...alla ricerca di un senso nuovo!  

                       

                                                      Estate 2008

  

Carissimi viandanti,

dopo la fatica del lungo inverno ci ritroviamo a dare il benvenuto alla tanto e sospirata estate. Ognuno di voi sicuramente avrà già pensato alla sua prossima meta di vacanze, addirittura muovendosi per tempo mesi fa e già acquistando i biglietti per quel posto da sogno pensato e ripensato, che lo vedrà rilassato e spensierato a smaltire la sbronza del lavoro di quest’anno! Lo so, non tutti lasceranno la propria città, ma ognuno saprà come inabissarsi nelle acque fresche del relax e del sano divertimento. Come ogni anno, ho deciso di condividere con voi una piccola riflessione per far sì che un piccolo pezzetto del nostro cuore possa tenerci compagnia nelle file affollate dei check inn della nostra esperienza estiva.

Non vi nascondo che mi piacerebbe molto sapere dove andate e cosa pensate di fare e forse chissà ve lo domanderò di persona, è sempre bello condividere le emozioni che ci portiamo dentro anche se, tante volte, è difficile metterle fuori.

E’ ormai da tempo che mi sono inabissato in una riflessione molto impegnativa, che mi vede coinvolto in prima persona, e come uomo e come ministro di Dio, ma anche e soprattutto come mediatore, come ponte di passaggio nel cuore degli altri. Pensando all’estate, la mente subito è volata alla mia infanzia, quando tutto sembrava o, forse, era più vero, genuino; ricordo i profumi penetranti dei fiori, le mattinate trascorse a scorrazzare in bici con gli amici, gli intensi sapori della cucina di casa, tutte cose che ti facevano assaporare la bellezza di quella stagione tanto amata da noi ragazzi. Poi tutto ad un tratto sembra che le cose siano cambiate e purtroppo non in meglio. L’estate sembra aver perso la sua genuinità, anche i colori intensi dei fiori sembrano sbiaditi, senza pensare allo sfascio delle famiglie che ormai da tempo vivono separate in casa.  Mi domando: siamo noi ad essere cambiati? Sarà l’età adulta ad averci fatto perdere la spensieratezza della nostra fanciullezza? Oppure, abbiamo deciso di dare la colpa agli altri, a chi non ha saputo aiutarci a migliorare il nostro mondo? A questi interrogativi non ho voluto intenzionalmente dare nessuna risposta, mi sono solamente sforzato di guardarmi dentro e di guardare in tutti gli animi incontrati quest’anno. Io credo che il solo problema che ha causato l’assuefazione e l’appiattimento della nostra esistenza sia “il mancato senso della nostra vita!”… Sì, avete letto bene! Non c’è più senso e nelle cose che diciamo e in quelle che ci sforziamo di vivere, siamo perfino arrivati a giudicare noi stessi come i soli capaci di superare le prove che la vita ci chiede di affrontare e ci sentiamo maturi al punto tale da sentirci sicuri e pronti a vivere ogni tipo di situazione, anche se in fondo sappiamo benissimo che siamo pervasi da un abbondante ipocrisia, pronta a farci indossare la maschera del perbenismo e del tornaconto personale, pur di non farci prendere visione di quanto lavoro ci resta ancora da fare su noi stessi! Ovviamente, tutto questo non deve indurci nello scoraggiamento e soprattutto non deve farci pensare che l’unica soluzione che ci resta da adottare, dopo averle provate ormai tutte, è quella di gettare la spugna. Io credo che l’estate possa aiutarci molto a ridare un senso nuovo alla nostra vita umana e ancor più a quella spirituale. L’estate ha una valenza molto forte sulla nostra persona, ma bisogna saperla ascoltare, percepire il suo fascino e soprattutto saperla accogliere come momento favorevole di verifica e di discernimento. E’ finito il tempo del “per adesso non ci penso”, “meglio vivere alla giornata”, “sono stanco e deluso”, oppure “non è colpa mia”, cosa ci posso fare?”.  Siamo chiamati a riprenderci il desiderio delle piccole cose, siamo chiamati a ridonare alla nostra vita il senso dello stupore, della sana trepidazione, delle emozioni cariche di significato!

Tante volte faccio i conti con cuori delusi, amareggiati, ripiegati su esperienze che si pensavano fondamentali e che poi alla fine si sono rivelate inutili, per non dire distruttive e dannose.  Nelle cose che facciamo dobbiamo ricercare un senso nuovo, capace di andare oltre il sensibile e di farci vedere la mano di Dio, che ogni giorno ci invita a realizzare il proprio disegno d’amore. Come vorrei che questa estate potesse aiutarvi a capire che solo Gesù Cristo dà senso alla vostra vita! Lui è senso ed essenza, amore e perdono, pace e libertà! Ovviamente, questo lo si può capire solo dopo aver fato esperienza di Lui. Il Santo Padre, Giovanni Paolo II di venerata memoria, nell’incontro tenutosi a Roma nell’anno 1997 ebbe a dire ai giovani presenti in piazza S. Pietro: “Di Gesù ne avete certamente sentito parlare fin da piccoli. Consentitemi però una domanda: Lo avete incontrato veramente? Avete fatto, nella fede, esperienza viva di Lui come di un amico leale e fedele, oppure la sua figura vi appare troppo estranea ai vostri reali problemi per suscitare ancora interesse? Gesù non è solo un grande personaggio del passato, un maestro di vita e di morale. È il Signore risorto, il Dio vicino ad ogni uomo, con il quale si può dialogare, sperimentando la gioia dell’amicizia, la speranza nella prova, la certezza di un futuro migliore. Egli ha stima di ciascuno di voi ed è pronto a svelarvi il segreto di una vita pienamente riuscita”.

Sono queste le considerazioni scaturitemi dal cuore per questa estate 2008, spero che ognuno di voi ne abbia afferrato il senso e si adoperi affinché la sua vita non appartenga più ad un anonimato di massa, dove vige la regola del “…fanno tutti così!”, ma riscopra la bellezza e l’importanza di ritrovare se stesso e soprattutto di  ritrovare quella strada che Dio ci indica per poter giungere ad una esistenza ricca di significato e carica di senso…del senso di Dio!

Buone vacanze e….arrivederci a presto!

 

In Cristo

Don Fabio Di Martino

 

31.05.2008 Visitazione di Maria Santissima