L'incontro di Comunità dell'8 gennaio 2009

Il sacramento del Battesimo
ovvero
“Se ti accusassero di essere cristiano,
troverebbero delle prove contro di te?”
(Dietrich Bonhoeffer)

Dopo aver salutato insieme il “vecchio” anno 2008 con l’Adorazione Eucaristica, i Viandanti della Carità hanno ripreso di nuovo le loro attività l’08 gennaio, pieni di gioia, entusiasmo e con la certezza di ritornare alla ferialità seguendo la nuova “via” indicata loro dalla stella cometa del Dio Bambino, che si è fatto carne ed “è venuto ad abitare in mezzo a loro”.
La Comunità Tabor ha inaugurato
il nuovo anno 2009 con il primo di una serie di incontri che verteranno sul tema
dei Sacramenti, fondamento della vita di ogni cristiano, segni
esteriori e visibili della grazia che Dio concede agli uomini. In particolare la
meditazione è ruotata attorno al primo dei tre Sacramenti di iniziazione alla
vita cristiana, ovvero il Battesimo,
attraverso il quale la Grazia salvifica cancella il peccato originale
che ogni uomo contrae venendo al mondo, cosicché egli può entrare a far parte
della Chiesa, corpo di Cristo, e soprattutto riceve la “paternità divina”
diventando figlio di Dio… nel Battesimo, dunque, noi Cristiani ci
riscopriamo tutti fratelli figli dello stesso Padre, ma soprattutto fratelli di Gesù, che di noi ha condiviso la nostra umanità,
eccetto il peccato!
Il Battesimo, come tutti gli
altri sacramenti, imprime nell'anima un segno spirituale indelebile, che non può
essere mai più cancellato. Quello che è stato spiegato e che è importante tenere
presente, è che il Battesimo ci spinge ad assumerci una grande responsabilità,
ovvero l’importanza di saper testimoniare nella vita di ogni giorno il nostro
essere cristiani. Sono i gesti, i segni di ogni giorno che ci aiutano ad
attualizzare
la nostra fede, senza accettare compromessi né tanto meno vivere
con superficialità i nostri doveri. Quello che fa più scalpore oggi e che tante
volte scandalizza la vita dei fratelli che sono lontani dalla Chiesa, è il
cattivo esempio. Non si può essere cristiani senza aver prima dato fondamento al
nostro essere uomini! Oggi si avverte più che mai il bisogno di testimoni, cioè
di persone che sull’esempio di Gesù dimostrino non solo a parole, ma con i fatti
la loro fede. E’ vero, tutto questo non è facile, ma i sacramenti, attraverso la
loro grazia santificante, ci aiutano a venire
incontro alla nostra debolezza, alle nostre fragilità, ai tanti limiti che ci
sospingono a cadute spesse volte burrascose. Fare i conti con i nostri limiti
non è un peccato, l’importante è sapercene accorgere, ovvero conoscere quali
solo le nostre debolezze per saperle combattere.

A conclusione del nostro incontro, siamo stati invitati a partecipare ad un “segno” che andasse a riassumere tutto quello che ci è stato detto. Al centro dell’altare abbiamo trovato un catino pieno di acqua benedetta e siamo stati invitati ad intingervi dentro la nostra mano e a tracciarci con il segno della croce, segno più alto della nostra identità di cristiani. Questo gesto è stato fatto, insieme alla professione di fede che abbiamo pronunciato tutti insieme, per fare memoria del nostro Battesimo, per rivitalizzare quel gesto, a ricordo di quanto fecero i nostri genitori quando ci accompagnarono in chiesa per chiedere di inserirci nella famiglia dei figli di Dio.

I sacramenti sono la nostra difesa, lo vedremo ancora meglio in seguito. Per adesso vi rimandiamo alla fonte di quanto abbiamo ascoltato e meditato ieri, con la speranza che ognuno di noi si senta ogni giorno sempre di più parte di questa grande famiglia che è la Chiesa.
Catechismo della Chiesa Cattolica - Il sacramento del Battesimo
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