CORAGGIO, SONO IO, NON TEMETE!

….da Cuore a cuore! 

 

Alleluia Amici viandanti,

questa notte i passi incerti del nostro cammino sono segnati dalla scia luminosa del Cristo Risorto. E’ la pasqua del Signore quella che ci ha fatto uscire illesi dalle nostre battaglie, è la Pasqua del Signore che ci ha aiutato a vincere le tentazioni affrontate nel deserto della nostra vita, è la Pasqua del Signore che ci ha ricordato la meta trasfigurante del nostro cammino, è la Pasqua del Signore che ci ha dissetato dalle aridità delle nostre attese disattese, è la Pasqua del Signore che ci ha ridonato la vista del cuore, troppo malato per farci scorgere la bellezza della nostra fede, è la Pasqua del Signore che ci ha rigenerati ad una vita nuova, non più corrotta a causa del nostro peccato!

In questo giorno particolarmente carico di grazia siamo chiamati ad esultare di gioia per le meraviglie che Dio ha compiuto nella nostra vita. Non dobbiamo spaventarci se le nostre ferite sono ancora evidenti e doloranti, esse ci ricordano che siamo costati a caro prezzo e che ormai ricucite dalla amore di Dio diventano il segno tangibile di una vita nuova, vera, legata indissolubilmente al suo Signore. Sentiamo più che mai riecheggiare in questo giorno l’invito di Dio a non aver paura, a lasciarsi andare nelle sue braccia, a saperci fidare oltre misura, a nutrire nel cuore sentimenti di speranza che sappiano osare anche quando la certezza cede il posto allo scoraggiamento. Le donne avviatesi al sepolcro con unguenti profumanti per imbalsamare il corpo di Cristo ritornano sconcertate, il loro cuore pieno di tristezza per quello che avevano vissuto trasale di gioia, non esistono parole umane per raccontare questo dilatarsi dei cuori! E’ vero, nel mattino di Pasqua il cuore si dilata all’infinito, le parole si convertono al silenzio, le lacrime danno posto allo stupore. La luce irradiante della Risurrezione fa finalmente sparire le ombre che si erano condensate nei giorni precedenti, quando lo stesso Gesù lasciava presagire dalla sue parole incomprensibili la drammaticità di quanto stava per accadere. I discepoli fuggiaschi, delusi per la loro meschinità ritornano al luogo del cenacolo, quel posto dove avevano avuto modo di partecipare alla lezione sull’Amore più bella che la storia abbia mai potuto insegnare, sono affranti, scoraggiati, si raccontano come ognuno di essi abbia vissuto quel giorno tremendo della crocifissione, cercano di consolarsi a vicenda, ma non ne trovano giovamento. Sotto i loro occhi c’è ancora un catino con acqua sporca, una brocca vuota ed un asciugatoio segnato dal servizio. Sono questi segni, accompagnati dall’annuncio di quelle donne che a causa del dolore sembravano fuori di sé, ad aiutarli a trovare la forza per correre verso quel sepolcro che ormai è vuoto! Anche noi dobbiamo correre quest’oggi verso quel sepolcro ed assistere allo stesso spettacolo dei discepoli. E’ vuoto, non è qui è Risorto! Non possiamo continuare a camminare con gli occhi rivolti verso il basso, rischieremo di non vederlo mai più, dobbiamo metterci in ascolto del nostro cuore e fissare lo sguardo verso la meta alla quale siamo incamminati. Dunque Pasqua vuol dire…da Cuore a cuore, entrare in sintonia con il Cuore di Cristo, che tanto amò gli uomini da dare la sua vita per essi! Da questo Cuore noi siamo stati guariti, da questo Cuore ci viene la forza per continuare a sperare, è su questo cuore che dobbiamo appoggiarci se vogliamo continuare a sentir pulsare il battito del nostro povero cuore continuamente alla ricerca del Cuore di Cristo, che ancora oggi ama ripeterci: “Coraggio, sono Io, non temete!”.

 

 

                                                                                                                                                       In Cristo

                                                                                                                                            Don Fabio Di Martino

 

23 Marzo 2008 Pasqua di Resurrezione