Quaresima 2011

 

"Mi basti Tu…

ovvero

cercatori dell’essenziale!"

 

 

 

Carissimi Amici viandanti,

prima di iniziare il percorso quaresimale, il Signore mi ha dato la gioia di prendere parte a questo corso di Esercizi spirituali da cui vi scrivo.

La Grazia di questi giorni è balsamo nel mio cuore, ma anche luce che rischiara il cammino e mi aiuta a contemplare la soavità del volto del Padre.

Come è bello poter dimorare con Lui ed in Lui…quello che sto vivendo è un momento di Tabor e la trasfigurazione prende tutto il mio essere fino a farlo completamente suo.

Il tempo liturgico che ci apprestiamo a vivere dev’essere sentito come il momento del ritrovarsi con Gesù, da soli, cuore a cuore, sguardo nello sguardo di Colui che dona la sua vita per me e per i fratelli.

Entrare nel cuore di Dio significa giungere ad un cammino di purificazione dove tutti e 5 i sensi sono plasmati nel loro essere e nel loro divenire. Ecco quello che ci occorre veramente!

La Quaresima si caratterizza fortemente con l’immagine del deserto: questo luogo meraviglioso ed affascinante, che richiama nella sua essenza la voce del silenzio ed il soffio dello Spirito, che con la sua brezza ridona vita alle nostra ossa inaridite.

Vivere il deserto significa vivere la provvisorietà, significa vivere la nudità del proprio essere, significa affrontare ogni specie di tentazione: dalle cose, dal potere e dalle persone, proprio come Gesù. Nel deserto facciamo esperienza della nostra finitudine, del nostro limite, della nostra umanità, quello che la Chiesa ci ricorda con l’imposizione delle ceneri. Siamo cenere, sì, ma preziosa perché impastata col dito di Dio.

Il deserto mi dà oltremodo la possibilità di ascoltare la voce di Dio che parla nel silenzio e passa nella brezza leggera (1Re 19,12), è nel deserto che lo riconosco e mi riconosco in Lui. La Quaresima mi colloca dunque lì dove occorre farsi cercatori dell’essenziale; questo luogo, infatti, ci costringe a lasciar cadere tutto ciò che è superfluo, insignificante e non necessario alla nostra salvezza.

Per questo la Chiesa ci propone  questo tempo "forte", intenso, per verificare il nostro orientamento, per aggiustare la rotta, per riscoprire il volto di Gesù sposo dell'umanità.

Le uniche armi che abbiamo a disposizione nel deserto sono i tre poli fondamentali attraverso i quali poggiano le fondamenta di questa stagione liturgica: la preghiera, la carità e la penitenza, che ci  aiutano a ritrovare l’essenzialità ovvero l’autenticità di vita.

Attraverso la preghiera entro nel cuore di Dio per ascoltare la sua voce e mettere in pratica la Sua volontà. La preghiera è il respiro della mia anima, che anela al suo Dio, è il balsamo che lenisce le ferite causate dal peccato, è la luce che mi guida nella notte oscura delle mie fragilità.

La carità è il volto concreto di Dio, è il terreno dove faccio esperienza del comandamento nuovo lasciatomi da Gesù, è l’impronta della sostanza di Dio.

La penitenza è l’occasione per dire al Signore il mio amore, è la solidarietà che vivo con i miei fratelli, è l’occasione che mi viene concessa per offrire me stesso e diventare una sola cosa con il Signore.

Durante questo tempo liturgico, il mio sguardo e tutta la mia persona devono tendere allo sguardo amoroso di Gesù sulla croce, che attraverso la sua libera offerta di se stesso, esprime in maniera mirabile la sua adesione al progetto del Padre e il suo Amore per l’intera umanità. 

Pensando alla Quaresima, mi veniva in mente l’immagine dello scultore, che dal suo pezzo di marmo toglie, scalpella, scava fino a far emergere l’immagine. Deve dunque emergere la nostra vera immagine di figli di Dio, quella immagine che ci rende somiglianti a Dio, proprio come Egli stesso ha voluto nell’opera della creazione. Tutto questo è possibile se, durante questo periodo liturgico, ci impegniamo con assiduità e passione ad Ascoltare la parola di Dio e a far tacere le innumerevoli voci che nella vita di ogni giorno tendono a soffocare la voce di Dio. Questo avviene se siamo in grado di creare dei cospicui tempi di silenzio, dove i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni cedono il passo alla contemplazione di Dio.

Il tempo della Quaresima è, dunque, un tempo per ritrovare se stessi e nello stesso tempo per ritrovare Dio nella nostra vita. E’ tempo di grazia, di confronto, di lotta spirituale, di discernimento, di ascesi e di ritorno all’essenziale.

Sentiamoci dunque cercatori, persone che, continuando il loro cammino quotidiano, si impegnano a calcare le orme di Dio, per giungere a contemplare la gloria della Risurrezione.

Auguro a me e anche a voi di poter vivere in pienezza questo tempo liturgico, fino a fare esperienza dell’unica cosa necessaria: l’amore di Dio, che sorpassa ogni cosa e mi fa giungere a proclamare le sue grandi opere di misericordia…ecco perché quaresima significa: “Mi basti Tu!”.

 

 

 

Buona permanenza nel deserto con Gesù e Maria,

Don Fabio

 

Martina Franca, 3 marzo 2011