"Verso Siracusa..."
25.04.2008
Carissimi Amici viandanti,
vi scrivo questa inaspettata lettera alla vigilia di un mio ormai consueto viaggio che ogni anno faccio in occasione del mio anniversario di sacerdozio. Quest’anno ringrazierò il Signore per il mio IV anniversario e, come sto facendo dal primo anno, mi recherò anche stavolta ai piedi della Vergine Madre, che a Siracusa viene particolarmente invocata come Madonna delle Lacrime, in riferimento al prodigioso evento avvenuto il 29 agosto del 1953 (cfr Rubrica: “Sui passi di Maria”).
Nella mente e nel cuore porto vivo il ricordo della sacra ordinazione, un dono troppo grande per noi uomini, inesorabile fonte di ricchezza spirituale e di incommensurabile valore. Fin da ragazzo ho sempre sentito forte la devozione alla Madonna delle Lacrime, eravamo legati seppur da motivi diversi dalla stessa cosa: le lacrime! In quel periodo così delicato della mia vita, infatti, io piangevo la perdita di mia madre che il Signore volle chiamare a sé molto presto, e fu strano per me venire a conoscenza di una immagine della Vergine che qualche tempo prima aveva versato lacrime umane. Se da una parte fu di dispiacere sapere che la Madonna aveva pianto per i suoi figli, non vi nascondo che fu anche molto consolante potermi rivolgere a Colei che, essendo Madre, sapeva accogliere il mio dolore e condividerlo. Gli anni passarono, ma non diminuì l’attaccamento alla devozione della “Madonnina di Siracusa” (come amano chiamarla sul posto) anzi, più cresceva la voglia di conoscere tale prodigio, più aumentava il desiderio di poter raggiungere il Santuario a Lei dedicato.
Un giorno, mentre erano ormai in corso i preparativi della mia partenza per il Seminario, feci una promessa a me stesso e alla Madonna: “Se un giorno sarò sacerdote, verrò a celebrare una S. Messa ai piedi dell’altare dove milioni di pellegrini ti venerano con amore!”. Una volta diventato sacerdote la promessa non si attualizzò subito, malgrado il desiderio sempre acceso: alcune difficoltà non mi permettevano di portare a compimento la mia promessa. Ma a pensare per me fu proprio Lei la Madonna che, attraverso una casuale conoscenza, mi chiamava ai suoi piedi. Non potetti ovviamente rifiutare questo invito, e così realizzai quello che fino ad allora era stato solo un sogno e ancor più una promessa: era il gennaio del 2005 quando per la prima volta arrivai a Siracusa.
Conservo nel mio cuore la stessa emozione e la stessa trepidazione di allora, celebrai la S. Messa sull’altare della Madonnina e ricordo bene che nel mio cuore, al termine della celebrazione, sentii il bisogno di legare una nuova promessa, più forte, più impegnativa, ma ancor più edificante per il mio ministero: ogni anno, sostenuto sempre dal volere di Dio, mi sarei ritrovato ai Suoi piedi nel giorno della ricorrenza della mia ordinazione sacerdotale. E così, il 29 aprile di ogni anno sono lì a ringraziare il Signore per avermi scelto e guidato ad essere suo prolungamento e annunciatore forte e mite della Parola che ci salva!
Inutile dire che ognuno di voi sarà con me nel mio cuore, porterò alla Madonna i vostri bisogni e i tanti desideri custoditi nei vostri cuori, ed insieme con me vi consolerete alla sorgente della salvezza. Vorrei concludere con un'affermazione del servo di Dio Giovanni Paolo II, quando nel 1994 e precisamente il 6 novembre, in visita pastorale alla città di Siracusa, durante l’omelia per la dedicazione del santuario alla Madonna delle Lacrime, così disse: «Le lacrime di Maria appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico. Sono lacrime di dolore per quanti rifiutano l'amore di Dio, per le famiglie disgregate o in difficoltà, per la gioventù insidiata dalla civiltà dei consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli. Sono lacrime di preghiera: preghiera della Madre che dà forza ad ogni altra preghiera, e si leva supplice anche per quanti non pregano perché distratti da mille altri interessi, o perché ostinatamente chiusi al richiamo di Dio. Sono lacrime di speranza, che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all'incontro con Cristo Redentore, sorgente di luce e di pace per i singoli, le famiglie, l'intera società».
Con affetto
Don Fabio