Due appuntamenti significativi
per la nostra comunitÁ
Grandi emozioni, momenti carichi di spiritualità, appuntamenti fortemente
caratterizzati da un ampio respiro ecclesiale… sono stati questi i momenti
vissuti dai viandanti della carità in questi ultimi giorni. Il primo
vissuto nella chiesa Cattedrale di Sorrento, dove con la presenza del nostro
Arcivescovo, abbiamo preso parte alla celebrazione eucaristica conclusiva
dell’anno giubilare dei sacerdoti, fortemente voluto da Papa Benedetto XVI.
Era presente alla celebrazione tutta la chiesa locale, il Vescovo, i
sacerdoti, i consacrati e le consacrate e tutto il popolo di Dio nelle varie
parti secondo i propri carismi ed il proprio ministero. Tra di essi eravamo
presenti anche noi come aggregazione laicale.
Significative sono state le parole pronunciate dall’arcivescovo nella sua
omelia, carica di passione, ma anche intrisa di concetti pregnanti di
teologia. Il Vescovo ha parlato prettamente ai sacerdoti presenti alla
celebrazione, ma di riflesso ad ognuno di noi, sottolineando la bellezza e
l’importanza di essere ministri di Dio. Ha infatti auspicato un impegno
radicale ed amorevole dei sacerdoti nei riguardi del loro ministero,
sottolineando “l’audacia di Dio che si fida di trasmettere il suo messaggio
attraverso la voce e ancor più la testimonianza dei suoi ministri”.
...Ha ricordato uno degli aspetti fondanti del ministero dei presbiteri, quello che caratterizza in primis il cuore di Dio e da cui scaturisce il suo grande Amore verso noi suo figli, ovvero il sacramento della Riconciliazione. L’arcivescovo ha sottolineato, tratteggiando anche alcuni aspetti della vita del Santo curato D’Ars, a cui il Papa si è ispirato per vivere questo anno di grazia, l’importanza di aiutare i fedeli a vivere bene questo sacramento e a non ridurlo a poche parole a volte fredde e formali.
Attraverso l’accusa dei propri peccati si fa esperienza delle proprie fragilità, ma si ci riscopre anche di essere figli amati da questo Dio che in Gesù Cristo trova la sua totale e più alta espressione di misericordia. Tutti noi viandanti abbiamo ascoltato e a meditato quanto ci veniva suggerito e non sono state poche le risonanze positive avute già subito dopo la fine della celebrazione. È stato importante per noi essere stati presenti con la nostra ”identità” di viandanti, non solo per farci conoscere come piccola parte della grande comunità ecclesiale, ma anche perché condividere è uno dei segni più alti e più belli dell’essere Chiesa fino in fondo.
Dopo la celebrazione, abbiamo pensato di mangiare una pizza insieme, perché anche questi momenti di fraternità aiutano a rafforzare quel vincolo di amicizia presente nel nostro cammino di comunità!
Il secondo appuntamento da ricordare è stata la partecipazione ai festeggiamenti liturgici in onore della Madonna della Libera, vissuti nella nostra città. Padre Paolo, superiore del convento dei frati francescani cappuccini presente a Castellammare, ci aveva invitato a curare tutta l’animazione liturgica, dalla processione con il simulacro della Madonna alla celebrazione eucaristica in tutte le sue parti. Anche questo momento è stato molto intenso e significativo. Alcuni tra noi viandanti hanno saputo con grande amore curare il settore dei canti, ad altri è stato affidato il servizio alla mensa, ad altri ancora il compito di lettori.
Quando abbiamo deciso di accettare questo incarico, eravamo fortemente coscienti dell’onere che ci veniva affidato, se non altro per la responsabilità che avevamo nell’aiutare a pregare tutti i fedeli che avrebbero preso parte a questa celebrazione.
Curare l’aspetto liturgico significa essere capaci di trasmettere l’importanza di quello che si sta vivendo in quel momento durante una celebrazione, ma soprattutto suscitare nel cuore dei presenti la voglia di riscoprire la bellezza e la gioia di appartenere al Signore. Tante volte incontriamo persone che restano deluse dalla cura di una celebrazione e non si sentono invogliate a prendervi parte. Noi, in questa occasione e come sempre, abbiamo riposto in Gesù le nostre miserie e gli aiuti non sono tardati a venire, tanto che dopo la funzione, qualcuno dei presenti si è fermato a ringraziarci sottolineando il fatto che era tempo che non pregava così intensamente. Di certo, noi siamo coscienti che abbiamo messo a disposizione solo le nostre povertà, tutto il resto ha fatto il Signore.
Con queste poche parole abbiamo voluto condividere con chi non ha potuto essere presente la gioia e l’emozione che abbiamo vissuto come comunità insieme alla fatica che è servita per portare a termine questi impegni. Alcune volte non ci rendiamo conto dell’impegno che è necessario per la preparazione delle iniziative a cui prendiamo parte. Questo lo diciamo non per esaltare chi ha dato una mano, ma per spronare tutti quanti a fare sempre meglio e di più, e anche perché ognuno di noi si impegni a fare la sua parte senza aspettare sempre di essere coinvolti da altri. Lavorare insieme è segno forte di carità verso tutti i fratelli, ma anche di crescita comune… d’altronde in due le cose si fanno prima e meglio!
Vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno ritenuto opportuno prendere parte a questi appuntamenti, riconosciamo il sacrificio che talune volte siamo chiamati a fare, ma amare significa anche sacrificarsi, spendersi, abbandonarsi nelle mani di Dio e fare in modo di essere canale di grazia che consente il defluire di tanto Amore.
Vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti, con lo stesso spirito, con la stessa grinta, con lo stesso Amore che ci contraddistingue e ci fa sentire ed essere: “ viandanti della carità”!
Il Laboratorio della Carità