La prima esperienza dei Pit-Stop residenziali
ovvero
“la posa della prima pietra”
Carissimi Viandanti e simpatizzanti della nostra comunità,
è con il cuore colmo di gratitudine che ringrazio il Signore per le meravigliose esperienze che ci ha fatto vivere in questo ultimo periodo. Già la volta scorsa abbiamo avuto modo di riflettere sull’abbondante grazia accolta e ricevuta dal cuore di Dio durante l’ultima festa di accoglienza. Da allora, altri fratelli si sono messi in cammino con noi e se Dio vuole altri ancora ne verranno. Per questo mese, l’attenzione si focalizza sulla prima esperienza dei Pit Stop residenziali vissuta da un piccolo e nutrito gruppo di viandanti. Quello che ci portiamo nel cuore e negli occhi sono sensazioni e immagini che non trovano categorie adatte per essere spiegate in pienezza, solo chi ci è stato può tentare di dire quanta grazia di Dio abbiamo toccato con mano. Vi prego dunque di accogliere nella semplicità queste piccole considerazioni che butto giù così come mi nascono dal cuore.
La prima cosa positiva che ha segnato questa esperienza è stato il luogo che ci ha accolto, ovvero la struttura messaci a disposizione dai frati di Madonna della Libera. Ovviamente non abitavamo in un castello, ma quello che ci riempiva il cuore e dava modo allo Spirito di vivere in comunione era il panorama mozzafiato che regnava sovrano e faceva da cornice meravigliosa alla nostra struttura. Le giornate erano vissute nella semplicità, lasciando spazio alla preghiera comunitaria, personale e alle proprie abituali occupazioni di studio e/o di lavoro. Sono stati giorni all’insegna della condivisione. Infatti ognuno di noi era partecipe di quanto facevano o vivevano gli altri, dai lavori di casa stabiliti con una regolare turnazione, all’accoglienza di quei fratelli e sorelle che rientravano la sera dopo una giornata di studio o di lavoro. Il clima di fraternità, l’inclinazione al sacrificio, la collaborazione di tutti, i momenti di preghiera, specie le lodi al mattino e la compieta alla sera e gli incontri di formazione, hanno dato vita a quella che noi viandanti desidereremmo fosse una esperienza di vita stabile. Come ogni singolare esperienza, a tenerci compagnia sono state anche le parole di una bellissima canzone che ha fatto da colonna sonora alla nostra esperienza. Ho potuto vedere negli occhi di tutti la gioia di appartenere al Signore e di sentirsi fratelli, la sensibilità ai bisogni degli altri, la delicatezza di chi in questi giorni è riuscito ad entrare nel cuore dei suoi compagni di stanza e di gruppo, la felicità di accogliere tutti quelli che venivano a trovarci e sedevano a mensa con noi, ma anche la stanchezza sui volti provati dalle giornate difficili e la voglia di fare sempre meglio e di più! L’incontro di comunità vissuto il 5 presso al nostra struttura, ospitando tutti i viandanti, ha dato colore e sapore anche a questa esperienza vissuta da pochi intimi. Fin dal mattino si sentiva nell’aria di “casa tabor” l’emozione dell’attesa, la voglia di accogliere tutti quelli che sarebbero venuti all’incontro… una giornata conclusasi alla sera con una preghiera di ringraziamento al Signore per i prodigi che sempre compie nella vita di ciascuno di noi ...Continua
...Quelli che hanno avuto modo di prendere parte a questa esperienza si sono sentiti subito a casa come una vera famiglia, hanno dato molto, ma che dico, tutto quanto avevano e lo hanno messo a disposizione dell’intera comunità. E’ anche grazie a loro se questa esperienza è stata vissuta come la celebrazione della “posa della prima pietra spirituale” ad un progetto che vuole andare avanti non per capriccio o per orgoglio, ma perché ogni giorno è reso tangibile e confermato dai continui segni che il Signore ci manda.
Il culmine di tutto è stato il momento di Adorazione Eucaristica vissuto venerdì sera. Alla presenza di Dio ci siamo sentiti veri pionieri di questa esperienza e abbiamo chiesto al Signore di darci conferma e coraggio nel portare avanti da ora in poi il sogno della nostra Comunità. Una boccetta di profumo portata a casa ci ricorderà la fragranza di essere fratelli e figli dello stesso Padre.
Permettetemi di dire grazie a tutti quelli che si sono adoperati per la magnifica riuscita di questa esperienza, in particolar modo all’L.d.C e a chi come il mio papà, nell’umiltà e nel silenzio, ha voluto rendere speciali i momenti del pranzo e della cena facendoci gustare delle vere e proprie prelibatezze, frutto non solo di chi sa cucinare, ma anche di chi sa che ogni cosa è fatta per il Signore.
In ultimo, una parola a chi vorrebbe vivere le prossime esperienze ma non sa decidere: “mi rivolgo a te fratello o sorella che nel cuore hai questo desiderio e per la paura di fare un flop non ti decidi, tuffati nel cuore di Dio e troverai la pace, aggrappati alla sua mano e ti aiuterà a camminare. Lasciati guidare da Lui e non smarrirai la tua strada!”.
Adesso non ci resta che aspettare i prossimi Pit Stop che si terranno dal 1 al 6 gennaio 2010 e nel frattempo cercare di diffondere il profumo di questa esperienza vissuta, per rendere sempre di più credibile la presenza di Dio in mezzo a noi ed essere così veri testimoni di quello che abbiamo vissuto insieme, ovvero "essere uno pur essendo molti".
Con gratitudine
Don Fabio