Incontro di comunità 16 giugno 2011

 

 

 

 

 

“Educare è cosa del cuore”

 

 

 

Il giorno 16 giugno, come da calendario, i viandanti della Carità si sono ritrovati per vivere insieme il loro incontro di formazione, durante il quale hanno vissuto anche il momento dei focolai di preghiera.

 

Il tema sviscerato da don Fabio ha fatto da conclusione a tutto l’anno pastorale, attraverso una catechesi biblica che abbiamo avuto modo di meditare con il passo di Gv 15, 9-17. Un testo ricchissimo, che fa parte del lungo discorso di congedo che il Maestro rivolse ai suoi discepoli, in “quell'ultima sera”, prima di consegnarsi alla morte. Un discorso tutto sull'amore, e che molti esegeti considerano il "testamento" stesso di Gesù, la consegna da lui fatta ai discepoli, assieme all'Eucaristia, sigillo permanente dell'amore, totalmente dato, sino al limite estremo: "Rimanete nel mio amore".

“Rimanere nel Suo amore”, per il cristiano, non è un luogo nello spazio, ma l'amore stesso di Cristo; è Lui, la dimensione nella quale vivere, crescere ed operare; solo qui, e non altrove, l'uomo conosce e vive la sua vera identità, che è l'amore di carità, che lo rende somigliante al suo creatore, quel Dio che è carità.

Certo è facile abusare di questi termini e banalizzarli, ma il discorso del Signore si fa concreto, drammaticamente concreto, quando dice: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come lo vi ho amati", e quale sia la misura e il modo dell'amore di Cristo lo conosciamo bene, tuttavia Lui stesso lo specifica dicendo: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i suoi amici".

E' un amore esigente, che non si ferma alla sola benevolenza o all'affetto legato semplicemente all'emozione; l'amore, è un lungo cammino da compiere, e il suo percorso non sempre è agevole; come scriveva Michel Quoist: "dopo Gesù Cristo, amare, significa esser crocifissi per un altro". Amare è anche questo; perché amare come Cristo ama, significa donarsi, senza misura e senza aspettare niente in cambio, e perdonare, sempre, come ha perdonato Lui.

"Questo vi comando:, amatevi gli uni gli altri"; e su questo comandamento l'uomo si costruisce cristiano, in ogni circostanza della vita.

 

Questo comandamento costituisce anche il carisma della nostra comunità: riscontriamo che non sempre è facile vivere di questo amore e non è altrettanto facile testimoniarlo. Siamo chiamati con la nostra pochezza, la nostra debolezza e i nostri limiti a far uscire fuori questo Amore che tocchiamo, celebriamo e viviamo quando siamo insieme agli altri fratelli che come noi vivono lo stesso cammino di fede.

E’ proprio l’evangelista Giovanni a ricordarci queste bellissime parole di Gesù e non poteva essere altrimenti per lui che aveva avuto il singolare privilegio di appoggiare il suo capo sulle viscere di Gesù e che nei vangeli sappiamo essere: “il discepolo che Gesù amava”.

Non testimoniando questo comandamento e non sforzarsi di viverlo significa tradire l’essenza stessa di Gesù. Lui è Amore, e chi non ama - dice san Giovanni nella sua lettera - non ha conosciuto Dio e, di conseguenza, non può dirsi neppure suo seguace.

 

L’Amore che ci suggerisce Gesù supera ogni rango, razza e lingua, ma anche ogni tipologia relazionale, perché ci invita ad Amare anche quelli che non ci amano e a pregare, ovvero presentare al cuore di Dio, per mezzo del nostro cuore, anche chi ci perseguita e ci fa del male! E’ questa la straordinarietà di questo amore, che in un certo qual senso ci chiede finanche la pazzia di saper osare e saper andare così controcorrente!

Anche il papa Benedetto XVI, nella sua enciclica Deus caritas est, commenta: “Soltanto così il cristiano può esprimere la scelta fondamentale della sua vita. All'inizio dell'essere cristiano, non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte, e, con ciò, una direzione decisiva”.

 

 Al termine dell’incontro, ci siamo come al solito trattenuti a scambiare due “chiacchiere”, motivo in più per socializzare e sperimentare la bellezza dello stare insieme.

Al prossimo incontro!!!