III anniversario Comunità Tabor



Ancora
un’occasione per parlare d’Amore: il terzo compleanno della nostra
Comunità Tabor!
C’è da ringraziare nella
pienezza del cuore il Signore che ha permesso questo cammino, che ha seminato i
segni della Sua presenza in mezzo a noi, che fa lievitare con la Sua grazia i
nostri propositi.. è soltanto per lodare e ringraziare Gesù per tutti i suoi
innumerevoli
benefici
che noi viandanti ci siamo riuniti sotto la materna protezione della Madonna
della Libera e per accogliere altri fratelli, dono di Dio che accresce il
numero della nostra famiglia.
Il clima di festa ha inaugurato la giornata di Domenica 14 febbraio con la preghiera delle lodi mattutine: i viandanti hanno vissuto una giornata all’insegna della comunione coi fratelli e con il Signore.
Stare insieme è dono Suo, l’armonia tra fratelli è segno tangibile della Sua protezione e noi viandanti non perdiamo occasione per poter condividere il nostro tempo con gli altri, ma soprattutto con Cristo.
“Amati per amarci e per Amare…”
Non
poteva esserci tema migliore, un filo conduttore più pregnante che ci
accompagnasse lungo questi tre giorni di festa. E la catechesi con la quale
abbiamo spezzato la Parola, domenica mattina, ci ha fatto pregustare appieno ciò
a cui andavamo incontro. Come non poteva mancare un inno ai nostri
festeggiamenti: "Il mio amore per te",
di Eros Ramazzotti.
Il Vangelo di Giovanni (15, 9-17) è il passo che riporta il succo dell’insegnamento che Gesù ci ha voluto lasciare, il nuovo comandamento: l’Amore! Verso Dio e i fratelli, sul Suo esempio. Noi siamo chiamati ad amare! Senza l’amore siamo terra arida, non possiamo produrre nulla di buono! L’amore è la sola cosa che ci possa rendere felici, ma l’amore che ci addita il Cristo non è quello che si vende “alla spicciolata”, quello fatto di tante illusioni effimere: bensì è l’amore che si fonda sulla preghiera, che si radica in Dio, perché soltanto in questo modo eviteremo le delusioni delle quali tante, troppe volte abbiamo già fatto esperienza, confidando negli uomini come noi!
La
pienezza della legge del Signore è l’Amore, e il modello di questo amore, anzi,
l’amore stesso fatto Persona è Cristo. Egli ci insegna che l’amore è sete di
felicità, è sete d’infinito, è sete di Dio, ci insegna che noi siamo portati
all’Amore Vero, anche se a volte ci sembra quasi un ideale irraggiungibile in un
mondo spesso difficile, eppure noi siamo chiamati ad incarnare questo stesso
amore, a testimoniarlo… non senza prima averne fatto esperienza.
Sì! L’amore è un’esperienza,
qualcosa di cui non si può parlare, ma che si prova direttamente! Che si tocca
con mano! Solo chi ha fatto esperienza di Dio comprende il senso dell’amore e
cosa
significa
sentirsi gratuitamente amati! L’amore infatti è dono gratuito, come
recitano le parole dell’Inno alla Carità di san Paolo: “Se anche dessi il
mio corpo per essere bruciato… nulla mi giova, se non avessi la Carità!”. Noi
stessi nulla abbiamo fatto per poterci meritare l’amore smodato di Dio, nessuno
ne è degno, e lo abbiamo appunto per un dono assolutamente incondizionato.
Ecco: chi ha fatto esperienza di ciò, può andarlo a testimoniare per le strade del mondo, può testimoniare che l’unica cura ai mali del cuore è Cristo! E l’unico modo per vivere l’amore è l’umiltà, la preghiera e la testimonianza.
Come una vera famiglia, ci siamo stretti attorno alla Mensa Eucaristica nel giorno del Signore, prima di condividere il momento del pranzo. La provvidenza di Dio non ha certo permesso che mancasse il cibo: sia per l’anima che per il corpo.
Ma, ormai lo sappiamo bene: i viandanti non possono resistere a lungo al richiamo del gioco e della bellezza del vivere insieme, perciò, durante il pomeriggio hanno dato il via alle attività ludiche!
Dei pacchi sigillati perfettamente, messi in fila con un concorrente che deve tentare di indovinare il “pacco giusto”..... vi ricorda qualcosa? A noi ricorda che ci siamo divertiti un mondo! E ci sembrava davvero di partecipare al gioco in tv! Era davvero tutto perfettamente riprodotto e forse per alcuni versi anche molto più divertente!
Inutile dire anche quanto siamo stati felici di poter vivere insieme i festeggiamenti per il piccolo Emiliano, che ha deciso di vivere con noi i festeggiamenti per il suo battesimo: un grazie va ai suoi genitori e a lui, che è un grande dono di Dio, come tutti i più piccoli tra i viandanti.
Questa stupenda giornata è stata coronata dalla preghiera dei vespri, ancora parole di lode e ringraziamento al Signore per quanto ci dà modo di vivere.
Ma
il momento più atteso in assoluto è stato senz’altro
Martedì 16, giorno in cui la Comunità Tabor ha
ricordato tre anni dalla sua nascita.
Non si poteva far altro che mettersi in umile e devota adorazione ai piedi di Gesù Eucaristia, per sussurrargli ancora instancabilmente il nostro Grazie per tutti i beni di cui ci ha ricolmato.
Egli ci ha chiamati per essere
“luce del mondo e sale della terra”, come ha proclamato il passo del
Vangelo di Matteo (5, 13-16). Allo stesso modo
in cui Gesù parla alle folle, a coloro che siedono gli ultimi gradini della
società, così ha parlato a noi quella sera, nell’intimità della sua presenza
sottoforma di Pane. Egli ha parlato ai nostri cuori, e ci ha lasciato un
importante incarico: essere sale, essere luce … in un mondo che ha
bisogno di Dio, che ha sete di Lui, che desidera farne conoscenza. Ci ha
chiamati ad essere testimoni credibili, con l’esempio, del suo Amore, del Suo
messaggio di salvezza, a portare la Sua Luce agli uomini, ma anche a coltivare
nel silenzio e nella semplicità il nostro lavoro continuo nella Sua Vigna, per
dare sapore alle cose più piccole e più importanti, per cominciare a costruire
partendo dal basso, partendo da noi, con umiltà.
Abbiamo
dunque ringraziato il Signore, perché si è fidato di noi, nonostante tutti i
nostri limiti e le nostre debolezze, perché senza di Lui, noi siamo ben poca
cosa, non possiamo fare nulla!
Gli abbiamo chiesto il coraggio di mantenerci fedeli alle nostre scelte, perseverare sulla strada dei Suoi insegnamenti, per dirigerci verso una meta definitiva e decisiva nelle nostre vite.
Abbiamo ricordato i fratelli che per vari motivi non erano con noi a condividere questo momento così importante, ma che sempre portiamo nel cuore.
Il momento culminante della nostra preghiera di ringraziamento però è stato quando davanti ai nostri occhi, e soprattutto a quelli di Dio, la nostra Comunità si è aperta all’abbraccio verso altri fratelli che da questo momento fanno ufficialmente parte del nostro cammino: la freschezza della loro chiamata darà vigore al cammino di tutti noi.
Anche quelli tra noi che camminano da viandanti già da qualche anno hanno avuto modo di rinnovare le promesse di fedeltà a questo cammino, assumendosi anche la responsabilità davanti a Dio di guidare e sostenere i fratelli più “giovani” lungo la strada, con la Sua grazia.
E difficile sintetizzare in poche righe quanto abbiamo vissuto, quanta grazia si è riversata nelle nostre vite durante questi momenti. Tante sono le nuove iniziative, i progetti per il futuro, tante sono le attese e le speranze, tanto lavoro c’è ancora da fare, tanta strada da percorrere insieme e stretti sempre al Cuore di Dio, ma siamo certi che con il Suo indispensabile soccorso, saremo in grado di realizzare quanto Egli desidera da noi Viandanti della Carità.
Auguri e Buon Cammino a tutti per essere “sale della terra e luce del mondo” !