“Mi basti
Tu…
ovvero
cercatori dell’essenziale!”

Carissimi Amici viandanti, Alleluia! Cristo nostra Pasqua è risorto e vive immortale! E’ con il cuore pieno di gioia che stanotte nelle nostre chiese è risuonato per tutta l’umanità l’annuncio più bello di tutta la storia umana: Gesù è risorto e ci ha resi partecipi della sua risurrezione. Oggi nel mondo è irradiata la luce di questo Dio, Gesù, che elimina per sempre dalla vita dell’uomo l’ombra della morte. Oggi su ognuno di noi soffia il vento nuovo dello Spirito, che ci ridona la nuova dignità di figli di Dio e ci assicura una vita non più segnata dalla morte. Insomma, Pasqua per noi significa passaggio dalla morte alla vita, quella vera, vissuta in pienezza e non più segnata dalle rughe del peccato.
Durante la veglia che abbiamo vissuto questa notte, abbiamo rinnovato le
promesse che i nostri genitori hanno fatto per noi nel giorno del nostro
Battesimo. La liturgia della notte di Pasqua ruota tutta attorno al
Battesimo. E’ Il Battesimo che ci fa partecipare alla morte e risurrezione
del Signore; è per mezzo del Battesimo che abbiamo vissuto la stessa
esperienza di Gesù, morti alla vita vecchia e rinati a quella nuova. Anche
San Paolo nella lettera ai Colossesi ci ricorda: "Voi infatti siete morti e
la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà
Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella
gloria" (Col 3, 3-4).
Solo in questo modo possiamo vivere radicati nella speranza che tutto quello
che viviamo qui e per l’eternità ha un senso e produrrà frutto. La speranza
del cristiano non è come quella che alimentiamo nella nostra vita umana.
Essa va oltre la nostra debolezza e ci fa riscoprire, nonostante le brutture
dei nostri limiti, il volto misericordioso di questo Dio, che ci ha amati
fino alla fine e fino alla morte di croce. Questa è la bella notizia che
risuona da questa notte nella vita di ognuno di noi, una notizia, un
“vangelo” (=bella notizia) che non possiamo tenere per noi, ma siamo
chiamati a trasmettere, testimoniare, annunciare a tutti quelli che
incontreremo nel nostro cammino. Siamo chiamati a vivere da risorti e questo
significa che lo scoraggiamento, la delusione, la paura di non farcela, la
sofferenza che saremo chiamati a vivere hanno un volto nuovo, diverso,
insomma risorto!
Mi piacerebbe che l’annuncio di questa solennità giungesse fino agli estremi
confini della terra, a partire dai nostri cuori ancora sussultanti di gioia,
fino ad arrivare a quelli che sono sprofondati nel baratro della tristezza
più acuta. A chi nella sua vita si è fermato per lungo tempo davanti al
sepolcro e non riesce ad intravvedere le bende piegate ed il sudario a
parte; a quelli che hanno perso il senso della gioia e vagano per le strade
del dolore senza trovare mai rassegnazione; a chi non sa cosa gli riserva il
domani e si accontenta di vivere quel poco che gli viene concesso nella
ferialità di una vita fredda e senza stimoli; a quelli che camminano a viso
basso, perché hanno paura di intravedere la meta della loro esistenza già
segnata; a chi ha perso la sua dignità e continua a sentirsi umiliato; a tutti
quei fratelli e sorelle che hanno e continuano a subire soprusi e sopraffazioni
e non si aspettano più che nessuno li riscatti; a coloro che,
anche oggi, non sanno nemmeno che è Pasqua e per i quali lo scorrere dei giorni
è sempre lo stesso; a quelli, infine, che nonostante i tanti incoraggiamenti,
sono segnati da una delusione permanente. Vorrei che questi auguri giungessero
con lo stesso carico di gioia che avverto nel cuore anche a chi, come tanti,
vive la sua fede con superficialità, troppo abituato al sacro, troppo sicuro di
non dover riscoprire più nulla, troppo preso dal ritmo di celebrazioni
assuefatte e bistrattate. Oggi è Pasqua, termina il nostro cammino di ricerca
dell’essenziale e ne inizia uno nuovo, fondato ormai sulla certezza che tutto
passa in secondo piano e che niente e nessuno può da oggi e per sempre occupare
un posto importante nella nostra vita se non a partire dal Cristo risorto.
Animiamoci dunque di coraggio e, come le donne che si recano al sepolcro e
scoprono che quella tomba è ormai vuota, anche noi corriamo verso nuove mete
gridando a tutti: “Mi basti Tu!”.
Buona Pasqua di resurrezione a tutti, buona vita vissuta con Gesù, buona strada
all’insegna della gioia e della perseveranza!
L’augurio della Pasqua e la benedizione del Signore scenda copiosa anche sulle
vostre famiglie, sul vostro lavoro e sui sogni che custodite nel vostro cuore.