 

La nostra vita è un’avventura e una sfida continua, quotidiana…

Ogni giorno il Signore ci chiama  a metterci in cammino e qualche volta ci conduce per sentieri  sconosciuti….

Quante volte ci troviamo di fronte a dei bivi e quante volte siamo chiamati a scegliere la strada giusta!!!!!!

 

@ Prova a chiederti: Dove sto andando? Dove mi chiede di andare il Signore? Come rispondo alle sue chiamate?

 

Il Signore ci chiama  ad essere suoi discepoli e di averlo come punto di riferimento, come bussola!!

 

Chi è il discepolo?

E’ colui che ha incontrato il Signore, che ha fatto esperienza di Lui, che ha trovato in Lui il senso della vita e si è lasciato conquistare. E’ colui che è stato chiamato per stare con  Gesù e per essere inviato (Mc 3,14); che ha saputo rispondere, si è messo in cammino perché si è fidato e ha osato. E’ colui che ha lasciato, perché ha incontrato(Mt 13, 44-46). Solo conoscendo l’amore del Signore e accettando la propria profonda povertà si potrà obbedire al comando: “Vieni e seguimi”. In sintesi, il discepolo è colui che ha deciso che Cristo è la Via, la Verità e la Vita (cfr. Gv14,6) della sua esistenza.

 

@ Ha la tua vita  un senso,  una direzione?

 

Il discepolo è colui che ascolta…

Il discepolo è colui che si lascia formare dalla Parola. La condizione fondamentale perché ci sia un vero ascolto della Parola, è l’amore fiducioso per colui che, attraverso di essa, parla al nostro cuore. Senza un amore radicale e forte per il Signore, il nostro cuore resta chiuso all’ascolto della sua voce. Ascoltare vuol dire far entrare nel nostro cuore e nella nostra vita colui che ci parla.

 

@ C’è qualcosa che ti impedisce di ascoltare con libertà il Signore?

 

Il discepolo è colui che segue…

Il discepolo è colui che prende una via, non una qualunque, ma la via di Gesù: “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini” (Mc 1,27).

Seguire vuol dire assumere un destino, mettersi in cammino, uscire dalle proprie sicurezze.

 

Quando Gesù chiama qualcuno perché lo segua non dà nessuna spiegazione, non dice il motivo per cui chiama. Si tratta di un invito molto esigente e serio, perché in virtù di questa parola si abbandona la famiglia (Mt 4,22; 8,22; Mc 10,28), il lavoro e la professione (Mt 4,20.22; Mc 1,18), i propri beni (Mt 19, 21.27). Insomma si tratta di qualcosa di estremamente serio, poiché suppone un giro totale nella vita di una persona (Mc 10,17-22).

 

In alcuni casi l’invito che Gesù fa di seguirlo è sorprendente e forte. La sequela non ammette condizioni e suppone una decisione radicale, che rompe con il passato e si apre a un compito, a un destino totalmente nuovo.


 

@ C’è qualcosa che ti impedisce di fidarti totalmente del Signore?

 

Il discepolo è colui che porta la croce…

Quando Gesù invita i suoi discepoli a seguirlo, mette anche delle condizioni e una di queste è proprio quella di portare la croce: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà”(Mc 8,34-35).

La croce è il prezzo che paga chi è capace di essere fedele fino in fondo, di credere e di amare senza mezze misure!!!

Portare la croce vuol dire avere il coraggio di liberarci dai nostri interessi e  progetti personali, per assumere il progetto di vita di Gesù. Chi seguiva Gesù doveva impegnarsi con lui a “perseverare nelle sue prove” (Lc 22,8), compresa la persecuzione (Gv 15,20).

Vuol dire seguirlo senza condizioni, disposti a giocarsi la vita.

Significa accettare il suo cammino,  anche se non lo si capisce fino in fondo,  fidandosi di Lui che cammina davanti.

Bonhoeffer diceva che “Rinnegare se stessi vuol dire conoscere solo Cristo, non più se stessi, vedere solo lui che precede e non più solo la via che è troppo difficile per noi. Rinnegare se stessi significa: egli precede tu tieni stretto a Lui”.

 

@ Quali sono le “croci” che non riesci ad accogliere e che ti impediscono di camminare con libertà?

 

Il discepolo è colui che è fedele fino alla fine…

Il discepolo è colui che è fedele fino alla fine. Colui che accompagna Gesù fino alla croce, che non si tira indietro, che ha fiducia e speranza; che non conta sulle proprie forze, ma si fida; che crede che l’amore è più forte della morte (Gv 19, 25-27).

 

@ Come vivi la  tua fedeltà al Signore?

 

Il discepolo è colui che diventa  testimone…

Il discepolo è chiamato per “stare”(Gv 1,39) e per “essere inviato”: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni… Ecco, io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20). Il prototipo del discepolo è il martire, colui che diventa testimone, che annuncia con le parole e con la vita quello che ha visto, che ha toccato, che ha sperimentato: “…ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita,… noi lo annunziamo anche a voi” (1 Gv 1-2).

 

@ Qual è la testimonianza che oggi ti chiede il Signore e di cui il mondo ha bisogno?