
Incontro Tabor del 22 aprile 2010
“ L’impegno sociale e politico nella vita del cristiano”
Il tema del nostro ultimo incontro di comunità è stato: “ L’impegno sociale e politico nella vita del cristiano”. Nel Catechismo degli Adulti si legge: “Il cristiano testimonia la salvezza del Signore, che opera nella storia, servendo la persona e la società. Per aiutare la crescita integrale di ogni uomo, promuove, secondo le sue possibilità, la solidarietà a vari livelli, dalla famiglia alle comunità particolari, alla comunità politica, fino alla comunità internazionale. Dalla Parola di Dio, attraverso l’insegnamento sociale della chiesa, riceve motivazioni e orientamento per il suo impegno, in modo da contribuire efficacemente a edificare un ordine sociale fondato sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà”.
Per noi cristiani, specie negli ultimi tempi, è importante radicare la propria fede con il vissuto di ogni giorno che vada a tradursi in un impegno concreto a servizio della società per il bene comune della “polis”. Quello che tante volte scoraggia, soprattutto coloro che sono lontani dalla chiesa, è la poca ed incoerente testimonianza che dai piccoli ai grandi gesti, manifestano i credenti. Ognuno di noi dovrebbe avvertire nel cuore il desiderio di mettere a servizio di tutti i doni e i carismi che il Signore gli ha donato, dando uno sguardo al passato, notiamo che molti tra quelli che si professavano cristiani, hanno contribuito a migliorare il sistema sociale e politico mettendo in atto strategie che assicuravano a tutti, specie ai più deboli una vita dignitosa.
Poche settimane fa, siamo stati chiamati a partecipare alle elezioni regionali e per alcuni anche a quelle comunali. Qualcuno ci faceva notare come ogni volta che si profilano all’orizzonte le elezioni, diventa sempre più squallida la campagna elettorale. Talune volte, lo stesso voto che pensiamo di affidare al candidato che riteniamo pronto a servire lo stato, è frutto di mentalità stravolte da una idea politica di fondo sbagliata. Confrontandoci con gli altri ci accorgiamo che nella maggior parte dei casi il voto viene dato a chi si pensa possa aiutarci con una raccomandazione a soddisfare questo e/o quell’altro bisogno che riteniamo utile per la nostra vita. Sono pochi quelli che credono in una politica fatta di servizio e di dono. E noi cristiani, dobbiamo prendere consapevolezza che tra i nostri impegni, dev’esserci anche quello di sentirci orientati a dare una mano!
Il documento post-conciliare: “Gaudium et Spes” dedica un intero capitolo alla politica. Al n. 73 si legge: “Da una coscienza più viva della dignità umana sorge, in diverse regioni del mondo, lo sforzo di instaurare un ordine politico-giuridico nel quale siano meglio tutelati nella vita pubblica i diritti della persona: ad esempio, il diritto di liberamente riunirsi, associarsi, esprimere le proprie opinioni e professare la religione in privato e in pubblico. La tutela, infatti dei diritti della persona è condizione necessaria perché i cittadini, individualmente o in gruppo, possano partecipare attivamente alla vita e al governo della cosa pubblica.
Assieme al progresso culturale, economico e sociale, si rafforza in molti il desiderio di assumere maggiori responsabilità nell'organizzare la vita della comunità politica”.
Questo desiderio non è cosa solo di pochi eletti ma deve essere avvertito anche nel nostro cuore. E’ più facile puntare il dito sul lavoro degli altri o starsene semplicemente a guardare, dalla fede deriva l’obbligo di proiettarsi a fare in modo che nessuno degli essere umani venga strumentalizzato e non goda come tutti degli stessi diritti che gli appartengono. La Chiesa stima degna di lode e di considerazione l'opera di coloro che, per servire gli uomini, si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità.(GS.75)
Un grande e stimanto esponente dell’impegno politico dei primi del 900 fu indubbiamente: “don Luigi Sturzo”.
Per Sturzo i cattolici si devono impegnare in politica, tuttavia tra politica e Chiesa deve esserci assoluta autonomia. La politica, essendo complessa, può essere mossa da princìpi cristiani, ma non si deve tornare alla vecchia rigidità e all'eccessivo schematismo del passato. Il Cristianesimo è, insomma, la principale fonte di ispirazione, ma non l'unica.
Sturzo è contrario ad una società immobile ed il movimento è dato dalle relazioni interindividuali tra le persone; la società non deve essere un limite alla libertà dell'individuo. Non può essere, tuttavia, definito iperindividualista. All'interno di questo schema sociale multiforme la religione non può essere strumento di governo. Il cristianesimo ha dato qualcosa ad ogni corrente politica, quindi nessuno può dire di possedere il monopolio della verità religiosa.
Questo incontro ci ha aiutato a comprendere che tutti i cristiani devono prendere consapevolezza dell’importanza dell’impegno politico, cercando di essere di esempio e sviluppando in se stessi il senso della responsabilità e la dedizione al bene comune. A loro volta anche i vari esponenti politici, unitamente ai rispettivi partiti, devono impegnarsi a favorire tutto quello che diventa strumento che porti a compimenti il bene di tutti, ricordandosi che il loro ruolo è prettamente di servizio e dunque nessuno deve mai anteporre il proprio interesse a tale bene.
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