II FESTA DELL'ACCOGLIENZA

21 OTTOBRE 2009

PARROCCHIA S. ERASMO

"La bellezza dello stare insieme"

 

 

 

 

Anche quest’anno abbiamo rivissuto il momento della Festa di accoglienza, la II per la nostra Comunità. Il tema dominante è stato un versetto del Salmo 132 “Come è bello e gioioso che i fratelli stiano insieme”. E a dire il vero quella sera abbiamo provato tanta gioia nel cuore rischiando quasi che esplodesse.

La cura dei particolari, l’amore e la passione per fare bene i compiti che il Signore ci aveva assegnato, la voglia di portare ai partecipanti il calore e la gioia che scaturiscono dal nostro stare insieme attorno a Gesù, hanno fatto in modo che tutti quelli che sono stati invitati e che hanno accettato di partecipare al nostro incontro si siano fin dal principio sentiti a loro agio, infatti molte sono state le testimonianze raccolte a tal proposito.

 

Perché fare una festa di accoglienza? Semplicemente per far sì che tutti quelli che vivono lontano dal Signore o che in questi anni hanno trascurato questo fondamentale rapporto, potessero, attraverso la nostra testimonianza, far riaccendere quella piccola fiamma presente nel loro cuore, che a causa di tante difficoltà rischiava di spegnersi.

 

 

Uno dei maggiori contributi dato alla nostra festa è stato lo sketch preparato da alcuni fratelli viandanti con tanta cura e passione. Di certo tanti sono stati i sacrifici per fare le prove, le difficoltà per imparare le parti, per organizzarsi, tenendo conto degli impegni di ciascuno, ma alla fine il “successo” è arrivato ed è bastata tanta Amicizia per ricompensare i nostri viandanti delle loro fatiche.

In effetti questo spettacolo voleva essere un modo, e lo è stato, per far capire a quelli che avevamo davanti lo spirito della nostra Comunità. Di solito, specie per chi non ha mai fatto parte di un cammino ecclesiale o che per diversi motivi ha dovuto lasciare, parlare di Comunità, di gruppo, crea non poche difficoltà. Siamo infatti tutti presi da tante cose che riteniamo non sia il caso aggiungere un altro impegno nella nostra agenda e preferiamo dunque rimanere fuori da qualsiasi discorso comunitario circa la fede. Il nostro cammino si distingue invece proprio per questo: far riscoprire la bellezza del dono della fede, cercando di non sentirlo come un impegno tra gli impegni, ma come un modo per stare insieme agli altri e soprattutto insieme a Gesù.

Noi Viandanti della Carità abbiamo riscoperto il gusto della fede stando insieme, infatti il nostro cammino è caratterizzato da incontri periodici (quindicinali), da ritiri spirituali e da momenti di svago comuni, che ci aiutano a camminare insieme e a scoprire a quale progetto siamo chiamati.

 

Il momento dell’agape ha concluso la nostra festa, una festa caratterizzata da un’organizzazione impeccabile che ha saputo pensare dall’accoglienza alla preghiera, dallo spettacolo al momento di condivisione.

 

       

 

 

Vi abbiamo voluto descrivere la gioia di quella sera, anche se siamo convinti che chi, per diversi motivi, non è potuto essere con noi, non riuscirà pienamente a comprendere cosa ci portiamo nel cuore da quella sera, in particolar modo per la presenza di un viandante speciale, che ci ha conosciuti tramite il nostro sito, ovvero Simone soprannominato da tutti come: “Simone di Milano”, per ovvi motivi…Il suo essere stato con noi anche per poche ore, l'aver accettato questa sfida senza lasciarsi prendere dalle difficoltà che immaginiamo non siano state poche (a partire dal viaggio) e  soprattutto senza lasciarsi spaventare dal fatto che andava verso persone che conosceva solo tramite schermo, ci hanno premiato. Ora Simone è parte integrante del nostro cammino e ci auguriamo che anche altri, specie coloro erano presenti alla festa, possano fare un salto in avanti, rischiando anche di solcare una montagna e decidere di far parte della nostra carovana, aggiungendo ovvero altre orme al nostro cammino di viandanti…

 

 

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