
“E’ quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo!” ...
L'incontro Tabor del 3 dicembre 2009
Il Vangelo meditato durante il nostro
ultimo incontro di Comunità è quello di
Marco (7,14-23).
Una parola forte, che ci mette davanti al giusto criterio di intendere i
precetti religiosi, al giusto modo di vivere la vita.
Gesù viene nel mondo non per abolire la legge, ma per portarla a compimento, eppure, Egli è chiamato a far aprire gli occhi degli uomini, i loro cuori induriti, ciechi, perché incapaci di scorgere la radice profonda dei precetti che Dio aveva dato agli uomini.
Era per questo motivo che i farisei
osservavano la legge alla lettera, evitando addirittura alcuni alimenti come la
carne suina, alcuni atteggiamenti, come il contatto con malati e peccatori,
alcuni luoghi poco
adatti al loro
status sociale…
Gesù giunge e stravolge tutto ciò: Egli si siede a mangiare con i peccatori, è vicino alle prostitute, si china sui malati e sugli emarginati, eppure Egli così facendo porta a compimento la legge!
La legge era stata data da Dio agli uomini a
causa della durezza del loro cuore: essi non erano capaci di amare, così erano
stati vincolati alle leggi. Leggi che erano
diventate delle consuetudini aride,
puritane, sterili.
Ma non è quello che si trova fuori, che contamina l’uomo, bensì è ciò che viene dal cuore stesso dell’uomo che lo uccide, che ne rende torbido lo spirito, perché ciò che viene da fuori attraversa semplicemente l’uomo e poi va via, ma ciò che nasce nel cuore mette radici e non si riesce a sradicare facilmente: il male generato dal cuore dell’uomo è tenace e porta alla morte dell’anima, porta ad un abbrutimento interiore.
“…I cattivi pensieri, gli omicidi, gli
adultéri, le fornicazioni, lo sguardo maligno, la calunnia …”, Gesù è preciso nell’elencare questi ed altri mali che portano l’uomo alla
dannazione, alla perdita della sua vita, di se stesso. E noi siamo spesso
vittime del male che c’è nel nostro cuore, noi stessi siamo impuri e non ce ne
rendiamo conto, credendo piuttosto (e in maniera squisitamente puritana!) che
sia ciò che c’è fuori di noi a dare scandalo: lo scandalo invece parte già da
noi, dal profondo della nostra vita e dei nostri pensieri! Siamo noi a mettere
il male anche dove di
fatto non c’è, siamo noi a credere che sia meglio evitare
certe situazioni troppo compromettenti! Eppure Cristo non ha fatto così, Lui ha
agito per Amore e così ha portato a compimento la legge di Dio, la Sua Volontà.
Il forte invito a cambiare vita, a preparare la strada del Signore in questo tempo forte di Avvento, riecheggia ancora in questa Parola, perché la venuta del Signore va preparata con ogni buon criterio da parte di chi, come noi, si professa Suo seguace…
Per non dimenticare il senso dell’Avvento, ai viandanti è stato anche distribuito un segnalibro, che spiega per punti fondamentali le caratteristiche di questo tempo di attesa, di preghiera e di gioiosa speranza. Sarà un prezioso vademecum, una marcia in più per vivere il tempo che ci separa dal Natale…