Natale 2010
"Non temete, vi annuncio una grande gioia!"
Carissimi Amici viandanti,
le parole dell’angelo ai pastori, che sostavano con il loro gregge sulle
colline di
Bethlem, risuonano anche per noi in questa notte santa.
L’eterno abita il tempo, la Parola si fa carne, Dio viene ad abitare in
mezzo a noi, scegliendo la nudità, la povertà e la semplicità, per aiutarci
a sentire il suo amore misericordioso.
Non ci può essere tristezza nel cuore degli uomini stanotte. Ognuno deve
mettersi in cammino come i pastori, per andare a
contemplare con gli occhi della fede il prodigioso segno di un Bambino
avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia! Ma possiamo veramente avere
gioia nel cuore noi gente del 21° secolo? Cuori lacerati dal dolore,
tristezze, solitudini, giorni carichi di fatica e di sudore. E soprattutto
il terrore per il vuoto, il nulla. Mi tornano alla mente i tanti volti con
cui ho avuto a che fare quest’anno e altri
ancora per i quali abbiamo pregato insieme! Quante storie, tutte
diverse, ma nello stesso tempo in cerca della stessa cosa: la gioia! Penso a
chi raccoglie fallimenti da tanto tempo, a chi guarda indietro con
rimpianto, a chi ha fame, a chi, in sala d’attesa, ha atteso o attende
sentenze, e chi negli ospedali, tra i tormenti della solitudine, muore. Ai
reparti oncologici infantili, alle oppressioni, agli stupri, alle angherie
di ogni tipo, a chi è ancora alla ricerca di sua figlia, perché sparita nel
nulla da tanti giorni… Penso ai popoli in guerra anche oggi, al rancore,
all’odio, alla violenza e soprattutto a chi non ce la fa più e cerca
disperatamente un modo per farla finita per sempre! Questo è lo scenario del
Natale, questo è il presepio dove Gesù nasce, lo sterco nella quale Maria lo
depone dopo la fatica del parto e lo stupore di Giuseppe, che impacciato,
resta inerme e silenzioso dinanzi a tanto stupore. Allora, possiamo essere felici veramente stanotte? Per noi cristiani il Natale
dovrebbe essere il giorno che ci aiuta a rinvigorire la speranza messa a tacere
lungo questo anno dai nostri limiti e dalla troppa voglia si cavarcela da soli. Gesù assume la nostra stessa condizione, non trova nulla di meglio che
incarnarsi nella nostra carne, Lui viene per noi, decide di nascere povero,
capovolgendo tutta la logica di potere e di sopruso con cui abbiamo a che fare
ogni giorno nei vari ambiti che ci vedono protagonisti o spettatori.
Vorrei rivolgermi in particolare a chi si sente escluso da tanta grazia, a
questi fratelli che esistono agli occhi del mondo solamente perché registrati
all’anagrafe, a quelli che siedono a mendicare lungo i nostri marciapiedi, a
tutti quelli che continuamente ci tendono la mano in modo inopportuno, a quelli
per i quali stanotte non arriveranno regali, a quelli che non hanno un volto, un
nome, gli anonimi del nostro tempo, a voi dico: Gesù nasce per te! Sì, hai
capito bene, per te e solo per te. Egli non viene per me che ho già tutto, una
casa, un lavoro, delle amicizie. Egli viene per ridare dignità e sapore alla tua
vita, a te che lo senti vicino perché come Lui hai sperimentato l’amarezza del
tutto esaurito, a te che ogni giorni ti sforzi di apparire secondo la logica del
mondo pur di avere qualcuno che si accorga di te, a te che stai cercando di fare
un passo verso di Lui e non riesci ancora a vedere che Lui ne ha già fatti 100
verso di te. A te che stanotte, dopo tanti anni di matrimonio, ritornerai a
letto senza tuo marito. A te che ti disperi perché non ti sei mai resa conto di
ciò che stava accadendo nella vita di tuo figlio e adesso lo hai perso per
sempre. A te che hai messo tutto in discussione e ti sforzi di seguirlo,
fidandoti esclusivamente della sua Parola. A te che non riesci a trovare pace
perché la cerchi in posti sbagliati. Ma soprattutto viene per te che dalle
parole che l’angelo annuncia ai pastori in quella notte di l uce non ti
lasci nemmeno sfiorare….forse ancora non lo sai, ma per te Dio stanotte si è
fatto uomo!
Voglio augurare a tutti voi e alle vostre famiglie un Natale secondo il cuore di
Dio. Un Natale che porti, a chi lo desidera, da oggi e per l’eternità, la gioia
di non sentirsi più solo, a chi nonostante tutto, sente ancora la voce
dell’angelo che osa ripetere al nostro cuore:
“Non temete, vi
annuncio una grande gioia!"
Con l’affetto di
sempre
Don Fabio