CUSTOS, QUID DE NOCTE?”
ovvero
...domandate, convertitevi, andate!
Carissimi Amici Viandanti,
eccoci di nuovo in cammino, in questo tempo di
Avvento che la Chiesa ci offre come tempo di preparazione alla festa del
Natale. Le strade che saremo chiamati a percorrere sono viottoli a volte
scoscesi, ma anche pianeggianti ed irti. Attraverso le vicende della storia
collettiva e personale di ognuno di noi si fa eco il grido del Battista che
ci chiama a conversione, per
predisporre il nostro cuore alla venuta
salvifica del Figlio di Dio: Gesù Cristo.
Vorrei poter trascorrere con ognuno di voi tutto il tempo di questa stagione liturgica, ma per ovvi motivi questo non è possibile, desidero allora attraverso questa riflessione farvi giungere i gemiti di trepidazione che il cuore mi trasmette pensando all’Avvento.
Mentre mi preparo a vivere nella nostra Comunità questo momento di grazia, mi giunge al cuore il grido profetico che Isaia rivolge alle nazioni pagane, in riferimento all’Idumea oppressa dagli Assiri: «Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte? La sentinella risponde: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!» (Is 21,11).
...Questo grido che scaturisce da un cuore oppresso, da un cuore che vive sprofondato dalle tenebre assolute, da questo cuore che non riesce ad intravedere nessun barlume di luce e di speranza, credo possa appartenere ad ognuno di noi. L’avvento viene a ridare voce ai nostri cuori oppressi, questo grido dovrebbe scaturire dal cuore di ciascuno di noi, pur senza ottenere nessuna risposta. Nel testo di Isaia il popolo domanda quanto tempo resta della notte, ma si svela davanti solo un sipario di speranza pronto di nuovo a velarsi, un sipario che invita, nonostante la risposta non arrivi, a continuare a domandare. Quello che più mi fa spavento oggi è il fatto che non domandiamo più, siamo troppo travolti dall’anonimato di massa che abbiamo paura di domandare, paura di essere messi in disparte, evitati, in qualche modo allontanati. L’icona che deve caratterizzare questo tempo è dunque quella della sentinella, il cui compito è quello di vigilare! Questa parola richiama il prolungarsi dell’attesa da parte delle sentinelle durante la notte. Vigilare ci richiama il compito di non lasciarci trovare addormentati da Colui che sta per venire, noi che tante volte siamo assaliti dalla “sonnolenza spirituale”.
Domandare dunque, ci aiuta a mantenere sveglio il nostro essere cristiani senza cadere nell’assopimento di una fede che diventa solo apparenza, esteriorità, ipocrisia!
Un altro verbo che caratterizza l’avvento è: Conversione, ogni anno la Chiesa ci offre questo periodo per revisionare e cambiare quei tratti della nostra vita interiore ed esteriore che ci allontanano da Dio; a pensarci bene, quante cose ci portiamo dietro che non sono per niente compatibili con l’arrivo di un Dio che per amor nostro dona tutto se stesso, si spoglia finanche della sua divinità per condividere in tutto l’esperienza umana. Infine, siamo chiamati ad Andare, un verbo che esprime il movimento, un verbo che ci mette in discussione, che scuote le nostre coscienze, che ci impegna in prima persona a fare il primo passo, oserei dire: un verbo che ci compromette.
La cosa più grave che vedo svilupparsi sotto gli occhi di tutti e in tutti gli ambiti della nostra esistenza umana, è la paura di compromettersi, compromesso inteso come schieramento in prima linea. Siamo troppo abituati a mandare avanti gli altri continuandoci a nascondere dietro falsi moralismi e perbenismi, volendo a tutti i costi mantenerci nascosti tra la mischia. Con la sua venuta Gesù ci domanda di fidarci di Lui, di cambiare per Lui e di andare verso di Lui come Egli stesso ha fatto per noi!
Durante la sua esperienza di “notte oscura”, il grande S. Giovanni della Croce ebbe a dire: “L’anima indossava il bianco vestito della fede mentre usciva da questa notte oscura, allorché camminando, come è stato detto, in mezzo a tenebre e angustie interiori, l’intelletto non trovava alcun sollievo di luce né in alto, poiché il cielo le pareva chiuso e Dio nascosto, né in basso, poiché i suoi maestri non la soddisfacevano. E così essa soffrì con perseveranza passando per quei travagli senza stancarsi e venir meno all’Amato, il quale nei travagli (e nelle tribolazioni) prova la fede della sua sposa, affinché essa possa dire con verità le parole di David: «Per le parole delle tue labbra io perseverai per aspri sentieri»”.
Amico viandante, non ti fermare mai, anche se in questo momento stai vivendo la tua notte, non ti fermare, sii tu stesso sentinella che scorge lo spuntare dell’aurora che viene, mantieniti ancorato alla perseveranza, unica arma di salvezza e soprattutto non smettere mai di chiedere e di chiederti: “Custos, quid de nocte?”, solo così potrai accorgenti che Colui che stavi cercando è già arrivato e ti aspetta per poter vivere di Lui, splendida luce che viene a diradare le tenebre del peccato.
La Vergine Maria, donna dell’Attesa, ci aiuti ad essere vigilanti e pronti ad aspettare la venuta del suo Figlio Gesù.
Buon tempo di Avvento a tutti!!!
Don Fabio
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di don Tonino Bello