«Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce,
adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,12)
Carissimi Viandanti della Carità,
lo splendore che rifulge in questa santa notte di Natale pervade i nostri cuori e riaccende in noi lo stupore di un Dio, Gesù, che viene a condividere la nostra esperienza umana.
Sono così tanti i desideri che mi porto nel cuore che sarebbe difficile, se non impossibile, riassumerli tutti in poche parole... La calda atmosfera che si respira ci riporta indietro negli anni a quando eravamo bambini e nell’aria si sentivano riecheggiare le dolci nenie natalizie. Quanti anni sono passati, quanti natali già consumati, natali vissuti accoccolati dal colore dei focolari domestici, quando bastava un nonnulla per renderci veramente felici. Oggi purtroppo non è più così! Oggi il Natale lo si guarda da lontano: il mistero del Dio che si fa carne non incanta più nessuno, a differenza delle miriadi proposte che ci vengono da tutte le parti e che ci invitano a trascorrere questi giorni in maniera trasgressiva, lontani dalle nostre case, assordati non più dal vecchio suono di antiche zampogne, che portavano nel cuore di tutti le intense emozioni dei pastori di Nazareth, ma frastornati dalle mille voci anonime, che raccontano di disavventure e delusioni consumate nei bassifondi di una società egoista e indifferente. Credo però che sia giunto il tempo di riappropriarci del vero senso di questa festa, di ricominciare a vivere il Natale lasciandoci avvolgere dal fascino di questo mistero, così grande per la nostra mente, ma così atteso nei nostri cuori. Natale è il giorno di un Dio che nasce povero per arricchire la nostra vita spesse volte vuota e priva di significato. Natale è il giorno di un Dio che nasce umile per distruggere il potere di chi pensa che tutto si possa conquistare con la forza. Natale è il giorno di un Dio che è venuto a portare Amore e ridare dignità alla nostra vita decaduta a causa del peccato.
Se vogliamo vivere in pienezza il mistero del Natale dobbiamo fermarci a contemplare questo Bambino avvolto in fasce. E allora, tra le pieghe della nostra vita quotidiana, fatta di abitudini, pensieri, preoccupazioni, entusiasmi, delusioni, fatiche, riprese… potremo contemplare lo spettacolo inaudito di un Dio che cammina con noi. Questo Dio, che nessuno ha mai visto, ora si rivela, si racconta, si dona! Questa è la grande notizia che ci viene dal Natale ed ognuno di noi deve farsi portavoce di quello che sarà chiamato a vivere in questi giorni.
Molta gente vive oggi come se Dio non esistesse, siamo circondati da tanta indifferenza non solo nei vari ambienti sociali, ma anche tra noi credenti, che pensiamo di essere già arrivati a destinazione. Mi piacerebbe che questo Natale riportasse nel cuore di ogni uomo la gioia di sentirsi fratello con i fratelli, l’amore per la condivisione e la partecipazione attiva alle sofferenze degli altri. Come non poter pensare alla crisi che tante famiglie, a causa del lavoro precario, stanno affrontando? Conosco persone che non sanno nemmeno cosa portare a tavola, volti a noi conosciuti che abitano vicino a noi, che condividono le nostre passioni, ma che non sanno dove sbattere la testa. La gioia del Natale deve convincerci che non possiamo camminare da soli chiusi nel nostro mondo ovattato e super protetto, il dono che Dio ci fa del suo unico Figlio Gesù è dono di tutti e per tutti!
Ancora un pensiero a chi vive lontano dal Signore, a chi pensa la fede come un optional a cui aderire solo nei momenti di difficoltà, a chi pensa di potersela cavare da solo contando solamente sulle proprie forze. I Viandanti della Carità devono poter scaldare i tanti cuori freddi e chiusi che incontrano sul loro cammino, ricordiamoci che noi siamo portatori dell’Amore vero, lo stesso che ha cambiato la nostra vita! Scrolliamoci da dosso le tante parole belle che, specie in questi giorni, escono dalla nostra bocca, rimbocchiamoci le maniche del cuore e con i fatti facciamo sentire quanto è grande il Signore, quanto Amore ha in serbo per quelli che lo cercano con cuore sincero e per quelli che ne sono indifferenti. A partire da noi, dalla nostra Comunità, dalle nostre famiglie, diventiamo portatori di pace, di bene, di comunione e non lasciamoci travolgere da tutto quello che diventa tornaconto personale, disimpegno, male! E’ nel nostro vissuto che Egli viene, è per ognuno di noi che Egli si fa carne, è per quelli che guardiamo da lontano che ci chiede di poterli avvicinare, è per i semplici, per i poveri, per quelli che sono falliti agli occhi del mondo che Gesù vuole ridonare speranza, è per gli emarginati, gli esiliati che cerca casa, è per i giovani che cerca di afferrare i loro cuori…
Al termine di questo scritto, in cui vorrei ancora dirvi tante cose che mi porto nel cuore, ma che è meglio condividere di persona, voglio augurarvi un Natale pieno di Dio, un Natale povero, scarno, essenziale, vissuto a contemplare un piccolo «Bambino avvolto in fasce ed adagiato in una mangiatoia». Sia così la nostra vita, sia così il nostro cuore, sia così la nostra fede….solamente piena di Dio!
Auguri di cuore!
Don Fabio