Incontro Tabor del 9 luglio 2009
Voce di Dio ... voci del mondo ...
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La voce di Dio è quella del Buon Pastore che conosce le Sue pecore e le Sue pecore conoscono Lui.
L’ultimo
incontro dei viandanti ha seguito la pista del Vangelo del
“Buon Pastore”, un
passo famoso, forse quello che meglio rende l’immagine di Cristo per i fedeli.
Il brano ci ha spinti ad osservare la figura del buon pastore messa di contro a quella del mercenario.
A quest’ultimo non importa nulla delle pecore, perché non le conosce e non ha interesse a prendersi cura di loro.
Il buon pastore invece non solo ha cura delle sue pecore, ma anche delle pecore che appartengono ad altri greggi, è lungimirante, ma soprattutto è capace di offrire la vita per le sue pecore, perché le conosce, le chiama per nome…
È Cristo stesso il buon pastore, che ha dato la vita perché noi l’avessimo per sempre.
Quando
si ama infatti non si calcola, e spontaneamente si offre la vita per l’altro.
L’amore è illogico, e il Buon Pastore è capace di amare sine modo .
Tuttavia alla voce di questo Pastore spesso in noi, nella nostra vita, si sovrappongono troppe altre voci, le voci del mondo, i mille e fuorvianti richiami del “mercenario”, che tendono a mettere da parte la voce di Gesù.
È allora che si perde la strada, perché il mercenario entra nella nostra vita in maniera subdola, senza fare troppo rumore, si insinua nei nostri pensieri, nelle nostre abitudini, nel nostro cuore, fino a guidare le nostre scelte, gli atteggiamenti, i rapporti con Dio, noi stessi, gli altri, ma c’è di peggio.
Spesso, senza nemmeno accorgercene, diventiamo noi stessi veicoli della voce del mercenario, e questo accade quando alle parole non facciamo seguire l’esempio, quando siamo presi da mille cose inutili e sciocche, che ci distolgono dall’essenziale.
Seguire Gesù non è semplice, ma sia che siamo dentro, sia che siamo fuori l’ovile, noi veniamo amati allo stesso modo!
È questo il bello di essere cristiani!
La
vera difficoltà è quella di riuscire ad essere trasparenza del Buon Pastore tra
la gente, immagine di Colui che ha dato la vita per gli uomini. Ma in questa
difficile impresa non siamo lasciati soli, bensì abbiamo il supporto prezioso e
abbondante di Cristo stesso, che ogni giorno della nostra vita non si stanca mai
di ripeterci: “Coraggio, non sei solo… Io sono con te!”. E forti di questa
convinzione, come le pecore alla voce del loro pastore, noi dobbiamo rispondere
mansueti ai richiami che il Signore fa al nostro cuore, rispondere all’Amore
che
ci chiama per nome e che vuole guidare con la sua luce tutta la nostra vita.
Per scendere in po’ in
profondità e sentire questo richiamo d’amore, i viandanti si sono dati del tempo
per riflettere in gruppi su alcune domande che sono state sottoposte alla loro
attenzione: esse servono per comprendere se e quando seguiamo più il mercenario
che il Buon Pastore, quando diventiamo testimoni di qualcosa che non è per
il
nostro bene, quando ci facciamo portavoce di qualcuno che non ci conosce e non
ci ama davvero.
Il confronto con noi stessi spesso spaventa, e così tentiamo continuamente di evitarlo, tuttavia guardarsi in faccia e sapersi dire certe verità chiuse nel cuore è forse il primo vero passo verso la crescita e la nascita di un uomo nuovo in noi, qualcuno che ha davvero conosciuto Cristo e che quindi vive nella Verità.
A seguito la serata è stata coronata dal momento dell’agape, tenutosi nel delizioso giardino messo a disposizione dalle famiglie Dentale – Somma – D’Aniello, godere del fresco e di ottime pietanze in un’atmosfera di tale accoglienza non ha fatto altro che rendere l’incontro della comunità Tabor ancora più intenso.
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È inutile dire che stare insieme coi viandanti è sempre un’emozione che lascia il segno, ma soprattutto, il sorriso!