ESTATE 2006
Carissimo/a,
anche quest’anno sta per arrivare l’estate, stagione che favorisce un efficace riposo fisico e un intenso e disteso riposo spirituale. Ovviamente, ciò non vuol dire che siamo chiamati a dissipare e a sciupare quanto abbiamo guadagnato e raccolto durante questo inverno, anzi, bisogna maggiormente saper custodire tutto quanto il Signore ci ha permesso di vivere e sperimentare. S. Giovanni Bosco, protettore dei giovani ed esimio educatore, soleva dire ai suoi giovani prima che andassero in vacanza, di fare ben attenzione, infatti diceva: “L’estate è la vendemmia del diavolo”. Oggi, potrebbe sembrarti un po’ eccessiva questa raccomandazione, ma credo sia opportuna tenerla in considerazione!!
Tante volte ci capita di sentirci forti e, dunque, capaci e pronti ad affrontare anche situazioni che superano le nostre possibilità fisiche ed intellettuali. Il catechismo dei giovani n. 2 dice: “Non si può restare prigionieri dei sogni. Da giovani diventiamo consapevoli che dipende anche da noi raggiungere certi obbiettivi, tradurre in concreto gli ideali. Il desiderio può diventare progetto e progettare vuol dire “mettere davanti”, “buttarsi in avanti”, muovere un passo dopo l’altro verso la meta. Progettare realisticamente comporta delle scelte…Attraverso l’impegno di fare il bene, l’uomo si rende buono. Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi”. L’estate dunque, è il tempo dei progetti, il tempo favorevole in cui si deve avvertire l’esigenza di progettare la propria esistenza, lottando contro ogni tentazione di attendere che la fortuna bussi alla porta, per risolvere tanti problemi. Bisogna passare dai sogni ai progetti, come dire dall’innamoramento all’amore. Dal bisogno d’amore al progetto di amare, nell’armonia fra cuore e ragione. Il bisogno: fatto istintuale, biologico. Il progetto: scelta responsabile, mediata. Il progetto e l’amore ricevono forza e consistenza da una fede che, per il cristiano, è adesione ad una Persona. Così prosegue il catechismo dei giovani, n. 2 “Credere in Gesù e decidere di seguirlo è darsi un progetto forte, che non esonera tuttavia dalla fatica né dalla possibilità del fallimento. Ma la fede suscita in noi una sostanziale fiducia nel futuro nostro e nel mondo, alimenta in noi la convinzione che il futuro è nelle nostre mani, ma non siamo lasciati soli: Dio stesso coopera al bene di quanti confidano in lui. Il nostro futuro personale e del mondo intero, grazie a Cristo, è aperto ad una promessa di bene, così la nostra fede diventa speranza concreta di dare realtà ai nostri desideri”.
Mi piace dunque definire l’estate come il tempo in cui ci si mette davvero in gioco. Giocarsi: fare delle scelte, accettando che una scelta ne escluda un’altra. L’esistenza di ogni essere umano diventa bella quando uno ha il coraggio di prendersela in mano, di gestirla responsabilmente, affrontando intelligentemente i limiti e le contraddizioni che la società ogni giorno gli sbatte in faccia. A tal proposito, ti suggerisco attraverso spunti e riflessioni, come potresti vivere l’estate che sta alle porte.
Nel frattempo ti auguro buone vacanze e soprattutto buona estate 2006. Uniti dalla stessa preghiera e confidando nella materna protezione della Vergine Maria, ti benedico.
Don Fabio Di Martino