GRAZIE DI CUORE SANTITÀ!

Carissimi Amici viandanti,
stamattina, appena sveglio, ho subito avvertito il desiderio di scrivervi una
breve lettera secondo quanto sto vivendo nel mio cuore in questo ultimo
periodo. Non possiamo nascondere il dolore che tutta la Chiesa sta vivendo
in questi giorni in merito a questa sfrenata persecuzione che si è abbattuta
contro di essa. Tempi difficili per la Chiesa, è vero, ma niente deve mai
farci mettere in dubbio il grande Amore che il Signore nutre per noi. Perché
ho deciso di scrivervi proprio oggi? Nessun motivo particolare, se non
quello di ricordare l’83° compleanno del nostro Amato Pontefice
Benedetto XVI. Ho già manifestato altre volte, anche durante le
celebrazioni eucaristiche, la sofferenza del nostro Pastore il Papa, che
deve subire da tutte le parti gli attacchi del demonio. Mi sono chiesto
tante volte: “ma dove vogliamo arrivare?” e soprattutto: “cosa possiamo fare
noi cristiani?”. In un mondo sempre di più immerso nel relativismo assoluto,
sempre più alle prese con proposte illusorie di felicità, con drammi morali
e famiglie disgregate dall’odio, con un sempre più crescente numero di
giovani che pensano di conquistare il mondo con il loro modo di fare, a
discapito della propria anima, credo che noi che ci professiamo cristiani e,
dunque, figli e fratelli di Gesù Cristo, non possiamo rimanere impassibili
di fronte a tutto ciò.
Credo sia giunto il tempo di riprendere coscienza del nostro Battesimo e, di conseguenza, vivere un cammino di fede maturo e proiettato a realizzare il progetto di Dio, ovvero la costruzione del regno dei cieli. Smettiamola di essere tiepidi, smettiamola di far finta di niente, come se tutto questo fosse cosa normale, ricordiamoci invece di quanti nostri fratelli soffrono a causa della persecuzione e molte volte sono chiamati al martirio.
Questo sangue non può farci
rimanere indifferenti, ma ci interpella ogni volta, specie quando siamo noi i
primi ad infangare il buon nome di Dio e quello della chiesa tutta con
atteggiamenti di cattiva testimonianza e superficialità. L’attacco al Papa è
l’attacco alla Chiesa, e dunque a noi! Facciamo sentire la nostra voce,
difendiamo con fede viva il ministero del vicario di Cristo, non indugiamo a
correggere chi appoggia, anche tra noi cristiani, queste situazioni demoniache
con ragionamenti ambigui e di condanna. Sì, è vero, alcuni tra i nostri fratelli
hanno sbagliato, ma questo non significa fare di tutta l’erba un solo fascio.
Nel messaggio che il Cardinale Prefetto della Congregazione per il Clero,
Cláudio Hummes, ha indirizzato ai presbiteri in vista delle giornate conclusive
dell'Anno sacerdotale, così è scritto: “i delitti di alcuni non possono
assolutamente essere usati per infangare l’intero corpo ecclesiale dei
presbiteri. Chi lo fa, commette una clamorosa ingiustizia. La Chiesa, in quest’Anno
Sacerdotale, cerca di dire ciò alla società umana. Qualsiasi persona di buon
senso e di buona volontà lo capisce.” E poi ha ribadito rivolgendosi ai
sacerdoti di tutto il mondo: “A voi, cari presbiteri, vogliamo dire, ancora una
volta, che riconosciamo quello che siete e quello che fate nella Chiesa e nella
società. La Chiesa vi ama, vi ammira e vi rispetta. Siete anche una gioia per la
nostra gente cattolica nel mondo, che vi accoglie ed appoggia, soprattutto in
questi tempi di sofferenze”.
Amici miei carissimi, spero che riusciate a capire cosa mi ha spinto a scrivervi
stamattina, vi invito tutti ad unirvi in preghiera con me, per far sentire tutto
il nostro affetto e tutto il nostro amore al Papa, che ogni giorno si dona
completamente nelle mani di Dio per il bene della Chiesa; preghiamo affinché il
Signore gli doni la forza di andare avanti in questo momento così difficile per
Lui come per noi.
Mi piacerebbe che anche il Papa potesse leggere questa lettera, fosse solo per
il fatto di fargli sentire che in questo momento non è solo e non deve
scoraggiarsi, ma come sempre lui ci insegna, deve contemplare il Cristo
crocifisso che ha dato la sua vita per noi. Al papa i viandanti esprimono la
loro gratitudine per tutto quello che fa per la Chiesa e soprattutto rinnovano
la stima e l’amore nella sua persona. Dunque, non ci scoraggino questi fatti, ma
rafforzino il vincolo di carità che è proprio del nostro cammino. Ricordiamoci
quanto San Paolo dice nella sua lettera indirizzata ai Romani: “Che diremo
dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha
risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà
ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi
condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra
di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse
la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo,
la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il
giorno, siamo trattati come pecore da macello.
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha
amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati,
né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra
creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”
(Rm 8, 31-38).
La Vergine Maria, Madre della Chiesa che il Papa ha scelto come suo motto
episcopale, ci protegga tutti e ci mantenga fedeli, ma soprattutto ci ottenga la
stessa persuasione di Paolo, per giungere tutti un giorno nella casa del Padre a
ricevere la corona di gloria che non appassisce, la vita eterna.
Auguri Santità, i viandanti della carità vi amano e vi promettono la loro preghiera! Prostrati al bacio del sacro anello, con rispetto ed obbedienza.