Li amò sino alla fine
ovvero
…oltre ogni limite!
Carissimi Viandanti della Carità,
con l’austero simbolo delle ceneri ha inizio uno dei periodi liturgici dell’anno più significativi: la Quaresima. In questo tempo di grazia, abbiamo bisogno di verificare a che punto siamo nel cammino di fede e quanta strada c’è da fare ancora. Ripercorreremo le tappe più significative della vita di Gesù, incontreremo personaggi più o meno famosi che hanno avuto la loro parte in quello che succederà nel giorno più buio della storia umana, ascolteremo e mediteremo i passi biblici più pressanti, che ci aiuteranno a fare il punto della situazione e a non sentirci solo spettatori, ma protagonisti principali di quello che la mano dell’uomo è stata capace di fare, per poi arrivare a scorgere l’alba di una vita nuova carica di senso e ricca di significato!
La Quaresima è dunque un cammino caratterizzato dall’invito insistente alla conversione a Dio, un invito a rimettersi in discussione seriamente e a ritrovare se stessi nel cuore di un Dio che non ha esitato a dare la sua vita per noi.
Meditando su quanto avrei voluto comunicarvi, per vivere in pienezza questo tempo favorevole per una riscoperta seria della propria fede, mi sono venute alla mente le parole di S. Pietro Crisologo, che fu vescovo di Ravenna nel 433, fu chiamato “crisologo” per la pregnanza dei suoi discorsi, infatti questo aggettivo significa: “dalle parole d’oro”. Ebbene, in uno dei suoi sermoni ebbe a sintetizzare in maniera eccelsa il cammino della Quaresima, sottolineando i punti cardine di questo percorso che sono e restano sempre gli stessi: la preghiera, il digiuno, la carità! Vi riporto quanto egli stesso ebbe a dire: “Tre sono le cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione, resta la virtù: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ciò per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia.
Queste tre cose, preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa sola, e ricevono vita l'una dall'altra. Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno. Nessuno le divida, perché non riescono a stare separate. Colui che ne ha solamente una o non le ha tutte e tre insieme, non ha niente. Perciò chi prega, digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica. Chi digiuna comprenda bene cosa significhi per gli altri non aver da mangiare. Ascolti chi ha fame, se vuole che Dio gradisca il suo digiuno. Abbia compassione, chi spera compassione. Chi domanda pietà, la eserciti. Chi vuole che gli sia concesso un dono, apra la sua mano agli altri. E' un cattivo richiedente colui che nega agli altri quello che domanda per sé. O uomo, sii tu stesso per te la regola della misericordia. Il modo con cui vuoi che si usi misericordia a te, usalo tu con gli altri. La larghezza di misericordia che vuoi per te, abbila per gli altri. Offri agli altri quella stessa pronta misericordia, che desideri per te. Perciò preghiera, digiuno, misericordia siano per noi un'unica forza mediatrice presso Dio, siano per noi un'unica offesa, un'unica preghiera sotto tre aspetti”.
Il Santo Padre, nel messaggio lasciatoci per questa quaresima, ha avuto modo di sottolineare l’importanza del digiuno, aiutandoci a carpirne il significato più profondo. Se è vero come è vero, che la quaresima è il tempo in cui dobbiamo dare più spazio al Signore nel nostro cuore, credo sia necessario liberarci da tutto quello che ci appesantisce inutilmente e che ci rende difficile il proseguimento del cammino. Penso a tutte quelle cose inutili di cui ci siamo sobbarcati durante questi anni, a quelle cose che possediamo solo per il gusto di averle, a quelle relazioni che viviamo solo per un effimera apparenza, senza parlare poi di quei sentimenti intrisi di ipocrisia che attaccano il nostro cuore e minano egregiamente la nostra anima. Quaresima dev’essere il tempo per andare oltre ogni limite, così come ha fatto Gesù per noi, che non esitò a dare la sua vita. Credo che tutto quello che siamo chiamati a vivere durante il tragitto quaresimale è proprio questo: la capacità di sentirsi amati dall’Amato, la voglia di superare le barriere dell’umano, di riuscire a liberarci dai vecchi schemi propostici dal mondo, di sperimentare la dolce follia di Chi in amore ha saputo dimostrarci cosa significa donarsi! Solo se riusciremo a sentire tutto questo, capiremo la necessità e l’urgenza di non accontentarci mai, ma di essere prolungamento di quell’amore che ha saputo abbattere ogni frontiera e che ancora oggi dopo duemila anni ci insegna cosa significa Amare ovvero saper andare oltre ogni limite!
Buona Quaresima
Don Fabio Di Martino