Fitness spirituale estivo (1) – Respiri di silenzio

 

Con l’estate sono arrivate le vacanze: un tempo per rallentare il ritmo frenetico di studio/lavoro, anche per chi non ha l’opportunità di recarsi in qualche località turistica. Perché non approfittarne allora, e ritagliarsi lo spazio per tonificare e irrobustire il nostro rapporto con il Signore?

A chi non manda la propria fede in vacanza…propongo qualche esercizio di fitness spirituale.

Iniziamo con gli esercizi di respirazione, per eliminare le tossine della stanchezza e ossigenare li spirito.

Per svolgere in modo proficuo questo esercizio è bene ricercarsi le condizioni migliori di luogo e di tempo: un posto tranquillo, lontano dal traffico e dai rumori, possibilmente al mattino presto (provare per credere), ma ogni momento è buono.

Una volta trovate le condizioni ideali, occorre passare dal silenzio esteriore a quello interiore, attraverso due movimenti:

 

Penso che molti a questo punto scopriranno che riuscire a fare davvero silenzio non è per niente facile, perché il rumore interiore è a volte più assordante di quello esteriore, ma con l’allenamento si arriva a spalare pian piano questo ammasso di parole, e a scoprire ciò che abita il profondo del mio cuore, lì dove si fa sentire più chiara e più forte la voce di Dio.

A questo punto arriviamo al terzo e ultimo passo dell’esercizio:

 

 

N. B. Compatibilmente alle occupazioni di ognuno, è bene ripetere, anche brevemente, i respiri di silenzio più volte al giorno. E’ consigliabile sempre come esercizio preparatorio alla preghiera.

 

 

  

Fitness spirituale estivo (2) – Stepping di adorazione

 

Con il ferragosto ormai alle porte, propongo un esercizio rilassante e al contempo tonificante, come può esserlo l’adorazione eucaristica.

Qualcuno forse può pensare che sia solo rilassante, anzi, addirittura “soporifero”, magari all’inizio può essere anche così, basta incominciare a prendere il ritmo… Passo dopo passo ci s’inoltra in un cammino sempre più coinvolgente, fatto di dialogo e ascolto.

 

Il Signore Gesù è lì per te: aprigli il cuore, confidandogli quello che senti e che vivi. Non c’è cosa che non gli stia a cuore di te: affidagli le preoccupazioni, i desideri, i dubbi, le fatiche, persino i peccati… Lui sa comprenderci benissimo, perché ha sperimentato la fragilità della nostra condizione facendosi uomo e, tornando al Padre, ha voluto assicurarci che sarebbe stato con noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 20,28). E lo è davvero, in modo particolare attraverso l’ostia consacrata, un piccolo pezzo di pane che è il riassunto vivente di tutto l’amore di Dio per l’uomo. Nel dialogo fai rientrare anche il ricordo degli altri: le persone che ti sono care, quelle che sai essere in difficoltà materiali o spirituali e, allungando il passo, arriva a quei fratelli sofferenti e provati dei quattro angoli della terra (basta dare anche solo un’occhiata ai giornali per rendersi conto di quanti siano!).

 

La voce del Signore non si sente con le orecchie del corpo, ma con quelle del cuore, e questo richiede un certo allenamento a stare davanti a Lui, anche solo semplicemente guardandolo e lasciandosi guardare da Lui, come diceva il curato d’Ars. Oltre a S. Giovanni Maria Vianney, tanti altri, non solo grandi santi, ne hanno fatto esperienza.

Ne cito uno: Carlo Carretto, che dopo tanti anni spesi nell’insegnamento e nell’impegno in Azione Cattolica, a 42 anni entrò a far parte della congregazione religiosa dei Piccoli Fratelli di Gesù, fondata dal beato Charles de Foucauld. In uno dei suoi scritti dice: “Ho puntato per giorni e giorni gli occhi su questo Pane, ho vissuto per settimane in grotte nel deserto con questa unica Presenza e sempre, sempre, Lui mi ha detto nella fede: “Sono qui, non temere”. “Sono qui e ti amo”. “Non aver paura dell’oscurità, sii bambino davanti alle mie parole”.

L’adorazione prosegue alternando dialogo e ascolto in un cammino armonico che, nutrito di silenzio e di preghiera, ci allena alla contemplazione, che è il traguardo finale del fitness spirituale.

Dice Gesù che: “ Il Padre cerca tali adoratori” (Gv 4,23): lasciamoci interpellare dal suo invito!