ANNO PASTORALE 2006-2007

 

 

Carissimo fratello e sorella in Cristo,

ti scrivo mentre contemplo un angolo di paradiso, in cui terra e cielo si confondo fino a diventare un tutt'uno. In questo tempo di grazia che sto vivendo colgo l’occasione per tracciare alcune delle linee pastorali e spirituali che ci apprestiamo a vivere ed attualizzare in questo nuovo anno pastorale. Questo periodo, che va da settembre a alla prima domenica d’avvento, segna un momento di grande importanza nella vita spirituale, infatti ci viene in aiuto per una verifica al ritorno delle vacanze estive, ma ci obbliga anche a gettare le fondamenta per quanto siamo chiamati a realizzare, e come cammino personale di orientamento spirituale e come figli di Dio divenuti tali nel battesimo e dunque cristiani impegnati seriamente a lavorare nella vigna del Signore, ognuno attraverso la missione ricevuta da Dio. Mi auguro che queste vacanze ti siano servite per rinfrancare non solo il corpo, stanco dall’anno trascorso, ma anche e soprattutto per rinfrancare lo spirito. Avrai avuto modo di prendere in mano il materiale che ti è stato dato prima delle vacanze, spero ti sia servito, ma anche se non ne hai ricavato una tua utilità personale, non temere, l’importante non è vedere i risultati (quelli li lasciamo al Signore), ma la costanza e l’impegno che hai profuso per la realizzazione di un progetto da mettere in opera. Vorrei cominciare questa riflessione con un brano tratto da L’ammirabile cuore di Gesù di san Giovanni Eudes, sacerdote. "Pensa, ti prego, che Nostro Signore Gesù Cristo è il tuo vero capo, e che fai parte delle sue membra. Egli ti appartiene come il capo al corpo. Tutto ciò che è suo, è tuo: il suo spirito, il suo cuore, il suo corpo, la sua anima, e tutte le sue facoltà. Te ne devi usare come di cose tue per servire, lodare, amare e glorificare Dio. Tu gli appartieni come le membra al loro capo. Parimenti desidera usare, come cosa che gli appartenga, tutto ciò che è tuo, per indirizzarlo al servizio e alla gloria del Padre suo. Non solamente egli ti appartiene, ma vuole essere in te, vivendo e dominando in te come il capo vive e regna nelle sue membra. Egli vuole che tutto ciò che è in Lui viva e domini in te: il suo spirito nel tuo spirito, il suo cuore nel tuo cuore, tutte le facoltà della sua anima nelle facoltà della tua anima, perché anche in te si adempiano queste divine parole: «Glorificate Dio nel vostro corpo» (1 Cor 6,20), e perché la vita di Gesù si manifesti in te.

E non basta che tu appartenga al Figlio di Dio, ma devi essere in lui, come le membra sono nel loro corpo. Tutto ciò che è in te deve essere incorporato in lui e da lui ricevere vita e guida. Non c’è vera vita per te se non in lui solo, che è la fonte esclusiva della vera vita. Fuori di lui per te non c’è che morte e perdizione. Egli deve essere il solo criterio delle tue iniziative, delle tue azioni, delle tue energie e della tua vita. Tu non devi vivere che di lui e per lui, seguendo queste divine parole: «nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è tornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi» (Rm 14, 7-9). Dunque tu sei una sola cosa con questo stesso Gesù, come le membra sono una sola cosa con il loro capo. Perciò devi avere con lui uno stesso spirito, una stessa anima, una stessa vita, una stessa volontà, uno stesso sentimento, uno stesso cuore. E lui stesso deve essere il tuo spirito, il tuo cuore, il tuo amore, la tua vita e il tuo tutto.

Ora queste grandi verità traggono origine nel cristiano dal Battesimo, vengono accresciute e rafforzate dal sacramento della Confermazione e dal buon uso delle altre grazie partecipate da Dio, e ricevono il loro supremo perfezionamento dalla santa Eucaristia".

Credo che questo spunto di riflessione possa aiutarci a fare una piccola sintesi nella nostra vita e soprattutto a chiederci a che punto siamo, noi che gloriandoci del nome di cristiani, tante volte sembra di intrattenerci con un grande sconosciuto! Ti invito dunque a soffermarti a lungo su questo stralcio di lettera, e poi magari, se ne senti il bisogno, di parlarne con il tuo padre spirituale, accostandoti, se ne senti la necessità, al sacramento della Riconciliazione, che è la pista preferenziale per riavvicinarci a Dio e ai nostri fratelli, se abbia qualcosa da perdonarci, qualora come membra dello stesso corpo gli abbiamo provocato del male.

Ci guidi e ci aiuti la Vergine Santa, lei che seppe essere un tutt’uno con il figlio Gesù, fino al supplizio della croce e anche dopo, condividendo la stessa missione e proponendosi come modello di vera cristiana e stella luminosa per ogni credente in Cristo.

Buon ritorno alla quotidianità!

 

 

 

 

                                                                                                                                         Con affetto in Cristo

                                                                                                                                                 Don Fabio

 

 Da Skiathos 20 Agosto 2006 XX domenica del tempo ordinario