…FINALMENTE E’ PASQUA!

Dopo i quaranta giorni trascorsi nel deserto in preparazione alla Pasqua, eccoci giunti a vivere questo momento fondamentale per la nostra vita di fede. La parola Pasqua etimologicamente significa: “Passaggio”, in riferimento alla liberazione del popolo ebraico, che viveva sotto la schiavitù del potere egizio. Con la Pasqua questo passaggio segna anche l’inizio di una vita nuova, è capacità d’amare in un modo nuovo, è rinnovamento, è forza vitale, è consolazione, è vittoria sul male e sulla morte. Fare Pasqua significa fare esperienza di un Dio che è venuto a sconfiggere definitivamente la morte, non solo quella fisica, biologica, ma anche e soprattutto quella morte interiore, causata dal laccio del peccato. Questa festa costituisce il cuore di tutto l’anno liturgico, perché è il primo annuncio che, per la bocca di Pietro, gli apostoli fanno al popolo nel giorno stesso della Pentecoste: “Uomini d’Israele ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra voi per opera sua, come voi ben sapete – dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere” (At 2, 22-24). Dunque, amici miei, la Pasqua è festa che ci chiama a rinnovare la nostra vita, e soprattutto ci chiama ad essere annunciatori forti di questa verità, la stessa che gli apostoli hanno portato in tutto il mondo e che oggi è giunta fino a noi. Siamo liberi dunque, non c’è più spazio per la tristezza in questo giorno, la nostra vita rinnovata nel sangue della nuova ed eterna alleanza assume un nuovo significato, lo stesso che fece esclamare a S. Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”(Gal 2,20). Vorrei in questo giorno poter raggiungere tutti i fratelli sparsi per il mondo e dire loro di non sentirsi più soli, di continuare a sperare, nonostante il dolore, di imparare ad amare al di là della violenza, di saper perdonare, superando l’odio e l’indifferenza, insomma di riuscire a guardare Cristo, questa volta non più crocifisso, ma Risorto, glorioso, potente, che viene ad annunciare a tutti l’aurora di un mondo nuovo, e a ricordarci che, nonostante tutto, finalmente è Pasqua!

      

                                                                                                                     Don Fabio Di Martino