Incontro Tabor del 29 maggio 2009

 

 

 

La vita: un dono di Dio, un canto di gioia

 

 

La Parola è perla che Dio ci ha messo tra le mani.

Ma il nostro dev’essere un cuore disponibile ad accoglierla, come un campo il cui terreno è pronto a ricevere il seme… certo, se il seme viene gettato in un terreno ancora pieno di spine, rovi, sassi, oppure arido, c’è ben poca speranza che esso germogli e porti frutto nelle nostra vita.

Forse di quella Parola può anche restare qualcosa, ma di certo non per lungo tempo, un po’ come un uomo che passa davanti ad uno specchio e vede riflessa la propria immagine solo per un attimo, ma quando poi va via, già se l’è dimenticata e in lui quell’immagine non ha lasciato segno.

 

Dio ci ha lasciato un comandamento: “ Non uccidere”.

Ma Cristo viene oggi a dirci di più:

 

“Chiunque si adira col proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio” (Mt 5,22)

 

Quanto si parla oggi del rispetto per la vita? Del rispetto per l’altro? Tanto. Tema importantissimo, specialmente in una società che sotto alcuni aspetti ha una natura violenta, aggressiva nei confronti del più debole… del resto la natura ha sempre funzionato così: il pesce grande mangia il pesce piccolo!

E noi a volte ci comportiamo proprio così, come se non avessimo facoltà superiori, come se non fossimo capaci di capire che davanti a noi c’è un altro essere umano, coi suoi sentimenti, con le sue paure e, perché no, anche coi suoi limiti, le difficoltà, le tante “ miopie “ di cui possiamo essere affetti. Dentro ognuno di noi c’è un mondo, c’è una vita, un delicato equilibrio che va salvaguardato e tutelato, fatto rispettare.

Quando ci accostiamo al fratello, perché fatichiamo a sorridere? Perché non tendiamo la mano? Perché giudichiamo?

Ci siamo mai posti queste domande?

Gesù è venuto a darci la risposta: dobbiamo sostituire la legge del taglione con la legge dell’amore.

 

Il cristiano deve distinguersi dal sentire comunemente diffuso, è questa la bellezza di aver interiorizzato l’insegnamento e l’esempio di Gesù.

Gesù ha passato tutta la vita a fare del bene alla gente che incontrava e ad andare incontro a tutti coloro che ne avevano bisogno: ha fatto di tutto per rendere felici le persone, perché in esse vedeva e serviva Dio Padre. Gesù ha diffuso la cultura della vita! Anzi, della Vita con la lettera maiuscola, perché solo l’amore può dare una vita degna di essere chiamata tale.  

 

Durante l’incontro i viandanti hanno ascoltato alcune testimonianze che parlavano di suicidio, omicidio volontario, aborto… come quelle ci sono migliaia di altre storie tristi, storie di morte, ma Gesù ci ha comandato l’amore e l’amore genera vita… noi cosa abbiamo fatto di questo comandamento?

Esso doveva essere la guida della nostra vita, la luce suoi nostri passi, e invece alla prova dei fatti non siamo quasi mai capaci di amare come Dio ci ha chiesto, ma tratteniamo sempre qualcosa per noi, abbiamo paura di rischiare, abbiamo paura di perdere.

Anche se sappiamo che c’è Qualcuno che ha perso tutto per noi, Lui, che aveva tutto, ha voluto rinunciare al punto da restare nudo appeso ad una croce per noi.

Non chiamiamola follia, chiamiamolo Amore… un amore che ancora oggi, dopo duemila anni ci tiene ancora in vita e ci annuncia la gioia.

 

Nella seconda parte dell’incontro, alcuni tra i fratelli dell’L.d.C ci hanno ricordato che uno degli strumenti più importanti dell’evangelizzazione che la comunità Tabor ha a disposizione è il suo sito internet, attraverso di esso cerchiamo infatti di diffondere il messaggio di Cristo, impegnandoci a viverlo in prima persona, e soprattutto, a diffondere attraverso di esso anche la cultura della vita, perché Cristo ci ha detto: “ Io sono la Via, la Verità, e la Vita”.

È una goccia piccola, ma pur sempre preziosa, perché abbiamo deciso di rendere testimonianza al Signore assieme a tanti altri giovani, utilizzando un mezzo all’avanguardia.

Sul web quindi non c’è solo morte, ma anche tanti messaggi buoni, di speranza, di amore, che vogliono giungere al cuore dei fratelli. Durante l’ultimo incontro Tabor abbiano dunque fatto conoscere meglio il nostro sito, soprattutto ai fratelli giunti più di recente tra noi.

 

Forti della convinzione che il Signore non abbandona quanti Lo cercano con cuore sincero, dobbiamo proseguire il cammino con la gioia e il ringraziamento per la vita, che è dono di Dio, il più prezioso che ci abbia mai potuto concedere.