ESTATE 2010
…sotto l’ombra delle sue ali
Carissimi Amici viandanti,
l’anno pastorale appena trascorso ci ha regalato momenti di indicibile emozione, è giunto adesso il tempo del riposo, quello fisico, necessario per la rigenerazione del corpo, ma anche e soprattutto il tempo del riposo spirituale, che ci offre l’opportunità di rivedere il cammino fatto fin’ora e di approfondire tutti quei momenti vissuti insieme.
L’estate è occasione propizia per ritrovare le motivazioni fondanti del nostro percorso spirituale e ritagliarci quegli spazi necessari per approfondire e stimolare sempre di più il nostro rapporto con il Signore e con i fratelli. Tante volte durante l’anno ci lamentiamo di non avere abbastanza tempo da dedicare al Signore e ai nostri fratelli, siamo presi da mille impegni tutti necessari, che ahimè ci distolgono da tutti quei momenti di crescita, indispensabili per la nostra vita.
Come tema di questa estate ho scelto volutamente un versetto del Salmo 60 che ha molto stimolato la mia riflessione durante questo anno e che umilmente cercherò di offrire ad ognuno di voi.
Vivere l’estate significa innanzitutto sapersi
fermare un momento, fare una sosta prolungata, rimettere in sesto tutte
quelle parti che formano la nostra dimensione umana e spirituale,
ritagliarsi degli spazi sufficienti per riflettere e meditare. Vivere
l’estate significa ricrearsi nel silenzio della propria intimità, per
riscoprirsi figli amati dal Padre, ridare sapore e significato alle nostre
parole e ai nostri atteggiamenti, ritemprarsi nel cuore, per diventare
sempre di più accoglienza che si dona e si spezza per i fratelli. Vivere
l’estate significa riscoprire la bellezza del nostro vissuto, spesse volte
appiattito dalla frenesia della nostra agitazione; significa ristabilire
quell’equilibrio interiore che ci permette di discernere il buono e il bello
nelle nostre scelte quotidiane, ridare senso e pienezza ai nostri momenti di
passione, quelli sprigionati da un amore consolidato e quelli che si nutrono
di una sofferenza provata e matura. Ed infine, vivere l’estate significa
trovare riparo all’ombra delle ali di Dio, dove ogni cosa
ritrova la sua collocazione ed ogni richiesta diventa desiderio da vivere e
coltivare. Purtroppo, però, non sempre riusciamo a cogliere l’importanza di
questo tempo che ci viene offerto. Troppe volte l’estate diventa, per alcuni
in particolare, una pausa sterile e a volte stancante, stressante e
confusionale. Mi viene spesse volte confidato che dopo le vacanze ci sarebbe
bisogno di un periodo di riposo fisico, perché alla fine si arriva più
stanchi e più appiattiti di come si è partiti.
A tal proposito, mi sento di consigliare alcuni atteggiamenti da coltivare
durante le nostre vacanze. In primis, la scelta del luogo che dev’essere
oculata e non affidata al caso. Questo per dire che non a tutti giova il
last minut! Il posto dove trascorrere le vacanze, fosse anche casa nostra,
deve in quel periodo assumere una dimensione tutta particolare.
...Dare molto spazio in quei giorni al silenzio esteriore ed interiore, procurarsi di coltivare quegli interessi che non siamo riusciti a vivere durante l’anno, rompere con la routine quotidiana, ma senza scivolare nell’oblio della nostra incoscienza, dedicare abbondante spazio al riposo fisico, per recuperare almeno in parte il sonno perso, ritagliarsi dei congrui spazi per la preghiera personale, decidere di stare là con il Signore senza fretta, con calma, magari leggendo e meditando un brano della Scrittura oppure stando semplicemente davanti a Lui, senza parlare.
Per chi può farlo, consiglio di vivere anche in estate la Santa Messa
quotidiana, se solo riuscissimo a capire quanto bene può fare il vivere con
calma e con profondità la celebrazione della Eucarestia! E’ ovvio che durante le
nostre vacanze è probabile che ci sarà dato anche modo di incontrarci con gli
amici per ridere e scherzare, anche se ciò non deve farci perdere
l’autocontrollo di noi stessi e delle situazioni in cui siamo coinvolti. E qui
ci sarebbe da consigliare veramente tanto, ma credo che ognuno di voi si lascerà
guidare dal buon senso e dalla ragione…
Ecco, amici miei, questa dovrebbe essere la nostra estate, ovvero vivere nella
semplicità il gusto delle piccole cose e lasciarsi abbandonare nel Cuore di Dio,
per vivere custoditi all’ombra delle sue ali, dalla calura di un anno appena
trascorso, dalle preoccupazioni che incombono nel nostro cuore, da quelle spine
piantate nel nostro fianco che ci tolgono il sonno, da tutto quello che ci
angustia e ci toglie il gusto di vivere.
Auguro a me e ad ognuno di voi che il periodo di ferie che ci apprestiamo a
vivere diventi motivo di rinvigorimento fisico e spirituale, per sperimentare la
bellezza di potersene stare protetti e sicuri sotto l’ombra delle sue ali!
Buona estate 2010!
Con il cuore carico di affetto per ciascuno di voi,
don Fabio Di Martino
11.06.2010
Solennità Sacro Cuore di Gesù